“Sfidami sottovoce!” (2012)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Šmartno (Brda) / Hiša Kulture / Slovenia
Data del concerto: 03.11.2012
Spettatori: 170
Prezzo del biglietto: 12,00€
I Dan D sono tra le rock band slovene più amate – si può dire che abbiano un perfetto equilibrio tra sound alternativo e contagiosità pop, giustificato da una valanga di pezzi eccellenti – che a oggi hanno trovato posto in quattro album in studio di altissimo livello, ognuno dei quali dimostra di essere un salto artistico rispetto al precedente.
Che la gente ami andare ai concerti dei Dan D non è una novità da un pezzo. Però, su un mercato piccolo come quello sloveno, è un fatto che il pubblico si stufa in fretta dei tuoi concerti. Soprattutto se sono troppi e si porta dietro la solita formula collaudata di messa in scena. Come tutte le band di maggior successo della scena mainstream slovena, da Siddharta a Big Foot Mama, anche i Dan D sono costretti a cercare, a modo loro, varie »uscite di emergenza«. Una di queste tattiche è il passaggio dall’elettrico all’acustico. Ma visto che anni fa i Dan D ci avevano già regalato una mossa simile, stavolta i ragazzi ci hanno aggiunto un salto di qualità. Per ristrutturare gli arrangiamenti si sono caricati dietro un mucchio di strumenti »esotici«, dai più disparati vecchi strimpellatori ad arnesi che di solito fanno parte del bagaglio personale di ognuno e che ci rendono più facile la quotidianità. Cucchiai, bottiglie, apribottiglie, grattugie, mestoli, e via dicendo….
I Dan D hanno prenotato un tour tutto sloveno, e un bel pacchetto di date del tour intitolato »Tiho« si snoda da questo ottobre fino a fine novembre. Dopo aver stregato l’Orto Bar, dove hanno fatto subito sold out per 4 serate di fila ottenendo reazioni entusiaste, la squadra di RockLine ha scelto con cura un posto comodo, diciamo più »esotico«, per intercettare la band anche in questo tour. Ogni tanto fa bene cambiare ambiente, anche se il concerto si tiene praticamente sotto casa tua. Del resto, da questo punto di vista, è bello andare a un concerto dove non conosci nessuno nel pubblico e viceversa. Lo scopo di fondo però resta lo stesso: testare la forma live del quintetto.
La medievale Šmartno nel Brda, la »Hiša kulture« e la trattoria »Pri Kaminu«! Un collaudato »ideale di bellezza« per gli spazi intimi dove ritrovarsi a un concerto. Alle nove di sera la saletta si è riempita fino all’ultimo angolino. C’erano 150 posti a sedere, qualcuno senza sedia ha seguito il concerto in piedi direttamente dall’ingresso, e qualcun altro si è pigiato sul balconcino. La band non nascondeva il buonumore! Per l’occasione Tokac e Tučo si sono calcati in testa dei cappellini d’altri tempi, presi dalle fattorie più autentiche della Bassa Carniola, che hanno evocato i ricordi dei mitici anni Settanta e degli eccessi agresti dei leggendari Jethro Tull. Se non altro, oltre alla simpatia delle anime del Litorale, ti apre il cuore un bicchierino di Cabernet Sauvignon di prima qualità al piano di sopra. Buffa era la ripartizione internazionale del pubblico di quella sera. Il piano di sopra, cioè la trattoria Pri Kaminu, è stato occupato interamente da clienti italiani che, in perfetta sintonia con le loro abitudini, si ingozzavano spensierati di specialità della casa, mentre al piano terra si godevano la musica dei Dan D circa 170 appassionati di musica sloveni.
Sui Dan D non serve sprecare troppe parole né frasi fiume. La band è fatta di veterani della musica con i baffi! Sentono letteralmente la musica che suonano e così la trasmettono all’ascoltatore, il più autentica possibile. In un contesto organico e acustico, dove a coccolare il timpano ci sono solo suoni naturali, non c’è spazio per note stonate. I ragazzi hanno rivoltato come un calzino, in modo pittoresco, direi nello stile dei grandi maestri, gli arrangiamenti dei loro pezzi più riconoscibili, offrendo al contempo ben quattro brani nuovi (Kurbin sin, Pozitivne misli, Kozlam, Kamn), nati nel periodo in cui i ragazzi si »divertivano« nelle ultime »jam session« di relax, oltre che nell’ambito dei preparativi per il tour.
