“Chi è la prossima vittima?” (2012)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Cvetličarna, Lubiana
Data dell’intervista: 21.11.2012
Chi è la prossima vittima? è risuonato profondo dalla gola di una figura alta e scura, apparsa sulla porta del tour bus. Ci ha invitati a sederci al tavolo e si è riempita il teschio con il sangue di un caprone appena sgozzato. Scherzo. Cioè, solo quest’ultima parte. Abbiamo fatto due chiacchiere con il leggendario frontman dei leggendari Morbid Angel, David Vincent, e si è parlato soprattutto dell’ultimo disco, ancora oggi controverso: Illud Divinum Insanus. Con le sue forti dosi di elettronica e industrial è stato uno shock per i fan che aspettavano (e aspettiamo) da tempo un altro classico death metal targato Morbid Angel. Non dirò che dopo questa chiacchierata sono diventato un fan sfegatato dell’album, ma posso dire che (diciamo) capisco i meccanismi che ci hanno portato fin lì.
RockLine: Ciao David, bentornato in Slovenia. L’ultima volta da noi avete suonato quattro anni fa, e da allora nel clan Morbid Angel è cambiato parecchio, soprattutto è uscito il nuovo disco… che però ha avuto una reazione estremamente negativa.
David: Vero, ma ci sono state anche reazioni positive. Soprattutto ci sono state tante opinioni divise, quindi non direi che abbiano prevalso solo quelle negative. Mi sono arrivate anche lettere di gente che scriveva che erano anni che non ascoltava più musica del genere, e che il disco li ha fatti appassionare di nuovo. Ho sentito un sacco di pareri, da una parte e dall’altra, ma di sicuro i media hanno messo in risalto soprattutto i lati negativi. Come sempre. Non so perché sia così, ma so che possiamo cambiarlo. Magari proprio adesso.
RockLine: Sì, di solito i media preferiscono parlare del negativo. Tra un album e l’altro (Heretic è uscito nel 2003, n.d.a.) sono passati ben otto anni, e tu sei tornato nei Morbid Angel nel 2004. Registrare il nuovo disco è stato più stressante del solito, visto tutto il tempo passato nel mezzo? È stato difficile riabituarsi al modo di scrivere per i Morbid Angel?
David: Dopo il mio ritorno abbiamo fatto così tanti tour che volevamo prenderci una pausa più breve, poi Pete ha avuto dei problemi che allora non pensavamo fossero seri come poi si è visto. Sono stati fattori che hanno fatto girare le cose in un altro modo. Quando Pete ha detto che non riusciva più a suonare la batteria e che avremmo dovuto prendere qualcun altro, non riuscivo a credere a quello che stava succedendo. Ho proposto di rallentare, che si prendesse il tempo di cui aveva bisogno per sé, ma si sentiva così sconfitto che ha semplicemente mollato. Le cose cambiano: è il modo migliore per descrivere tutta la situazione. A volte, quando hai il potere di cambiare qualcosa o di creare qualcosa di meglio, è giusto usarlo. Quando invece quel potere non ce l’hai e non puoi cambiare le cose, devi accettare il fatto e agire di conseguenza.
RockLine: L’album è, se non altro, molto vario. Per questo comporre il materiale è stato forse diverso rispetto al passato? Blades of Baal e Nevermore, per esempio, sono due veri pezzi Morbid Angel »oldschool«, mentre ci sono parecchie influenze di elettronica e industrial.
David: L’arte è quello che è. Le cose che escono da noi le accettiamo così come sono. Al momento siamo a un punto della carriera in cui ce lo possiamo permettere, senza dover chiedere a qualcun altro se va bene.
RockLine: Posso leggerla come integrità Morbid Angel; del resto, secondo me ogni album è un passo nell’evoluzione del vostro sound.
David: Sono completamente d’accordo. Però devi capire che alcuni questo non lo vogliono, perché hanno la mente ristretta e quindi si aspettano che le cose siano sempre uguali, e se non lo sono, non le capiscono. Persino da gente così, adesso, a un anno di distanza, sento dire che stanno finalmente cominciando a capire l’album. Sapevo che sarebbe successo. Sapevo che alcuni sarebbero rimasti scioccati e sorpresi, altri l’avrebbero accolto e altri ancora non avrebbero saputo cosa pensare. Ma è un bene, perché costringe la gente a guardare le cose in modo più ampio e aperto. Come band abbiamo sempre cercato di mostrare alla gente un quadro più grande. Più ci aggiungiamo noi, più diventa grande.
RockLine: E durante le registrazioni avete sentito qualche pressione, visto che l’attesa per il nuovo album dei Morbid Angel era davvero enorme?
David: No.
