Chelsea Light Moving
Artista: Chelsea Light Moving
Etichetta: Matador Records
Uscita: 2013
Durata: 45:06
Voto: 4.1/5
Thurston Moore è stato il volto della scena alternative e indie rock degli anni 80 del secolo scorso. Thurston Moore è stato il volto della scena alternative e indie rock degli anni 90 del secolo scorso. E adesso, nel XXI secolo, Thurston Moore torna ancora una volta come il volto di tempi che sono sotto i riflettori come mai prima d’ora. I Sonic Youth sono sì il passato (soprattutto per la separazione tra Thurston Moore e Kim Gordon, bassista e cantante dei Sonic Youth), ma a quanto pare vivono una reincarnazione (o forse no?) nel nuovo progetto di Moore – Chelsea Light Moving.
Ovvio che i Chelsea Light Moving non sono i Sonic Youth, e non è nemmeno la loro intenzione. Ma un’espressività personale come quella di Thurston Moore non si cambia, punto. Del resto nessuno vuole cambiarla. Probabilmente in ogni progetto di Moore c’è, o ci sarà, un pizzico di Sonic Youth, ma quel »pizzico di Sonic Youth« in realtà è solo un bel po’ di Thurston Moore. E Chelsea Light Moving è, tra le altre cose, proprio questo – un bel po’ di Thurston Moore. Ovviamente la band, nata l’anno scorso, quindi nel 2012, è composta da altri tre musicisti con i ruoli classici (Moore ha naturalmente preso il posto di cantante e chitarrista) – Samara Lubelski al basso (certo, una band di Moore deve avere una bassista e non un bassista; Samara collabora con Moore da tempo e in molti dei suoi album ha suonato le parti di violino), John Moloney alla batteria e Keith Wood alla seconda chitarra. L’omonimo debutto è uscito praticamente subito dopo la nascita di questa formazione.
Il debutto Chelsea Light Moving è in sostanza un disco bello confuso. Da una parte a tratti è cupo, rumoroso, con quell’anima davvero dissonante del noise rock, dall’altra è già quasi cretino, primordiale e semplice in modo »mooriano« – forse persino troppo semplice. I pezzi sono pieni di contrappunti, strane dissonanze, antimelodie e accordi sfasciati, eppure allo stesso tempo sono così ”catchy”, così piacevoli, immediati, semplici, quasi radiofonici… In pratica da un lato i pezzi sono tipici di Moore, dall’altro neanche tanto. Non so bene se il disco sia geniale o così stranamente e assurdamente semplice da sfiorare l’assurdo. Ma il fatto è che è assurdamente ”catchy”, mentre senti accordi strani, linee dissonanti, passaggi che non combaciano, e in cima a tutto la voce di Thurston, che, come sempre, più o meno recita, sembra sempre stonare, ma suona sempre perfettamente incastrata con la musica (sfasciata).
Una simile semplicità scomposta si ritrova nei testi – a prima vista specchio dello spirito dei giovani degli anni 80 del secolo scorso, quello zeitgeist che sulle onde alternative e indie è tornato ”in”. Le parole sono pervase anche dalla tipica, bizzarra arguzia di Moore, che ogni tanto accenna a qualcosa di più profondo, mentre altre volte ti chiedi se Moore non sia rimasto chiuso in una capsula del tempo ai suoi 20 anni (lì è rimasto di sicuro il suo aspetto, e probabilmente in soffitta nasconde un ritratto che invecchia al posto suo). Ovviamente non tutti i testi sono una strana catarsi confessionale: includono anche fatti di attualità (sociali o persino politici) e una sorta di omaggio agli artisti d’avanguardia degli anni 60 del secolo scorso, tra cui il poeta Frank O’Hara, lo scrittore William Burroughs e il compositore Philip Glass; il tutto presentato con uno sguardo sghembo e, attraverso la geniale capacità di Moore di raccontare in versi, etichettato e messo in discussione. Sempre con una forma spiritosa, semplice e spesso cretina, come c’era da aspettarsi da Thurston.
Chelsea Light Moving non è il progettino di Thurston Moore che vuole sostituire ai fan dei Sonic Youth la loro band preferita, quella che li spinge a strappare i poster dei Sonic Youth dalle pareti. Non è nemmeno un patetico surrogato dei Sonic Youth, anche se il marchio di fabbrica di Moore è lo stesso (e menomale). Chelsea Light Moving può essere una band davvero ottima e completamente nuova, che per puro caso include anche Thurston Moore, (ex) leader dei leggendari Sonic Youth. Il debutto Chelsea Light Moving porta sì lo spirito dei primi anni del movimento in questione, ma si nutre di realtà, dello zeitgeist attuale e di nuove ispirazioni, anche se queste si rivolgono e rendono omaggio ad artisti più anziani (l’avanguardia degli anni 60 del secolo scorso). Thurston Moore non ricicla né i testi né le linee di chitarra. Thurston Moore supera i Sonic Youth. E Thurston Moore adesso è Chelsea Light Moving.
https://www.youtube.com/watch?v=_qmIvFuF8r4
Formazione
Thurston Moore – chitarre, voce
Samara Lubelski – basso
John Moloney – batteria
Keith Wood – chitarra
Produzione
Justin Pizzoferrato
Tracklist
1. “heavenmetal”
2. “Sleeping Where I Fall”
3. “Alighted”
4. “Empires of Time”
5. “Groovy & Linda”
6. “Lip”
7. “Burroughs”
8. “Mohawk”
9. “Frank O’Hara Hit”
10. “Communist Eyes”