Camel 73-75 Gods Of Light
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Camel
Etichetta: Camel Productions
Uscita: 2000
Voto: 4/5
“Gods Of Light” è un altro dei dischi live ufficiali dei leggendari campioni del symphonic prog rock Camel, usciti per la loro etichetta indipendente Camel Productions. Il boss della band, chitarrista, flautista e cantante Andy Latimer, la usa per assicurarsi con grande scrupolo che la loro ricca eredità live non finisca nel dimenticatoio. Questa uscita è un altro documento storico importantissimo per tutti i fan di questa band immortale, una delle formazioni chiave dell’età dell’oro del progressive rock.
“Gods Of Light” raccoglie registrazioni dal vivo del loro periodo iniziale e, secondo la maggior parte dei fan, anche il migliore, quello in cui hanno pubblicato classici del prog sinfonico come l’esordio “Camel” (1973), “Mirage” (1974) e “The Snow Goose” (1975). La scaletta è simile a quella del live “On The Road 1972”, solo che qui la maggior parte delle esecuzioni è addirittura migliore e, per tutti i fan che non hanno mai avuto la possibilità di vedere la band all’apice delle sue forze creative, scatenerà un’ondata inevitabile di nostalgia per un’epoca in cui l’innovazione nel rock non conosceva confini.
La registrazione contiene alcuni dei loro pezzi migliori e più amati, tutti senza eccezione di lunghezza epica e con strutture da suite classica. Il fantastico strumentale “God Of Light Revisited”, originariamente dal primo album solista di Bardens “The Answer” (1970), qui è per esempio ancora più lungo e meglio strutturato che su “On The Road 1972”. Le sezioni di jam sono ancora più spiritose, con tanti assoli di Bardens all’organo Hammond e gli assoli incredibilmente vari di Latimer. L’intesa ritmica tra Ward e Ferguson, con la sua natura jazz latin rock fusion sotto la netta influenza dei primi Santana, è come al solito da leccarsi i baffi. C’è anche un’ottima esecuzione della epica delizia symphonic prog rock “White Rider”, ispirata al Signore degli Anelli, che rappresentò una svolta importante verso un indirizzo ancora più sinfonico dopo gli esordi influenzati dal jazz rock latin fusion. I passaggi qui sono suonati ancora più veloci, con un’incredibile combinazione di frammenti melodici al basso e continui giochetti di batteria e percussioni, a ulteriore conferma della qualità di quella che all’epoca era una delle migliori sezioni ritmiche del rock.
Segue una delle migliori versioni del loro classico più noto, l’epica suite “Lady Fantasy”, dove possiamo ammirare di nuovo fantastici assoli di organo e chitarra, suonati in un modo che era la perfezione del symphonic prog rock fatta carne. Una suite immortale che, anche dopo mille ascolti, entusiasma nella maggior parte delle sue versioni live. Questa poi è semplicemente fantastica e testimonia l’incredibile affiatamento strumentale e l’ampiezza creativa della band, la cui influenza si sente ancora oggi anche fuori dal progressive rock. Forse la delizia più grande di tutta l’uscita è l’ottimo strumentale “Arubaluba”, che qui compare per la prima volta su un disco live ufficiale. Questa splendida fusione di symphonic prog e jazz rock fusion è suonata con un’energia pazzesca, per non dire selvaggia. L’ultimo pezzo è un dieci pieno, perché contiene “Excerpts From The Snow Goose”, ovvero, detto papale papale, alcuni degli estratti più importanti dell’epica suite symphonic prog “The Snow Goose”, originariamente divisa in più parti, che formava l’intero del loro album più famoso e anche migliore, “The Snow Goose”. Molte sezioni strumentali sono suonate in modo completamente diverso. Soprattutto gli assoli di Latimer sono allungati nei punti in cui nella versione in studio non c’erano, mentre in questa esecuzione non mancano nemmeno le spiritose epopee di Bardens sull’Hammond. Chi vuole rivivere questo album leggendario in formato mignon e nel modo più breve ci troverà pane per i suoi denti, anche se la versione definitiva (e integrale), suonata insieme a un’orchestra, si trova su “A Live Record” (1977).
“Gods Of Light” è una delle migliori registrazioni live nella storia della band e solo Latimer saprebbe rispondere alla domanda sul perché ci sia voluto tanto tempo per pubblicarla. Una presentazione migliore dei loro giorni live più belli è difficile da desiderare. La fantastica esecuzione degli estratti da “The Snow Goose”, il pezzo centrale del disco, è di un’importanza enorme per tutti i veri fan dei Camel e già da sola giustifica pienamente l’acquisto obbligato di “Gods Of Light”. Anche il suono, pur lontano dalla perfezione, è uno dei migliori tra le uscite live della Camel Productions. Tutto questo è più che sufficiente perché nessun fan fedele della band possa permettersi di non avere nella propria collezione gli “dei della luce”.
Formazione
Andrew Latimer – chitarra, voce
Peter Bardens – tastiere
Doug Ferguson – basso
Andy Ward – batteria
Produzione
Andrew Latimer
Tracklist
1. God of Light Revisited (16:09)
2. White Rider (8:52)
3. Lady Fantasy (11:33)
4. Arubaluba (6:50)
5. Excerpts from the Snow Goose (27:20)
Durata dell’album: 70:44