Steely Dan nella calda Toscana
Autore: Jernej Vene
Luogo: Lucca / Italia
Data del concerto: 27.07.2007
Numero di spettatori: 4000
Prezzo del biglietto: 38.00 – 43.00€
Il duo Steely Dan, formato dal tastierista e voce solista Donald Fagen e dal chitarrista Walter Becker, ha chiuso la tappa europea del tour di quest’anno, intitolato Heavy rollers, con la serata di sabato nella pittoresca cittadina toscana di Lucca. Nella piazza più grande della città, dentro le mura romane, c’era posto per 4000 persone venute a vedere il concerto del leggendario duo. Gli Steely Dan sono in pista dal 1972, con qualche pausa di qualche anno qua e là, ma stavolta si sono esibiti in Italia per la prima volta. Proprio per questo l’attesa era parecchia, e per il lungo viaggio, oltre a noi due, si sono mossi anche alcuni fan scatenati della band da Novo mesto. La musica degli Steely Dan è un mix di pop, jazz leggero, soul, rhythm ‘n’ blues e rock. I loro dischi hanno sempre alzato l’asticella per quanto riguarda la qualità delle registrazioni. Fagen e Becker hanno impostato il tour di quest’anno in modo molto ambizioso, almeno per quanto riguarda l’accompagnamento musicale, che Becker durante lo show ha ribattezzato The Steely Dan orchestra. Una formazione in dieci ha messo sul piatto una base musicale solidissima e un aiuto enorme nel riportare dal vivo i loro pezzi. L’atmosfera era rovente, a tratti decisamente estatica, visto che molti del posto aspettavano un concerto degli Steely Dan da anni e anni. Parlando con alcuni spettatori ho scoperto che erano arrivati da ogni angolo d’Italia: tra le città citate c’erano Padova, Roma, Napoli, Milano e Bari. Gli Steely Dan non lasciano nulla al caso nemmeno dal vivo. Come al solito, nonostante il soundcheck che i musicisti fanno nel pomeriggio, a inizio concerto il suono è sempre piuttosto lontano dall’essere ottimale. Anche con gli Steely Dan è andata così. In quella calda serata estiva i tecnici sono riusciti a mettere strumenti e voci quasi al posto giusto, ma per la perfezione mancava ancora qualche piccola sfumatura, soprattutto sul basso. Per il resto, l’intera orchestra è rodata alla perfezione, cosa assolutamente indispensabile per la musica complessa degli Steely Dan. A far impazzire erano soprattutto il batterista Keith Carlock, il bassista Freddie Washington, il chitarrista e direttore musicale Jon Herrington e tutta la sezione fiati a quattro. Gli Steely Dan hanno attraversato l’intera carriera, con pezzi di tutti i dischi più importanti, ma purtroppo sono rimasti fuori alcuni cavalli di battaglia del pubblico, soprattutto Rikki don’t lose that number e Reelin’ in the years. Io, per esempio, ho sentito la mancanza di Do it again, il pezzo con cui nel 1973 gli Steely Dan hanno sfondato, e anche di Deacon blues e Hey nineteen. Donald Fagen si porta dietro un po’ il peso degli anni a livello vocale, ma questo non giustifica il fatto di aver lasciato cantare il successo Haitian divorce al collega Walter Becker. La sua interpretazione e il timbro della voce sono tutt’altra cosa e dal vivo non mi ha convinto granché. Quanto alla chitarra e all’interazione con il chitarrista Herington, invece, gli dico solo: tanto di cappello!
Anche se Lucca è grande più o meno quanto Lubiana, grazie agli sponsor gli organizzatori sono riusciti a portare a luglio questi nomi: Elton John, Norah Jones, Dianne Warwick, John Legend, Ricky Martin, Lauryn Hill, Joss Stone, George Michael e, per chiudere il Summer festival, come si chiama questa rassegna, anche gli Steely Dan. La Slovenia è un mercato piccolo e con questo dovremo farci i conti…
In un’ora e tre quarti l’orchestra degli Steely Dan ha suonato alcuni pezzi leggendari che da un pezzo fanno parte del tesoro della musica leggera, aggiungendone qualcuno più recente del nuovo millennio. Personalmente avrei voluto il volume un po’ più alto, ma sull’esecuzione non ho niente da ridire: sul palco c’erano musicisti con carriere costruite su collaborazioni con i grandi nomi della musica leggera mondiale.
Scaletta
1. Jeri (intro strumentale senza Becker e Fagen)
2. Time Out of Mind
3. Godwhacker
4. Bad Sneakers
5. Two Against Nature
6. Don’t Take Me Alive
7. Peg
8. Haitian Divorce
9. The Royal Scam
10. Dirty Work
11. Green Earrings
12. Josie
13. Aja
14. Kid Charlemagne
—bis—
15. Pretzel Logic
16. My Old School
17. Carolyn (strumentale finale senza Becker e Fagen)
FORMAZIONE STEELY DAN:
Donald Fagen – voce solista, tastiere
Walter Becker – chitarra, voce
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Keith Carlock – batteria
Jon Herington – chitarra
Carolyn Leonhart-Escoffery – cori
Michael Leonhart – tromba
Cindy Mizelle – cori
Jim Pugh – trombone
Roger Rosenberg – sax baritono
Freddie Washington – basso
Walt Weiskopf – sax
Jeff Young – tastiere, cori
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