Chicago 16
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Chicago
Etichetta: Warner Bros. Records
Uscita: 1982
Durata: 41:51
Voto: 4/5
I Chicago, maestri americani del jazz rock e (più tardi) del rock melodico, nel 1982 – l’anno del loro tredicesimo album in studio, »Chicago 16«, in cui a dettare la rotta stilistica e a comporre i singoli pezzi è stato soprattutto il cantante e bassista Peter Cetera – dopo il non troppo fortunato predecessore »Chicago »XIV« (1980) erano di nuovo in piena risalita, creativa e commerciale. Da »Hot Streets« (1978) fino al 1982 non avevano piazzato nemmeno un singolo di successo, e sembrava che con la fine dell’era disco fosse arrivato il tramonto anche per una delle band rock americane di maggior successo degli anni Settanta. Invece si sono rialzati proprio al momento giusto, soprattutto grazie a Cetera. I Chicago sono riusciti ad adattarsi ai nuovi trend sonori e ad avvicinare parecchio il loro stile alla scena AOR, allora popolarissima e capeggiata da band come i Toto, anche se con una sosta un po’ più lunga dalle parti del soft rock.
Proprio dai Toto, che all’epoca stavano toccando il picco commerciale, Cetera ha preso più o meno la visione su dove portare i Chicago con »Chicago 16« per garantirsi il successo. Così non sorprende che su questo disco, come musicisti ospiti, ci fossero ben tre membri fondatori dei Toto: il chitarrista Steve Lukather e i tastieristi David Paich e Steve Porcaro. Ma i legami tra i Chicago di allora e i Toto non finiscono qui: alla scrittura del brano d’apertura, nonché il migliore del disco, »What You’re Missing«, ha partecipato anche il futuro (e attuale) cantante dei Toto Joseph Williams, che proprio nel 1982 aveva appena avviato la sua carriera solista.
In quel periodo i Chicago sono riusciti ad arruolare anche un nuovo chitarrista/tastierista, Bill Champlin (Sons of Champlin), che si è occupato pure di alcune linee vocali selezionate, quelle che un tempo aveva portato con tanto successo il tragicamente scomparso chitarrista originale Terry Kath. All’epoca sembrava che Champlin, che nel 1978 aveva rifiutato l’offerta di sostituire già allora il defunto Kath, sarebbe rimasto nei Chicago solo per poco, e invece è rimasto nella band fino al 2008. Per le parti di chitarra aggiuntive è tornato ancora una volta il “vecchio amico” Chris Pinnick, che con gli altri due chitarristi ospiti, Lukather e Michael Landau, si è trovato a fare i conti con una concorrenza seriissima nel ricamare variazioni di chitarra.
Per le texture di sintetizzatore aggiuntive ci ha pensato il produttore David Foster, che con la produzione di »Chicago 16« ha fatto un lavoro magistrale e, rinfrescando il suono grazie al maggior peso delle chitarre distorte e dei sintetizzatori, ha contribuito in modo indiretto a far entrare i Chicago negli Ottanta come una band moderna e rilevante. Cetera, ormai ben affermato come voce principale, e gli altri membri originali – il tastierista/cantante Robert Lamm, la sezione fiati Loughnane/Pankow/Parazaider e il batterista Danny Seraphine – hanno fatto in modo che il nucleo sonoro del gruppo restasse in salute, anche se suonava del tutto diverso rispetto, per dire, a dieci anni prima, quando il jazz rock fusion nel loro sound era ancora molto più presente.
Tra i momenti migliori di »Chicago 16« c’è senz’altro il già citato »What You’re Missing«, un hit minore che, soprattutto grazie a un ritornello magico, a parti di chitarra grintose ma intelligenti e a raffinate linee vocali, ricorda parecchio i Toto, mentre gli arrangiamenti di fiati sono quanto di più Chicago ci sia. Su questa strada prosegue anche »Waiting For You to Decide«, alla cui composizione hanno messo le mani pure Lukather e Paich, per cui non stupisce che sia un altro pezzo che suona come una fusione dei migliori elementi sonori di Chicago e Toto.
In »Bad Advice« finalmente anche i fiati, messi un po’ in disparte per gran parte del disco, trovano un po’ più di spazio, mentre i maestri del jazz/classic rock si fanno valere soprattutto nel costruire ritornelli melodici. »Chains« è un solido pezzo di rock melodico che si muove bene, il singolo di successo »Hard to Say I’m Sorry/Get Away« è una power ballad zuccherosa ma arrangiata alla grande, mentre »Follow Me« è un altro catalizzatore di energia AOR, con un bel equilibrio tra distorsione di chitarra e arrangiamenti di fiati, che ancora oggi farà godere tutti i buongustai di rock melodico. In »Sonny Think Twice« emerge in modo particolare il talento vocale di Champlin. Una menzione speciale se la merita anche il terzo hit, »Love Me Tomorrow«, che nonostante il testo sdolcinato è un esempio perfetto di perfezione negli arrangiamenti e nella produzione.
Con »Chicago 16«, uno dei momenti migliori della loro vasta discografia, i Chicago sono finalmente entrati con successo negli Ottanta, firmando un disco che ancora oggi può far drizzare le orecchie anche a buona parte dei fan dei Toto. Cetera, Lamm e il resto della combriccola dei Chicago ai Toto potevano davvero dire grazie di cuore per la collaborazione, l’ispirazione e la ritrovata rilevanza, visto che con l’arrivo della nuova era avevano un disperato bisogno di un’infusione di “energia nuova”. Al disco un po’ più di varietà stilistica non avrebbe fatto male, visto che i singoli brani, soprattutto nella seconda metà, si somigliano parecchio. Anche se a »Chicago 16« si può rimproverare più di una cosa, soprattutto alla luce dei loro album classici della prima metà dei Settanta, ha salvato la leggendaria band da un probabile tracollo.
Formazione
Peter Cetera – voce principale, basso, chitarra acustica su “Hard To Say I’m Sorry”, arrangiamenti BGV, arrangiamenti ritmici
Bill Champlin – tastiere, chitarra, voce principale e cori, arrangiamenti BGV
Robert Lamm – tastiere, cori
Lee Loughnane – tromba, corno, tromba piccolo, cori
James Pankow – trombone, arrangiamenti dei corni
Walter Parazaider – fiati
Danny Seraphine – batteria, arrangiamenti ritmici
MUSICISTI OSPITI:
David Foster – tastiere, arrangiamenti ritmici, arrangiamenti aggiuntivi dei corni
Chris Pinnick – chitarra
Steve Lukather – chitarra
Michael Landau – chitarra
David Paich – sintetizzatore
Steve Porcaro – programmazione dei sintetizzatori
Produzione
David Foster
Tracklist
1. What You’re Missing (4:09)
2. Waiting For You To Decide (4:05)
3. Bad Advice (2:57)
4. Chains (3:22)
5. Hard To Say I’m Sorry / Get Away (5:06)
6. Follow Me (4:52)
7. Sonny Think Twice (4:00)
8. Rescue You (3:56)
9. What Can I Say (3:48)
10. Love Me Tomorrow (5:06)