Brkovi, Ice On Fire e Halloween a Isola! (2023)
Band: Brkovi / Ice On Fire
Data: martedì, 31. 10. 2023
Luogo: Isola / Hangar bar / Slovenia
(per la versione slovena scorri più in basso)
Versione inglese:
Ice on Fire & Brkovi (I Baffi), Halloween, Hangar, Isola, 31.10. 2023
In una piovosa notte di Halloween sono andato a Isola per beccare i Brkovi dal vivo per la quinta volta nell’ultimo anno e mezzo. Brkovi sono una vera boccata d’aria fresca nel mio repertorio musicale: ho iniziato ad ascoltarli seriamente tre anni fa circa e poi li ho visti dal vivo per la prima volta all’Orto Bar di Lubiana lo scorso maggio. Il loro sound punk – HC sostenuto da ritmi, melodie e canti folk è sempre garanzia di dissolutezza!
L’apertura a Isola era affidata agli Ice on Fire di Novo mesto. Il gruppo in quattro, almeno a giudicare dalle interviste, si colloca tra gli artisti punk rock. A dire il vero, nell’ora di show di punk rock se n’è sentito ben poco. Forse sono vecchio e di punk rock non capisco granché, ma a me suonava tutto come una versione pop del post metal core senza growl, però con tutti i breakdown e i momenti “jump da fuck up”. Nelle melodie e nei testi si avverte pure un pizzico di Siddhartha.
I ragazzi hanno preso il loro ruolo di scaldapubblico terribilmente sul serio, l’energia schizzava letteralmente dal palco. Non conoscevo la loro musica, ma un paio di pezzi mi sono entrati in testa in un attimo, a partire da Samo za en dan (Solo per un giorno), un rockettone melodico e saltellante con potenziale da hit. Al primo colpo mi sono rimasti in mente anche il brano di chiusura Pleši (Balla), un duetto con una cantante di cui ho dimenticato il nome, Petrilijan e Na moje rame (Sulle mie spalle). Hanno suonato anche tre cover, e gli è riuscita alla grande l’evergreen Basket Case dei Green Day, che hanno rinforzato con ritmi HC e reggae.
La sezione ritmica è solida ed è completata da un buon chitarrista, che ama infilare nei pezzi assoli dal suono molto classico rock/metal, e da un cantante carismatico che, mentre si agita per tutto il palco, sbaglia una nota molto raramente. Devo citare anche le armonizzazioni a due voci nei ritornelli, assolutamente impeccabili. Una bella esibizione, che ci ha scaldati per bene in vista delle star della serata. L’unico piccolo problema che ho visto e sentito è che la musica che suonano questi ragazzi non è proprio adatta a un club, ma a spazi da concerto più grandi, dove un suono più massiccio darebbe un bel contributo a rendere l’esibizione ancora più convincente. In bocca al lupo, signori!
Dopo un buon quarto d’ora sono saliti sul palco i Brkovi, con il leggendario MC Shamso 69 in testa! Hanno aperto con due pezzi dell’ultimo album Krvava novčanica (Banconota insanguinata) e sono andati avanti con altri due brani a medio tempo, tanto che ho cominciato a preoccuparmi un po’. Non sono proprio un grande fan di quel disco, infatti. Ho notato subito anche che al basso non c’era Tomac, ma uno che sembrava la sua versione più giovane (il figlio?), con addirittura lo stesso outfit da palco (tuta più camicia hawaiana). La band non ha spiegato l’assenza di Tomac, quindi non so cosa stia succedendo.
Tra un pezzo e l’altro un tizio ubriaco invitava senza sosta Shamso a prestazioni di sesso orale, ma il cantante non si è lasciato distrarre e l’ha liquidato con una battuta spiritosa.
Il ritmo è salito con il quinto pezzo, Ništa više mi ne značiš (Non significhi più niente per me), ed è iniziato il manicomio! Altro che preoccupazioni! Il pubblico è impazzito, cantando tutti i pezzi dall’inizio alla fine, i più carichi si sono fatti un paio di balli pogo e l’energia era alle stelle! La band non ha mollato fino alla fine del concerto, due ore dopo. La scelta dei brani ha coperto in modo uniforme tutta la discografia, il che – per mio sollievo – ha significato che dal disco nuovo è arrivato solo il mega hit Više ni pankeri ni slušaju punk (Nemmeno i punk ascoltano più il punk).
