Bor Zuljan sul nuovo album, le chitarre e non solo (2010)
Luogo: Orto klub
Data dell’intervista: 28.01.2010
Prima della presentazione del nuovo album di Bor Zuljan (la recensione di Rockline la trovi QUI), andata in scena di recente all’Orto bar, abbiamo fatto una chiacchierata con il celebre chitarrista, autore e produttore, per farci raccontare di nuova musica, chitarre e piani per il futuro. Al rinfresco per i media, nei locali al piano terra del club di Lubiana, si sono presentate parecchie facce note della scena slovena, mentre ancora più gente si è accalcata al piano di sopra, che già prima dell’inizio del concerto era pieno fino all’ultimo angolino. Ma prima di salire sul palco, Zuljan ha speso ancora due parole per Rockline.
Rockline: Intanto, puoi svelarci qualche dettaglio sull’album? Quanto tempo ci è voluto, chi ha collaborato?
Bor: L’album esce dieci anni dopo il mio esordio solista That’s it, e dentro ci sono rimaste intrappolate alcune idee nate e maturate in questo periodo. In pratica è il materiale degli ultimi due, tre anni, che ho sistemato, prodotto e registrato tra settembre e novembre dell’anno scorso. In quel periodo mi sono dedicato completamente al progetto e ho rinunciato a tutte le collaborazioni musicali, che nel corso dell’anno sono tantissime. La musica che faccio è soprattutto un’esperienza personale, quindi mi sono occupato io di praticamente tutto. Con il nuovo album, insomma, non mi presento solo come chitarrista, ma anche come autore, produttore e polistrumentista.
Rockline: Quindi hai suonato tu tutti gli strumenti. Anche la batteria?
Bor: Certo. Però non è registrata dal vivo, anche se un tempo la batteria la suonavo io. Forse è proprio questo che mi aiuta a ottenere, con la tecnologia moderna, un suono che praticamente non si distingue da una registrazione dal vivo. Ultimamente me lo chiedono in tanti.
Rockline: Ha ancora senso fare un disco di chitarra che offra qualcosa di nuovo? La chitarra ha ancora un futuro?
Bor: Tutto ciò che ha a che fare con la musica ha un futuro. È un fatto dimostrato che noi esseri umani senza musica non possiamo sopravvivere. È anche vero che noi musicisti rigiriamo gli stessi dodici semitoni da secoli e che qualcosa di radicalmente nuovo, da questo punto di vista, non lo possiamo scoprire. È molto difficile ricavare da questa sequenza una combinazione del tutto nuova e originale, quindi secondo me non ha senso farsene un cruccio.
Rockline: E per quanto riguarda il suono della chitarra in sé e la sua elaborazione? Sappiamo che gli anni Ottanta hanno portato una vera rivoluzione in questo campo. Si può fare ancora un passo avanti?
Bor: Difficile dirlo. È vero che negli ultimi vent’anni in questo campo non è successo praticamente niente. Ma non vale solo per la chitarra, vale in generale per la produzione musicale. L’ultimo cambiamento degno di nota è arrivato con i computer, i software di registrazione alla portata di tutti e altri strumenti digitali simili, che alleggeriscono parecchio il lavoro in studio. Come andranno avanti le cose, non mi azzarderei a prevederlo.
Rockline: Hai un endorsement con Ibanez. Com’è nato questo accordo?
Bor: Sono endorser ufficiale Ibanez da quasi quindici anni. A suo tempo i rappresentanti del marchio, insieme al distributore sloveno, cercavano il chitarrista più riconoscibile dalle nostre parti e mi hanno proposto di collaborare. Del resto sono sempre stato un fan delle chitarre Ibanez, e sono stato anche il primo nell’area dell’ex Jugoslavia ad avere una Jem a sette corde, quella che all’epoca aveva ideato Steve Vai. Mi sono sempre piaciute le chitarre che riprendono le caratteristiche di altri tipi di strumento, e questo l’ho trovato nei modelli della serie Jem. Finora non ho trovato una chitarra capace di farmi allontanare da questo marchio e da questo modello.
Rockline: Sulla copertina del disco ti fa compagnia la 10th anniversary Jem. È la tua chitarra preferita?
Bor: Forse non è la preferita, ma è una chitarra a cui tengo molto. Per costruirla alla Ibanez hanno usato i materiali migliori, ed è per questo che ha anche un suono tutto suo.
Rockline: Nella tua collezione c’è anche la 20 th anniversary Jem, che Steve ha presentato di recente nei suoi DVD?
Bor: Per ora no. A dirla tutta, non mi convince del tutto. Quanto alle chitarre sono più un tradizionalista, quindi le innovazioni troppo audaci e gli esperimenti coi colori che offre questo modello non mi attirano.
Rockline: Quali sono i piani per il futuro?
Bor: Soprattutto far conoscere il nuovo album a più gente possibile. Ho una bella band di supporto ed è ora di portare dal vivo anche le idee del disco. In primavera e in estate ho intenzione di suonare soprattutto in Slovenia, ma nei piani ci sono anche alcuni grossi festival open-air europei. Uno degli obiettivi, insomma, è anche l’estero.
Foto: Jernej Vene
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