RockLine: Qualche anno fa avete presentato Nevermore come primo pezzo nuovo. Ti è mai sembrato che la maggior parte della gente abbia preso Nevermore come il brano rappresentativo dell’intero Illud Divinum Insanus, e che proprio per questo l’album non sia stato accettato o capito?
David: Potrebbe essere vero, ma non ci ho pensato più di tanto. Nevermore è davvero un pezzo che suona come un classico Morbid Angel in versione moderna. Ed è, tra l’altro, un vero spasso da suonare. Devo dire però che su queste cose non rifletto troppo. Quando si tratta di musica non mi piace pensare, preferisco sentire. Credo comunque che nell’album ci siano un sacco di pezzi buoni, anche se alcuni sono un po’ »diversi.« Se ripenso a Covenant, all’epoca l’etichetta voleva che girassimo un videoclip per God of Emptiness, cosa strana e spaventosa, perché era qualcosa di completamente nuovo e diverso. Adesso è uno dei pezzi più popolari dei Morbid Angel. La gente a volte ha bisogno di tempo per cogliere l’essenza. Ed è un bene. È bene mettere la gente di fronte a una sfida. È bene mettere alla prova anche se stessi.
RockLine: Hai detto che scrivi le cose che senti. Quindi significa che segui il flusso di coscienza o che improvvisi?
David: Dipende. A volte ascolto un riff di Trey e poi costruisco intorno la linea di basso di base. Per quanto riguarda le voci, seguo rigorosamente il flusso di coscienza. Il più delle volte chiudo la base subito, ogni tanto rifletto su una parola o due, e basta. Ma se comincio a pensarci troppo a fondo, mi fermo, lascio perdere e ci torno più tardi, quando non sono più appesantito dai pensieri. Preferisco scrivere il pezzo in un giorno e registrarlo il giorno dopo. Se mi serve più tempo o se ci penso troppo, so che non sono sulla strada giusta. Allora mi isolo da tutti, vado nel mio angolo buio, mi metto le cuffie e trovo quello che cerco.
RockLine: Di recente avete pubblicato anche un remix dell’album. Come mai avete deciso di fare un remix proprio adesso e proprio per questo disco, visto che l’ultima volta l’avevate fatto anni fa con Laibach Remixes?
David: In realtà ne parlavamo già mentre registravamo l’album. Sapevamo che avremmo pubblicato anche un disco di remix. Quando abbiamo fatto uscire il singolo di Nevermore, il b-side era un remix dei Combichrist. La gente è rimasta del tutto spiazzata. A qualcuno però è piaciuto. Quel pezzo girava a manetta nei club di tutto il mondo, davanti a gente che non aveva mai sentito parlare dei Morbid Angel. Era qualcosa di completamente diverso, e perché non sfruttarlo? Il punto è soprattutto che è divertente, e alla fine la musica dovrebbe essere divertimento. Non è vero? Ahnst Anders, per esempio, ha detto che avrebbe remixato volentieri un nostro pezzo perché non aveva mai remixato del death metal, visto che si occupa di industrial dance. A tutti quelli che hanno partecipato ai remix abbiamo lasciato carta bianca, non volevamo intrometterci nel loro lavoro, abbiamo scelto solo gli autori che volevamo nel progetto. Tutta la faccenda è stata coordinata dall’etichetta, io personalmente volevo che partecipassero Skinnypuppy e Laibach. Insomma, gente che per me significa qualcosa. Alcuni hanno potuto partecipare, altri purtroppo no, in ogni caso nel disco ci sono parecchie cose interessanti. Se devo essere sincero, alcune non mi piacciono, ma vedo la cosa come un progetto artistico. È come andare in una galleria. Ti piacciono tutti i quadri? No, ma è interessante vedere l’interpretazione di qualcun altro.
RockLine: Visto che siamo in tema di remix e che siete proprio a Lubiana, com’è nato nel 1994 l’EP Laibach Remixes?
David: Io e Trey siamo fan dei Laibach da tantissimi, tantissimi anni, dal 1984. Negli anni di attività si sono evoluti e cresciuti, e personalmente ho un profondo rispetto per loro. Penso che siano rivoluzionari, tutta la filosofia e l’arte che li circonda sono incredibili. Penso che possano essere un esempio per il mondo intero.
RockLine: Hai visto Iron Sky?
David: Sì, mi è piaciuto.
RockLine: Grazie David, per chiudere ti faccio la domanda tipica, la cui risposta probabilmente interessa a molti. Che futuro hanno i Morbid Angel dopo Ilud Divinum Insanus?
David: Al momento stiamo affrontando un tour lunghissimo, e di quello che porterà domani ne parliamo domani.
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