Chi è Jarboe? (2012)
Luogo: Channel Zero / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 09.10.2012
Presenze: 70
Prezzo del biglietto: 15 euro (prenotazione) / 18 euro
Quando ho saputo che Jarboe si sarebbe fermata da noi, ero al settimo cielo. I Swans me li ero persi, con mio grande dispiacere, il 24 maggio alla Kuna Šiška, e in più i suoi album solisti per me sono una bomba, quindi i motivi per l’entusiasmo da fan erano più che sufficienti.
La prima cosa che mi ha fatto storcere un po’ il naso è stata la promozione esagerata di Jarboe come ex-membro degli Swans – in stile »EX-SWANS, Jarboe«, con il carattere dell’informazione che fino alla fine degli anni ’90 del secolo scorso Jarboe ha suonato con gli Swans praticamente più grande del nome stesso della musicista. Già allora mi era sembrata una cosa un po’ inutile, vista la qualità dei suoi album solisti. Quell’»ex-Swans« mi sembrava quindi una mossa di marketing, anche se non ci volevo credere, perché il messaggio stilistico della musicista è sempre stato ancorato all’alternativo e, di conseguenza, almeno indirettamente alla ribellione contro il marketing capitalistico della musica. Jarboe ha cantato anche sull’ultimo fenomenale disco degli Swans, intitolato The Seer, quindi forse per questo la scritta »(ex-)Swans« è ancora più in evidenza. Chi è dunque Jarboe?
L’attesa nei locali del Channel Zero è stata piuttosto insolita – la gente era zitta, non si fumava per esplicita richiesta della musicista. Al banchetto del »merch« non c’era praticamente nessun prodotto di Jarboe, solo magliette e album degli Swans. Già lì ho avuto una strana sensazione, in sintonia con l’atmosfera bizzarra che regnava. Un’occhiata al palco non ha dato risposte – si vedevano solo le tastiere di Renee Valentine, compagna di tour di Jarboe, pianista classica e vocalist. Puntualissima, Renee è salita sul palco e ha aperto il concerto da sola – col suo piano e la sua voce. I momenti di disagio non hanno fatto che crescere a ogni nota. Il pubblico evidentemente condivideva le mie sensazioni, perché non c’era alcun legame percepibile con la musica suonata. Anzi – dopo il pezzo d’apertura non si sentiva niente. Né applausi, né sussurri trattenuti, né colpi di tosse imbarazzati. Niente. Come se sul palco non ci fosse nessuno, come se il tempo si fosse fermato e, allo stesso tempo, sentissimo coscientemente che sul palco stava succedendo qualcosa, una specie di danza di spettri che, diciamocelo, non ci piaceva granché. Almeno a me no. E questa danza di spettri è andata avanti anche quando sul palco è salita la sempre carismatica Jarboe, una presenza che è impossibile non sentire quando ti è vicina.
L’arrivo di Jarboe ha svegliato almeno in parte il pubblico, che se ne stava rannicchiato negli angoli bui e sgradevoli di una trance, di quelle che non sono di buon genere. La voce della cantante, peraltro fenomenale, nella sua evidentemente personale reinterpretazione dei suoi brani attraverso la forma minimalista di tastiere e voce, non mi ha ancora dato quello che mi aspettavo. Molti pezzi erano riarrangiati in modo ingenuo e senza interesse, alcuni sconfinavano stilisticamente nel pop-soul, e quei pochi buoni contrappunti oscuri sono sbiaditi in fretta davanti a una performance fiacca. Dal punto di vista tecnico forse suonava anche perfetto – il tandem vocale occasionale, qua e là un’interpretazione sentita di diverse canzoni e una quasi-mistica con una “costumistica” rudimentale. Eppure, durante l’esibizione e ascoltando Jarboe, non ho sentito davvero niente. L’intero concerto era annacquato, noioso, quasi improvvisato, e il minimalismo stavolta purtroppo non ha preso fuoco, nonostante il potenziale solista che la voce di Jarboe porta con sé. Ed è qui che ha cominciato a puzzare qualcosa. E non solo il fumo di sigaretta che si alzava dal mio vicino, che evidentemente non aveva sentito gli addetti alla sicurezza né letto i cartelli. Davanti a me si svolgeva un concerto che in pratica non ha niente a che fare né con gli Swans né con gli album solisti di Jarboe in quanto tali. Certo, doveva trattarsi di una reinterpretazione, eppure… mi dà fastidio tutta la campagna »ex-Swans« e il merch. Mi dà fastidio una Jarboe nonchalante che si prende l’intera serata così, di sfuggita, con la pretesa di una quasi-intimità. A quel punto il fumo di sigaretta non mi disturbava più per niente.
Il concerto è durato solo 40 minuti. Poteva durarne 10, o anche 100, e probabilmente sarebbe venuto fuori lo stesso. Senza ispirazione, senza interesse, noioso e, in generale, piuttosto brutto. Ecco, sì – detto semplicemente, è stato brutto. Il pretesto dell’intimità è risultato una farsa, perché il rapporto impersonale di Jarboe col pubblico e la mancanza di contatto erano l’esatto opposto di quello che si voleva. Non è stato unico, non è stato vissuto e, soprattutto, non è stato »Ex-Swans, Jarboe«. Stavolta Jarboe non aveva niente in comune con gli Swans. La mente che ha collaborato con loro prima del 1998 e ha creato 17 ottimi lavori solisti non era presente né nella pianificazione di questa serata né durante la serata stessa, anche se si sentiva una tensione particolare nella sua presenza.
Chi è Jarboe? Un’ex-Swans? Una cantante rispettata con una carriera tutta sua? O solo l’ennesimo trend di marketing underground che ha trovato una nicchia di mercato nell’alternativo? In questo momento farei fatica a scegliere l’opzione giusta. Mi è chiaro che i musicisti devono guadagnare abbastanza per un certo tenore di vita, quindi accetterei tranquillamente tutta la campagna per l’ex-Swans, se Jarboe avesse anche dato l’impressione di essere stata in qualche modo coinvolta, un tempo, in questa band di culto. Sarebbero bastate anche quelle sensazioni e quell’unica energia oscura dei dischi solisti. Questa esibizione brevissima, che non ha affatto giustificato il prezzo dei biglietti (che non erano esattamente alti, ma di sicuro troppo alti per quello che si è sentito), a me personalmente ha lasciato un retrogusto amaro sulla sua fama musicale. Spero che qualcuno abbia vissuto il concerto in modo diverso da me, spero davvero che abbia colto tutto questo gioco di intimità e misticismo e dell’approccio minimalista contemporaneo, sempre popolare, alla reinterpretazione dei repertori, preparato da EX-SWANS Jarboe, perché io non ne ho sentito niente. Niente.
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