Da queste »jam session« arriva anche l’ultima uscita, »Tiho«. È uscita in tiratura strettamente limitata, e la band ha scelto come supporto audio nientemeno che la classica musicassetta. 100 copie sono state pubblicate in un tronchetto di legno scavato, 100 invece infilate in speciali »taschine di pelle« ovvero »camicette di pelle« (di vero cuoio). Il tutto fatto a mano. E, tra parentesi – i tronchetti sono già andati esauriti!
Mentre Tokac, Nikola e Tučo impressionavano i presenti soprattutto con l’uso di strimpellatori di ogni genere, per esotismo degli strumenti stavolta il primato se lo sono preso Boštjan e Obra. Quest’ultimo, nel ruolo di percussionista, ha sfruttato anche una fila di bottiglie vuote accordate in modo diverso, mentre in Daj mi daj si è rimesso in braccio, dopo molti anni, il flicorno baritono, per soffiare via dall’ottone tutta la polvere accumulata. Boštjan – il »silenzioso« tastierista dei Dan D, che ai concerti elettrici di solito lavora dalle retrovie, stavolta è stato quasi quello con più da fare sul palco durante l’esibizione, visto che ha cambiato gli attrezzi durante il concerto come Berlusconi cambia le amanti. Tra questi c’erano un’armonica a bocca, una grattugia, vari »shaker«, un tamburello, perfino un vocoder e chissà cos’altro.
I nuovi pezzi si legano alla grande al resto del materiale classico già riarrangiato e soprattutto si percepiva la profondità e la forza espressiva della poesia di Tokac in un modo nuovo, che con il lato sensibile della sua interpretazione ha avvicinato ancora di più l’ascoltatore. Interessante che Tokac stavolta si sia rivolto al pubblico con molta più grinta retorica, intrattenendolo con battute efficaci – una dose così abbondante, infatti, non siamo abituati a sentirla ai concerti elettrici della band. Oltre alla scena del concerto, gli sarà sicuramente piaciuto anche il pubblico stesso, che sembrava più maturo di quello che di solito frequenta i concerti delle band nell’ambito dei consueti riti studenteschi (le feste delle matricole e simili…) – forse in tutti questi anni ne ha anche viste abbastanza di teste che rotolano, appesantite dai derivati dell’alcol. Insomma, stavolta a Šmartno il pubblico era più esigente, uno che va ai concerti prima di tutto per ascoltare, e questo ha avuto un effetto senza dubbio benefico sulla band, che senza fattori di disturbo in sala ha potuto lasciarsi andare completamente alla magia della musica.
Dopo il primo bis le ovazioni sembravano non finire mai. La band si guarda, Tokac chiede ai presenti quale dei brani suonati possano rifare, visto che gli erano finite le »soluzioni alternative« per il secondo bis. Parecchia gente ha richiesto ancora una volta Tiho, che in effetti porta uno degli arrangiamenti ristrutturati più riusciti in questa nuova veste acustica fatta di »tintinnii di cucchiaini« e »grattate«.
Per concludere. Trionfale. Né più né meno. Pianificato nei dettagli e sotto la luce di un’esecuzione eccellente. La band ha servito una dose di divertimento straordinario e di arguzia che nel volto dei Dan D sugli album in studio elettrici o sul palco elettrificato non si sente così spesso, se mai. Soprattutto questo tour è una nuova, ottima esperienza per la band. È un tour di relax, ma anche di nuovo apprendimento e scoperta di fin dove arrivi, fin dove sei arrivato e dove puoi ancora arrivare. Intanto speriamo che le nuove idee per qualche altra »terapia d’urto« con i Dan D rovesciati come un guanto stiano già prendendo forma.
Scaletta
1. San San
2. Počasi
3. Kurbin sin / Rekli so
4. Plešeš
5. Pozitivne misli
6. Polna luna
7. Kozlam
8. Moj problem
9. Kamn
10. Voda
11. Tiho
12. Čas
13. Love Song
14. Tvoje je vse
15. Daj mi daj
—bis I—
16. Jutranja
17. Za naju punca
—bis II—
18. Tiho
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