Black & White 050505

0 9

Artista: Simple Minds
Etichetta: Sanctuary Records
Uscita: 2005
Voto: 4/5

La reunion dei Duran Duran e il loro nuovo album, ma anche i nuovi dischi di U2, Depeche Mode e New Order: sulla scia del trend che nel 2005 sta riportando in vita il pop “new wave eighties”, a rimettersi in moto sono anche i Simple Minds, che sparano un album come non ne facevano dai tempi di “New Gold Dream”.

Una delle band scozzesi di maggior successo commerciale in assoluto, in una carriera lunga ormai quasi tre decenni, ha piazzato venti hit nella “top 20”, venduto oltre 30 milioni di dischi, infilato ben cinque album in studio al “n. 1”, più un singolo al “n. 1” e tre hit nella “top 10” negli Stati Uniti, e si è pure beccata una volta dalla rivista “Q Magazine” il lusinghiero titolo di miglior band “dal vivo” del pianeta. Con le loro creazioni i Simple Minds hanno influenzato i gruppi delle generazioni più giovani, da Muse, The Killers, Moby, Manic Stret Preachers a Bloc Party e Stereophonic, per citarne solo alcuni.
“Black & White 050505” riporta i Simple Minds sul terreno dei loro risultati più celebrati, quelli nati negli anni Ottanta, cioè “Sparkle in the Rain”, “Once upon a Time” e “Street Fighting Years”. Già la sua splendida copertina ti butta con un certo gusto nell’ambiente giusto, quello in cui puoi cominciare a goderti il disco. La sigla fatta di cinque e di zeri si riferisce al giorno in cui i Simple Minds hanno chiuso le registrazioni del nuovo album (05.05.2005). In copertina c’è il simbolo di fedeltà, amore e amicizia, e i Simple Minds non nascondono di identificarsi con il simbolo del Claddagh.

Il nuovo album contiene nove pezzi rifiniti alla perfezione e, come tale, non conosce nessun “filler”. L’intro, super atmosferica, ti annuncia che sta bollendo in pentola qualcosa di interessante! E quando, dopo circa un minuto, entrano in azione in Stay Visible la chitarra inconfondibile di Burchill e la linea ritmica fluida e contagiosa di Gaynor, con il basso bello grosso e dal ringhio autentico di Duffy spinto in primo piano, il disco parte in scioltezza, e quella famosa sensazione da Simple Minds, quella che sanno regalare solo loro, è lì, presente senza il minimo dubbio. Soprattutto quando Kerr apre bocca per la prima volta e ci raggiunge la voce inconfondibile della band. La malinconia ha preso il sopravvento su tutto! Il ritmo compatto e incisivo ti entra subito sotto pelle. Dentro ci è incastonata con finezza una chitarra che scivola sempre per conto suo attraverso distese di motivi semplici ma efficacissimi. Home è concepita come un vero “singolo”! Un pezzo pop rock che dimostra solo che i vecchi marpioni sono scrittori nati di canzoni impressionanti, capaci di conquistare l’ascoltatore all’istante. È costruita come una vera hit “eighties”. Ha un senso di dramma e una vivace base ritmica pop.

Stranger, Different World e The Jeweller (Part 2), una dopo l’altra, non fanno che confermare lo straordinario potenziale della band nell’esprimere la propria inconfondibile cifra. I pezzi hanno profondità atmosferica, sensualità, i Simple Minds si muovono con un approccio raffinato e sofisticato. Nessuna pretenziosità o stranezza gratuita. Allo stesso tempo le canzoni sono costruite in modo da essere irresistibilmente seducenti, e come tali nel lettore CD di parecchia gente finiranno in loop più volte di fila. Già da ora, nella stessa tirata, posso dire che portare ogni singolo pezzo del nuovo album in scaletta dal vivo sarebbe quanto mai gradito.

Certo, i Simple Minds non sono una rock band calda, sfrenata e piena di adrenalina.  La loro poesia e la loro musica sono segnate dalla presenza di almeno un minimo soffio di freddo, che, per dire, nella superatmosferica Underneath the Ice si trasforma in una vera esperienza da era glaciale. Il pezzo è incredibilmente teatrale e risucchia l’ascoltatore in un abbraccio di ghiaccio meditativo, dentro un’espressione altamente atmosferica fatta di melodia costruita su collage geniali, che si fondono con delicatezza, di un sognare da ballad. Al suo fianco sta la conclusiva Dolphins!

I Simple Minds hanno fatto un album maturo, che non cerca di inseguire la fama della band degli anni Ottanta, quando cavalcava il suo apice, nonostante l’attuale tendenza stilistica “retro eighties”. Non come gli U2, che a ogni uscita si sforzano al massimo di abbattere record commerciali nel mondo della musica e gonfiano ogni creazione fino al limite di un’autenticità a stento riconoscibile. I Simple Minds restano modesti, con un atteggiamento defilato; stavolta i loro pezzi, come potenziali hit, non scateneranno un’euforia generale tra le masse musicali. Le fan dei Simple Minds, che oggi sono entrate belle belle nei trentacinque-quarant’anni, sono diventate mamme e per lo più persone sistemate, accoglieranno questo disco a braccia aperte. Come detto, “Black And White 050505” è un album eccellente. Curato al massimo dalla testa ai piedi, suonato senza freni, senza aspettative. Nessuno, mentre nasceva, si è preoccupato di profitti e perdite. Insomma, un grande album!

Formazione

Jim Kerr – voce
Charlie Burchill – chitarra
Eddie Duffy – basso
Mel Gaynor – batteria

Musicista ospite:
Andy Gillespie – tastiere

Produzione

Steve Lillywhite

Tracklist

1. Stay Visible
2. Home
3. Stranger
4. Different World (TAORMINA.ME)
5. Underneath the Ice
6. The Jeweller (Part 2)
7. Black and White
8. Kiss the Ground
9. Dolphins

Durata dell’album: 40:55

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie