Bonded By Blood

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Autore: Rok Klemše

Artista: Exodus
Etichetta: Century Media
Uscita: 1985

Poco più di cinque anni fa, il leggendario cantante dei thrasher cult della Bay Area Exodus, Paul Baloff, è stato colpito da un ictus devastante. Il 31 gennaio 2002 lo hanno portato in ospedale dove è stato dichiarato cerebralmente morto, e su richiesta della famiglia il 2 febbraio hanno staccato le macchine che lo tenevano in vita. Questa recensione è dedicata a Baloff.

Quest’anno sono già 27 anni dalla nascita di una delle formazioni cardine del movimento thrash metal. Nel 1980 l’hanno messa su Tom Hunting e Kirk Hammet (tutti sappiamo dove sia finito poi). Anche se la band, demo del 1982 a parte, non ha mai pubblicato nessuna registrazione ufficiale con Hammet, su Bonded By Blood, il disco d’esordio, c’è comunque del materiale scritto da lui. Il titolo originale dell’album era A Lesson in Violence, ma non trovarono mai una copertina all’altezza del titolo, e così il debutto del gruppo, considerato uno dei padri fondatori del thrash metal, uscì con il nome Bonded By Blood.

Il destino, in quei primi anni Ottanta, non è stato clemente con la band. Bonded By Blood avrebbe dovuto uscire già all’inizio del 1984, ma tra intoppi vari è arrivato solo l’anno dopo… E, purtroppo, è rimasto piuttosto inosservato nel diluvio di thrash di quel periodo, con Kill ‘Em All dei Metallica, uscito nell’84, a portare acqua al mulino altrui. Destino, ingiustizia, combinazione di circostanze, chiamala come vuoi: gli Exodus sono rimasti nell’ombra della sacra trinità del thrash (Metallica, Slayer, Anthrax). Ma questo non vuol dire che Bonded By Blood non sia un disco della madonna. Anzi, Bonded By Blood è puro assalto thrash metal! Voce cruda, riff a rotta di collo, batteria dinamica: tutto quello che definisce il thrash su questo disco c’è, eccome.

Non capita proprio spesso che un cantante registri un solo album (Baloff è tornato sì per un live, Another Lesson in Violence del 1997) ed entri comunque nel pantheon delle leggende. Vero, Baloff non è un cantante tecnicamente perfetto, anzi, è lontanissimo dall’esserlo, ma una voce thrash metal migliore di questa non potresti desiderarla. Forse l’unico che gli si avvicina è Chuck Billy dei Testament. Baloff vomita fuori tutta la rabbia, l’aggressività, la brutalità, suona come un paziente del manicomio imbottito di anfetamine e chiuso in una cella imbottita! Suona come un serial killer che fa a pezzi le sue vittime (leggi: noi, che ascoltiamo). Hatfield, al suo confronto, sembra una girl scout che vende biscotti. Un caso da manuale di voce thrash fantastica!

Come se le urla malate di Baloff non bastassero, c’è anche un riff dietro l’altro, sparati a raffica dal duo Holt/Hunolt. La brutalità dei riff è semplicemente ridicola. A questo duo thrash si avvicinano probabilmente solo King/Hanneman (Slayer). Seghettate, passaggi e assoli che condiscono il tutto… ogni cosa è al suo posto. Ma, come dicevo, il vero fascino del disco sono questi riff davvero eccezionali, che mi azzardo a definire tra le cose migliori mai capitate al thrash metal. Hunting alla batteria e McKillop al basso non sono, diciamolo, nulla di speciale, ma danno alle chitarre la giusta dose di ritmo e sostegno. La batteria di Hunting in particolare è molto buona, mentre McKillop è quasi inudibile. Quello che di solito conterebbe come un grosso difetto, su Bonded By Blood non mi disturba minimamente. Il basso, anzi, non lo rimpiango proprio.

Su Bonded By Blood non c’è spazio per le ballad zuccherose. Sono 41 minuti di adrenalina iniettata direttamente in vena. La marcia attraverso l’inferno parte con l’inno metal che dà il titolo al disco, Bonded By Blood, pieno di riff e con un ritornello fantastico. “Murder in the front row, crowd begins to bang, and there’s blood upon the stage, bang you head against the stage and metal takes its price, bonded by blood!” Si può avere un testo più metal di così!? Segue la brutale Exodus, poi il capolavoro mid-tempo And Then There Were None e il probabile brano più famoso degli Exodus, la pazzesca A Lesson in Violence, che suona come se a scriverla per gli Exodus fossero stati i diavoli in persona. Un pezzo ipersonico, sorretto da un vero e proprio alfabeto del riffing, con Baloff che suona come se evocasse demoni dalle profondità dell’inferno. Mettetevi in ginocchio o imparate la lezione della violenza! Metal Command calma un po’ le acque, ma subito dopo arriva un branco di pesci assassini: Piranha. Chitarre grezze, batteria omicida e voce infernale… cos’altro potrebbe desiderare un fanatico dell’headbanging? La vera sorpresa è No Love, con la sua introduzione bella e delicata di chitarra classica che sembra chiamare una serenata sotto il balcone di una ragazza… Errore, come dimostra l’esplosione dopo pochi secondi! Il giro di giostra adrenalinico sul selvaggio trenino della morte thrash si chiude con le infernali Deliver Us to Evil e Strike of the Beast. Nell’edizione Century Media del 1999 troviamo anche due bonus track – And Then There Were None e A Lesson in Violence dal vivo con Steve “Zetro” Souza alla voce (registrate nel 1989 a Londra). Filler? Che roba è?

Ai miei occhi Bonded By Blood è un disco almeno al livello dei classici thrash più celebri come Reign in Blood (Slayer), Master of Puppets (Metallica), Spreading the Disease (Anthrax) e altri.

Bonded By Blood è un classico del thrash metal e sì, ci farete headbanging. Eccome! Thrash ‘Till Death!

Formazione

Paul Baloff – voce
Gary Holt – chitarra
Rick Hunolt – chitarra
Rob McKillop – basso
Tom Hunting – batteria

Produzione

Mark Whitaker

Tracklist

1. Bonded By Blood
2. Exodus
3. And Then There Were None
4. A Lesson In Violence
5. Metal Command
6. Piranha
7. No Love
8. Deliver Us To Evil
9. Strike Of The Beast
10. And Then There Were None (live)
11. A Lesson In Violence (live)

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