Un’altra “Kotzeniada” alla Bluesiana (2012)

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Luogo: Velden am Wörthersee / Bluesiana Rock Cafe / Austria
Data del concerto: 22.11.2012
Numero di spettatori: 200
Prezzo del biglietto: 36,00€ (in prevendita) / 39,00€ (il giorno del concerto)

Sono passati 8 mesi e Richie è tornato alla Bluesiana. Beh, se contiamo anche la sua visita al concerto di Eric Martin (reportage di RockLine QUI ), sono passati appena 5 giorni dall’ultima volta che si è fatto vedere alla Bluesiana. In questi anni è diventato senza dubbio una specie di arredo fisso del locale, e la proprietaria Gudrun Kofler ormai Richie l’avrà sicuramente già battezzata come sua madrina.

Il viaggio verso Velden è filato liscio, senza grossi intoppi o sorprese, anche se spero che questa sia stata l’ultima volta che ci tocca aspettare davanti al tunnel delle Caravanche e che quest’anno i lavori vengano finalmente conclusi. Quando siamo arrivati, pochi minuti dopo le otto di sera, la Bluesiana si stava già riempiendo bene. Stavolta davanti non c’era nessun tourbus e, visto che Richie se ne stava tranquillo all’ultimo tavolo del locale insieme ai suoi compari Mike e Dylan, era chiaro che aveva capito che la faccenda del VIP package di marzo era stata una cosa senza senso. I ragazzi chiacchieravano rilassati con qualche possibile fan nella parte posteriore del locale, mentre noi due ci siamo avviati piano piano verso il palco, a caccia di un posto con una visuale migliore per il concerto.

Stavolta la prima fila della Bluesiana l’abbiamo occupata sorprendentemente soprattutto noi sloveni, il che è davvero lodevole. Capita spesso che, tra tutti i visitatori della Bluesiana, di »lingua« slovena siamo due esemplari piuttosto solitari, quindi è bello vedere che sempre più sloveni frequentano questo splendido club, che si trova a un tiro di schioppo dal nostro confine con l’Austria. Su questo portale della Bluesiana si è già detto abbastanza – basta andarci e viverla.

Anche di Kotzen qui si è già parlato a sufficienza, e i lettori più fedeli lo conoscono sicuramente bene. Il tipo parte per un tour europeo almeno una volta all’anno – nelle annate buone anche due – e di solito passa anche dalle parti della Slovenia (purtroppo solo di rado proprio in Slovenia). Negli ultimi tour sul palco gli fanno compagnia Mike Bennett alla batteria e Dylan Wilson al basso. Dall’uscita dell’ultimo ottimo album 24 Hours è passato più di un anno, quindi possiamo aspettarci a ragione che in questo tour stiano già nascendo le idee per l’uscita imminente di un nuovo disco – Richie è molto produttivo quanto a creatività musicale: in 24 anni di attività ha pubblicato 25 album solisti e nel frattempo ha collaborato anche con tantissimi altri musicisti e band. E ovviamente aspettiamo con entusiasmo anche il lavoro che quest’anno Kotzen ha realizzato insieme a Mike Portnoy e Billy Sheehan.

Il trio Kotzen-Bennett-Wilson ci ha lasciati ad aspettare sotto il palco per un bel po’ – il concerto è iniziato solo verso le dieci di sera. Dico subito che per gli amanti dei plettri volanti un concerto di Richie Kotzen non è proprio la scelta ideale – negli ultimi anni Richie, infatti, per strimpellare sulle sue Fender usa esclusivamente le dita. Stavolta si è portato dietro la sua splendida Telecaster sunburst, e chissà chi deve ringraziare per la fortuna che il giorno prima non gliel’abbiano rubata a Praga, come invece è successo a Dylan Wilson con il suo basso, sparito direttamente dal furgone davanti al locale dove suonavano. La Repubblica Ceca ha probabilmente lasciato ai musicisti un po’ di amaro in bocca, ma sul palco della Bluesiana non si è sentito affatto, e si è ovviamente provveduto a dare a Dylan uno strumento sostitutivo per il concerto.

I ragazzi hanno aperto il concerto scaldando il pubblico con quattro brani dell’ultimo ottimo album 24 Hours. Quando il pubblico si era calato per bene nel ritmo e negli assoli di classe, Kotzen ha deciso di calmare gli animi con il brano Fear. Poi è arrivata l’ottima, altrettanto tranquilla Doing what the devil says to do. Non c’è sensazione più bella, con questa musica, che chiudere gli occhi e lasciarti andare a un leggero movimento sui suoni meravigliosi della chitarra, agganciare il ritmo di batteria e basso, farti sedurre dalla voce vellutata che esce dalla gola di Kotzen e ringraziare tutte le divinità perché Kotzen da giovane non ha dato retta a sua madre quando gli diceva che non sapeva cantare e che in futuro avrebbe fatto meglio a lasciar perdere. Poi è stata la volta della più vivace Losing my mind e poi della molto più vecchia A love divine. Hanno proseguito con un classico dei concerti, High, e con Fooled again. Per chi di noi aveva visto il concerto di Eric Martin 5 giorni prima, dove i due avevano cantato insieme il brano Shine, Richie ha mostrato anche come la canta con i suoi due compagni di strumenti   – stavolta in versione elettrica. Poi è arrivato un brano che, a giudicare da come il pubblico lo cantava, è ben conosciuto dai tempi in cui Kotzen collaborava con i Poison – Stand. Il pubblico ha salutato il brano cantato con un fragoroso applauso. A chiusura della parte regolare hanno suonato ancora Paying dues, poi il trio ha lasciato il palco per qualche minuto, ma è tornato presto e ci ha servito l’eterna Remember, che ha rimesso in moto le corde vocali del pubblico. Il bis si è chiuso con la veloce Go faster, poi, altrettanto velocemente, dopo i ringraziamenti hanno sgomberato il palco e la serata di Kotzen era finita.

Richie Kotzen ha dato al pubblico   quello che sa fare – qualità alla voce e alla chitarra, completate più che egregiamente da Dylan al basso e Mike alla batteria. Senza nessuno show, senza tirarla per le lunghe e senza chiacchiere tra un pezzo e l’altro, e senza intermezzi comici da stand-up. Richie è semplicemente Richie, e per andare a un suo concerto bisogna accettarlo. E se accetti la qualità musicale come condizione principale di un buon concerto, Richie e compagnia non deludono mai – almeno alla Bluesiana. La prossima volta convincitene anche tu – dal vivo, sul posto.

Setlist

1. Bad Situation
2. Help Me
3. 24 hours
4. Love Is Blind
5. Fear
6. Doing What the Devil Says To Do
7. Losing My Mind
8. A Love Divine
9. High
10. Fooled Again
11. Shine
12. Stand
13. Paying Dues
—bis—
14.Remember
15. Go Faster

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