Per via del limite di tempo (pare che il permesso arrivasse fino a mezzanotte) Shamso ha filosofeggiato e sparato battute molto meno del solito. Il tipo mi è abbastanza vicino per visione del mondo e le sue uscite su politica e società mi fanno sempre ridere. A quanto pare si è anche un po’ messo in riga, visto che durante il concerto ha bevuto solo due rakija con ghiaccio. Anche la voce mi è sembrata in forma molto migliore del solito: è riuscito persino a cantare, almeno in parte, il ritornello di Ornela nella tonalità originale. Ha accompagnato questi tentativi commentando che stava quasi per implodere…
Il resto della band era al solito livello alto, il bassista si nascondeva dietro la cassa, Šarac massacrava la batteria con un tempo infallibile e il duo di chitarre, con il chitarrista dell’anno 2020 secondo la rivista Guitar World Igor Paspalj e Vlajko, si scambiava assoli roventi senza un secondo di pausa. Stavolta Vlajko ci ha risparmiato la vista dei suoi famosi slip neri che di solito indossa sul palco, e si è presentato in tuta nera intera, basco nero e RayBans, tanto da sembrare un vero terrorista.
Il concerto è proseguito a ritmo sostenuto, insieme abbiamo grugnito Mala (Piccola), un hitino dal primo disco, e l’autoconfessionale Balkan Star. Ma siamo stati proprio travolti dalla parte finale, con pezzi come Kurvo prokleta (Maledetta puttana), Tolerancija (Tolleranza), Samo pijan mogu da prebolim (Riesco a dimenticarla solo da ubriaco), ecc.
Durante il pezzo dal titolo eloquente Seks i droga (Sesso & droga), sono andato a prendermi una birra e al bancone pubblico e staff cantavano in coro di »far puzzare il nostro sperma di cocaina«. In quel momento un ragazzino con i baffetti in stile ex sciatore professionista Filip Flisar mi ha ricordato che ero troppo vecchio per il punk. Dopo lo shock iniziale ho deciso, seguendo il consiglio dei Brkovi, che “pravo mjesto da ga teram, sad je pizda materina” (traducilo da solo). E l’ho fatto.
Insomma, un concertone di quelli tosti, con musica ad alta carica energetica, sostenuta dai testi ironico-sapienziali di Shamso su amore (per lo più non corrisposto), droga, problemi sociali e sesso non protetto, e con un pubblico che ha dato tutto.
Brkovi, a presto!
Autore: Igorac
Foto: Igorac
Setlist Brkovi:
1. Bauštela
2. Govno
3. Cvjetalo je meni cvijeće
4. Šef
5. Ništa više mi ne značiš
6. Ornela
7. Boli me
8. Srećo laku noć
9. Mala
10. A ja ću da pijem
11. Opasno se drogiram
12. Nije život cvjetno polje
13. Nisam ja za tebe
14. Znanac
15. Hormon sreće
16. Balkan Star
17. Bolje da sam s frendovima pio rujno vino
18. Tolerancija
19. Kurvo prokleta
20. Više ni pankeri ne slušaju punk
21. Hoću da mi dijete sluša narodnjake
—bis—
22. Samo pijan mogu da prebolim
23. Seks i droga
24. Pizda materina
Versione slovena:
Ice on Fire & Brkovi, Halloween, Hangar, Isola, 31.10. 2023
In una piovosa notte di Halloween mi sono avviato verso Isola per beccare i Brkovi dal vivo per la quinta volta nell’ultimo anno e mezzo. I Brkovi sono una vera ventata di freschezza nel mio repertorio musicale: ho iniziato ad ascoltarli seriamente tre anni fa circa e poi li ho visti dal vivo per la prima volta all’Orto Bar di Lubiana lo scorso maggio. Il loro sound punk – HC, sostenuto da ritmi, melodie e canti folk, è sempre garanzia di dissolutezza!
A fare da spalla a Isola sono stati gli Ice on Fire di Novo mesto. Il gruppo in quattro, almeno a giudicare dalle interviste, si colloca tra gli artisti punk rock. A dire il vero, però, nell’ora di show di punk rock se n’è sentito ben poco. Forse sono già vecchio e di punk rock non capisco granché, ma a me suonava tutto come una versione pop del post metal core senza growl, però con tutti i breakdown e i momenti »jump da fuck up«. Nelle melodie e nei testi si avverte poi anche un pizzico di Siddharta.
I ragazzi hanno preso il loro ruolo di scaldapubblico terribilmente sul serio, l’energia schizzava letteralmente dal palco. Non conoscevo la loro musica, ma un paio di pezzi mi sono entrati in testa in un attimo, a partire da Samo za en dan, un rockettone melodico e saltellante con potenziale da hit. Al primo colpo mi sono rimasti in mente anche il brano di chiusura Pleši, un duetto con una cantante di cui ho dimenticato il nome, Petrilijan e Na moje rame. Hanno suonato anche tre cover, e gli è riuscita alla grande l’evergreen Basket Case dei Green Day, che hanno rinforzato con ritmi HC e reggae.
La sezione ritmica è solida ed è completata da un buon chitarrista, che ama infilare nei pezzi assoli dal suono molto classico rock/metal, e da un cantante carismatico che, mentre si agita per tutto il palco, sbaglia una nota molto raramente. Devo citare anche le armonizzazioni a due voci nei ritornelli, assolutamente impeccabili. Una bella esibizione, che ci ha scaldati per bene in vista delle star della serata. L’unico piccolo problema che ho visto e sentito è che la musica che suonano questi ragazzi non è proprio adatta a un club, ma a spazi da concerto più grandi, dove un suono più massiccio darebbe un bel contributo a rendere l’esibizione ancora più convincente. In bocca al lupo, signori!
