Behind The Sun

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Artista: Clapton, Eric
Etichetta: Warner Bros. Records
Uscita: 1985
Durata: 49.54
Voto: 3.5/5

Con l’arrivo degli anni ’80 i rapporti di forza sulla giostra musicale globale, ormai stracolma, si sono rimescolati una volta per tutte, e nel 1985 è arrivato finalmente il momento di ridefinire anche il personaggio di Eric Clapton. La metamorfosi da cavaliere solitario della chitarra, che per anni, nonostante i cambiamenti sempre più evidenti nel clima musicale, aveva ostinatamente tenuto la testa sotto la sabbia servendo con regolarità uscite blues rock per lo più eccellenti, a timoniere più conciliante di una produzione in serie di hit sbiancate dal pop, si è compiuta praticamente da un giorno all’altro, con l’album Behind The Sun. Da anni il disco divide i seguaci della cucina musicale di Eric. Mentre la sua natura facile da ascoltare simboleggia il passaggio a un mondo creativo che gira in modo diverso per il leggendario musicista, gli amanti delle ricette blues più ardite gli rimproverano proprio un rinnegamento quasi blasfemo delle radici. Ironia della sorte, la critica avrebbe riconosciuto proprio in Behind The Sun un Clapton all’apice delle forze, accompagnato da un po’ del miglior lavoro di chitarra degli ultimi anni, anche se di margine di manovra per gli sfoghi chitarristici carichi di sentimento sulla scia di Slowhand o Another Ticket, su Behind The Sun ce n’è cronicamente poco. La bacchetta di Phil Collins in produzione punta semplicemente su un suono moderno, incline alle acque popolari, che coincide con tutto il circo e il pomposo clamore della scena musicale di metà anni ’80.    

Senza dubbio per Eric Clapton la trasformazione stilistica, nel senso di una virata radicale del modo di esprimersi, era necessaria: un altro doloroso processo evolutivo che, per sopravvivere, non poteva far altro che attraversare a denti stretti. Saltellare così fuori dalla zona di comfort è sempre pericoloso, anche per i musicisti di prima grandezza. La prudenza quindi non è mai di troppo, e come rimedio di prima scelta contro ogni paura e preoccupazione Eric ha puntato proprio sui servigi di Phil Collins. Ma Collins è tutt’altro che l’unico asso nella manica di Clapton su questo disco. Per sfruttare con criterio il potenziale delle trovate musicali di moda, qui è stata arruolata una squadra di figure eminenti del mondo della musica. Jeff Porcaro, Steve Lukather e Jerry Lynn Williams sono nomi senza i quali adattare idee fresche, per Clapton, sarebbe stato se non impossibile di certo molto più difficile. Questa eminente compagnia ha aiutato il musicista a spingersi verso nuove sfide. Il suono rinnovato, stavolta, attingeva a un retroterra strumentale di ottima qualità, e fa piacere anche il fatto che, attraverso la fitta coltre di pop setoso e disciplinato, qua e là spuntino gli elementi riconoscibili della virtuosità di Eric. Il contrasto di carattere tra l’impostazione calcolata, quasi levigata dei brani e la sfrenatezza strumentale vecchia scuola di un chitarrista crivellato di problemi personali è così marcato da risultare a tratti quasi comico, ma regala comunque alcuni momenti davvero impressionanti, pieni di quell’atmosfera tipica, profondamente intrecciata alla tangibile organicità dei favoriti dell’album: Same Old Blues, Just Like a Prisoner e Forever Man. Per sicurezza, Behind The Sun si presenta anche con qualche scampolo di pop rock decisamente piacevole, servito con ogni probabilità soprattutto per inseguire la via di mezzo, dove Eric Clapton avrebbe potuto rifugiarsi all’istante in caso di un eventuale tonfo dei fiori all’occhiello appena citati. She’s Waiting, See What Love Can Do e Never Make You Cry sono idee simpatiche e ben riuscite, il cui spietato carnefice è purtroppo un’esecuzione impostata in modo piuttosto confuso. Al primo assaggio sembrano addirittura potenziali hit; l’unione di queste ossature rivestite di tastiere dal suono sintetico con la voce tipica, dall’impostazione cameristica, è una novità per Eric Clapton, una mossa astuta e al tempo stesso coraggiosa che apre numerose possibilità di sviluppo.   

Con Behind The Sun Eric Clapton ha chiuso con successo il rinfrescamento, più che necessario, della propria impronta espressiva. Il successo del disco, e il benefico influsso che ne è derivato su una vena creativa del chitarrista esausta e ormai consumata, hanno tirato Eric fuori una volta per tutte dalla morsa del ripetersi compiaciuto di schemi espressivi consolidati da tempo. La determinazione di Clapton a sbirciare oltre i confini di quegli schemi gli ha partorito, sotto forma di Forever Man, l’hit tanto desiderato, e in fin dei conti con Behind The Sun è stata costruita anche la formula a cui, con rare deviazioni, si sono ispirati i successivi trionfi in studio del grande chitarrista.     

Formazione

Eric Clapton: chitarra, voce
Lindsey Buckingham: chitarra
Steve Lukather: chitarra
Donald “Duck” Dunn: basso
Nathan East: basso
James Newton Howard: tastiere
Peter Manning Robinson: tastiere
Greg Phillinganes: tastiere
Michael Omartian: tastiere
Peter Robinson: tastiere
Chris Stainton: tastiere, organo Hammond
Marcy Levy: cori
Jerry Williams: cori
Lenny Castro: percussioni
Ray Cooper: percussioni
Phil Collins: batteria, cori
Jamie Oldaker: batteria
Jeff Porcaro: batteria
John “J.R.” Robinson: batteria

Produzione

Phil Collins

Tracklist

1. She’s Waiting
2. See What Love Can Do
3. Same Old Blues
4. Knock on Wood
5. Something’s Happening
6. Forever Man
7. It All Depends
8. Tangled In Love
9. Never Make You Cry
10. Just Like A Prisoner
11. Behind The Sun

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