Broken Barricades
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Procol Harum
Etichetta: A&M Records / Interscope
Uscita: 01.04.1971
Durata: 35:06
Voto: 4.5/5
»Broken Barriacades« è il quinto album in studio dei pionieri del rock progressivo britannico Procol Harum e, allo stesso tempo, l’ultimo con il leggendario chitarrista blues Robin Trower in formazione. Trower, blues rocker fino al midollo, mentre componeva e registrava »Broken Barricades« si rese conto che tra lui e gli altri membri della band c’erano ormai divergenze insanabili sulla direzione sonora futura del gruppo di culto. Eppure il disco contiene alcuni dei suoi migliori pezzi da compositore targati Procol Harum, a cominciare da »Song For A Dreamer«, scritta insieme al paroliere Keith Reid come tributo al leggendario chitarrista Jimi Hendrix. Brooker e Reid erano rimasti profondamente scossi dalla morte di Hendrix, scomparso a soli 27 anni.
Oltre a Reid, che – a parte Peter Sinfield (King Crimson) – era all’epoca l’unico paroliere a far parte stabilmente di una band senza suonare anche uno strumento, nel ruolo di principale visionario sonoro dei Procol Harum su »Broken Barricades«, soprattutto dopo l’addio di Trower, si impose il cantante e pianista di culto Gary Brooker, che spingeva per più arrangiamenti orchestrali barocchi a scapito delle tradizionali finezze chitarristiche blues rock. Anche se su »Broken Barricades«, dove l’equilibrio sonoro appena citato regge ancora piuttosto bene, ci sono pezzi più brevi che non superano i sei minuti, nel complesso siamo davanti a uno dei migliori lavori dei Procol Harum, che si può mettere tranquillamente tra i loro album classici.
Il sempreverde sinfonico-rock »Simple Sister« è un’apertura energica, proprio quella che i fan si aspettano da questa leggendaria band prog. Qui domina un possente riff blues rock che, tra l’arrangiamento drammatico del piano e l’interpretazione vocale appassionata di Brooker, finisce per assumere proporzioni quasi epiche. Le linee di basso sferraglianti del tastierista e bassista occasionale Chris Copping aggiungono una carica di energia in più. Nel mezzo Trower si ritaglia anche un breve assolo blues, tipico suo, che arricchisce a dovere la natura sinfonica di questo pezzo ancora oggi splendido. La title track, con il suo carattere pacato e un testo quasi noncurante, regala un contrasto d’atmosfera davvero azzeccato. La voce di Brooker, salata e vigile, stavolta si muove quasi a tempo di ninna nanna, e ci pensa generosamente l’accompagnamento dell’organo hammond, sostenuto dai capricci batteristici pieni di spirito di BJ Wilson.
»Memorial Drive« è un diversivo interessante, perché è uno dei pezzi più duri della loro carriera, un vero e proprio hard rocker con un fraseggio di chitarra impressionante e incandescente e passaggi di batteria pieni di temperamento. Brooker conquista ancora una volta con una prova vocale ricca di emozione, mentre gli arrangiamenti succosi del piano pensano a qualche ulteriore ornamento sinfonico. La ballata orchestrale »Luskus Delph« è il trionfo assoluto del lato sinfonico dei Procol Harum: ci dominano arrangiamenti orchestrali maestosi e melodrammatici, in splendida sintonia con il canto malinconico di Brooker. Il titolo più che strambo del pezzo è roba che poteva nascere solo nell’orto di Reid e ancora oggi, a più di quarant’anni di distanza, resta un enigma.
»Power Failure« è un altro rocker energico, dal carattere ritmico focoso, con percussioni vivaci e passaggi di tastiera dispettosi. Il lungo assolo di percussioni di BJ Wilson porta con sé anche un soffio di world music, atipico e senza dubbio innovativo per quei tempi. A metà, un effetto registrato apposta, con la reazione entusiasta di un pubblico che applaude, porta il battito dell’atmosfera da concerto e rende ancora più vivace questo solido pezzo di Brooker compositore. Nella già citata »Song For A Dreamer«, una miscela gustosissima di blues e psichedelia, il ruolo di cantante principale passa a un Trower in gran forma sia alla voce che alla chitarra. È senza dubbio il brano più atipico dei Procol Harum in tutto l’album. È evidente che questo mix ambientale di psichedelia e blues rock di Trower, che con le sue ampie improvvisazioni chitarristiche manda in estasi ancora oggi tutti i palati fini della sei corde, fosse il perfetto omaggio sonoro e lirico a Hendrix, scomparso molto, troppo presto.
I Procol Harum non sarebbero i Procol Harum se su ogni album non mettessero almeno un pezzo dal retrogusto burlesco. Su »Broken Barricades« l’onore è toccato a »Playmate Of The Month«, che già con il titolo e il testo fa capire di essere una burlesque spiritosa alle spese delle ragazze succintamente vestite delle copertine (o delle ultime pagine) della stampa scandalistica. Stavolta il canto di Brooker è volutamente un po’ smorfioso, mentre il fraseggio di chitarra assonnato e il piano dispettoso, sopra ritmi ondeggianti, alzano ancora il clima da cazzeggio. Nella conclusiva »Poor Mohammed«, un blues rocker piuttosto minimalista in cui si sentono di nuovo chiaramente le divergenze di stile tra il chitarrista di culto e il resto della band, lo scettro di cantante principale passa ancora una volta a Trower, ormai in partenza. Il riff di chitarra sporco è sorretto dal suo canto gutturale, mentre i ritmi, soprattutto al piano, seguono i classici tempi malinconici del blues rock.
»Broken Barricades« è uno dei classici in studio dei Procol Harum, che ancora oggi conquistano con una miscela tutta loro, e per l’epoca innovativissima, di sinfonico, psichedelia e blues rock. Questo lavoro, stilisticamente equilibratissimo, non aveva magari un epico sempreverde indimenticabile sullo stile di »A Whiter Shade Of Pale«, »Homburg«, »In Held ‘Twas in I« o »A Salty Dog«, ma c’erano comunque abbastanza altre bontà, che hanno giocato un ruolo importante anche nello sviluppo del progressive rock (sinfonico).
Formazione
Gary Brooker – voce e piano
Robin Trower – chitarra e voce nei brani 6 e 8
Chris Copping – organo hammond e basso
BJ Wilson – batteria
Keith Reid – testi
Produzione
Chris Thomas
Tracklist
1. Simple Sister
2. Broken Barricades
3. Memorial Drive
4. Luskus Delph
5. Power Failure
6. Song For A Dreamer
7. Playmate Of The Month
8. Poor Mohammed