Dopo un buon quarto d’ora sono saliti sul palco i Brkovi, con il leggendario MC Shamso 69 in testa! Hanno aperto con due pezzi dell’ultimo album Krvava novčanica e sono andati avanti con altri due brani a medio tempo, tanto che ho cominciato a preoccuparmi un po’. Non sono proprio un grande fan di quel disco, infatti. Ho notato subito anche che al basso non c’era Tomac, ma uno che sembrava la sua versione più giovane (il figlio?), con addirittura lo stesso outfit da palco (tuta più camicia hawaiana). La band non ha spiegato l’assenza di Tomac, quindi non so cosa stia succedendo.
Tra un pezzo e l’altro un tizio ubriaco invitava senza sosta Shamso a prestazioni di sesso orale, ma il cantante non si è lasciato distrarre e l’ha liquidato con una battuta spiritosa.
Il ritmo è salito con il quinto pezzo, Ništa više mi ne značiš e il manicomio è iniziato! Altro che preoccupazioni! Il pubblico è impazzito, cantando tutti i pezzi dall’inizio alla fine, i più carichi si sono fatti un paio di balli pogo e l’energia era alle stelle! La band non ha mollato fino alla fine del concerto, due ore dopo. La scelta dei brani ha coperto in modo uniforme tutta la discografia, il che – per mio sollievo – ha significato che dal disco nuovo è arrivato solo il mega hit Više ni pankeri ne slušaju punk.
Per via del limite di tempo (pare che il permesso arrivasse fino a mezzanotte) Shamso ha filosofeggiato e sparato battute molto meno del solito. Il tipo mi è abbastanza vicino per visione del mondo e le sue vignette su politica e società mi fanno sempre ridere. A quanto pare si è anche un po’ messo in riga, visto che durante il concerto ha bevuto solo due rakija con ghiaccio, e anche vocalmente mi è sembrato in forma molto migliore del solito: è riuscito persino a cantare, almeno in parte, il ritornello di Ornela nella tonalità originale. Ha accompagnato questi tentativi commentando che stava quasi per implodere …
Il resto della band era al solito livello alto, il bassista si nascondeva dietro la cassa, Šarac massacrava la batteria con un tempo infallibile e il duo di chitarre, con il chitarrista dell’anno 2020 secondo la rivista Guitar World Igor Paspalj e Vlajko, si scambiava assoli roventi senza un secondo di pausa. Stavolta Vlajko ci ha risparmiato la vista del suo famoso slip nero che di solito indossa sul palco, e si è presentato in tuta nera intera, basco nero e RayBans, tanto da sembrare un vero terrorista.
Il concerto è proseguito a ritmo sostenuto, insieme abbiamo grugnito Mala, un hitino dal primo disco, e l’autoconfessionale Balkan Star. Ma siamo stati proprio travolti dalla parte finale, con pezzi come Kurvo prokleta, Tolerancija, Samo pijan mogu da prebolim ecc.
Durante il pezzo dal titolo eloquente Seks i droga sono andato a prendermi una birra e al bancone pubblico e staff cantavano in coro che a noi lo sperma deve profumare di cocaina. In quel momento un ragazzino con i baffetti in stile ex sciatore professionista Filip Flisar mi ha ricordato che ero un po’ troppo vecchio per il punk. Dopo lo shock iniziale ho deciso, seguendo il consiglio dei Brkovi, che »pravo mjesto da ga teram, sad je pizda materina«. E l’ho fatto.
Insomma, un concertone di quelli tosti, con musica ad alta carica energetica, sostenuta dai testi ironico-sapienziali di Shamso su amore (per lo più non corrisposto), sostanze, problemi sociali e sesso non protetto, e con un pubblico che ha dato tutto.
Brkovi, ci vediamo presto!
Autore: Igorac
Foto: Igorac
Setlist Brkovi:
1. Bauštela
2. Govno
3. Cvjetalo je meni cvijeće
4. Šef
5. Ništa više mi ne značiš
6. Ornela
7. Boli me
8. Srećo laku noć
9. Mala
10. A ja ću da pijem
11. Opasno se drogiram
12. Nije život cvjetno polje
13. Nisam ja za tebe
14. Znanac
15. Hormon sreće
16. Balkan Star
17. Bolje da sam s frendovima pio rujno vino
18. Tolerancija
19. Kurvo prokleta
20. Više ni pankeri ne slušaju punk
21. Hoću da mi dijete sluša narodnjake
—bis—
22. Samo pijan mogu da prebolim
23. Seks i droga
24. Pizda materina














