Chicksy Dicks – i cattivi ragazzi del rock di Ribnica (2010)
Autore: Aleš Podbrežnik
Luogo: Rock Cafe / Postojna / Slovenia
Data dell’intervista: 18.02.2010
Come suona il vero rock n’ roll fatto in casa a Ribnica lo sanno solo quei teppisti scalmanati dei Chicksy Dicks. In una chiacchierata breve ma succosa, i ragazzi hanno dimostrato che il senso del rock è solo giocare il tutto per tutto. La mezza misura che oggi vendono quasi tutti non funziona!
RockLine: E come mai stasera qui a Postojna abbiamo finalmente conosciuto anche il rock alla Chicksy Dicks?
Chicksy Dicks: Qui a Postojna non avevamo ancora suonato e devo dire che è un club proprio “figo”. Al fonico “tanto di cappello”, giusto un po’ più di giochi di luci e la cosa sarebbe perfetta. Soprattutto volevamo presentare il nostro materiale al pubblico, ed è questo il motivo principale per cui stasera siamo venuti qui.
RockLine: Viaggiate su una strada rock bella tagliente e cruda, senza girarci intorno. Come descrivereste il vostro approccio musicale?
Chicksy Dicks: Siamo un fottuto miscuglio tosto! Sai, viene da sé. Nessuno ha pensato a cosa sarebbe venuto fuori quando abbiamo iniziato a trovarci in sala prove. Cover non ne abbiamo mai suonate, quindi non ha nemmeno senso andare a cercare influenze. Se lo chiedi a me, fra cinque anni si suonerà ancora come “spacchiamo” noi, he, he.
RockLine: Venite da Ribnica. Com’è la situazione lì per il rock n’ roll?
Chicksy Dicks: Heh, una volta all’anno lì si trova perfino qualche concerto. Sì. L’alternativa soffre più o meno, non si può suonare da nessuna parte, ai giovani si pensa poco.
RockLine: Il vostro cantante risolve parecchie cose con il suo modo di suonare, la sua presenza, la sua follia sul palco. Dove l’avete “pescato”?
Chicksy Dicks: È evidente che ci unisce un modo di pensare simile, un modo simile di vivere il rock n’ roll. Siamo tutti un po’ sconnessi, un po’ matti. È interessante soprattutto perché passa benissimo da un approccio all’altro, e lo stesso vale per la recitazione sul palco. Ha semplicemente un dono.
RockLine: Come nasce la vostra musica originale?
Chicksy Dicks: Sai com’è? Da una figura di base la rigiriamo finché non ci piace. Quando nasce l’idea, la sviluppiamo. Quando sentiamo di essere dentro “al pezzo” tutti, cioè come gruppo, allora è fatta. Lì ti accorgi anche di come quella prima idea per il pezzo si sia trasformata alla fine in qualcosa di completamente diverso.
RockLine: Come reagisce il pubblico? Come vi accolgono gli ascoltatori?
Chicksy Dicks: Dopo ogni concerto, in pratica, ci ritroviamo sempre più gente sotto il palco. Anche la gente dice che, a seguirci più volte, di concerto in concerto siamo sempre meglio.
RockLine: E la band esiste da quando?
Chicksy Dicks: La formazione completa esiste dal 2007. Da allora abbiamo cambiato ancora qualche membro. Ma dal 2007 i Chicksy Dicks sono questi, in pratica quello che puoi vedere sul palco. Anche il repertorio che portiamo dal vivo è piuttosto vario, in linea con lo sviluppo del gruppo stesso e la ricerca della formazione giusta.
RockLine: Sul palco sputate un’energia pazzesca.
Chicksy Dicks: Noi lavoriamo sull’energia. Hai 15 pezzi e poi ruoti fra di loro. Ne scegli sette per il concerto e tiri fuori tutta la rabbia e la passione che hai. Funzioniamo tutti in questo stile.
RockLine: Pubblicherete un EP.
Chicksy Dicks: Sì. Ci sono sei pezzi. È nato in regia di autoproduzione. L’abbiamo registrato e pubblicato in totale autonomia. Se avessimo aspettato un qualche aiuto, avremmo potuto aspettare un’eternità. Il titolo di questa uscita sarà semplicissimo. “Demo”.
RockLine: Quanto manca al primo album dei Chicksy Dicks?
Chicksy Dicks: In realtà ci manca ancora un po’ di materiale. Su questo siamo piuttosto pignoli. Per esempio può succedere che nasca un pezzo nuovo, lo limiamo in sala prove per un paio di mesi, poi ci accorgiamo che non ci convince e ricominciamo. Da capo. Musicalmente, il peggio che potremmo fare sarebbe uscircene con una musica su cui la gente si “taglia le vene”.
RockLine: Di musica da “taglio delle vene” oggi ce n’è parecchia, no?
Chicksy Dicks: Me lo chiedi pure. Sempre più band così “mollaccione”. Vai a un festival, guardi le band, suonano alla grande, poi sul palco si presenta il cantante, piagnucoloso, come se cantasse con un palo nel culo. Non va bene per niente. Se fai rock n’ roll, allora urla, oppure levati dai piedi. Questi approcci da mezze misure proprio non c’entrano. Soprattutto il cosiddetto “new age metal”, è orribile da farti venire un colpo. Non molto tempo fa ho letto il giudizio generale dei critici musicali sull’ultimo decennio. Era disastroso. Hanno elogiato solo due artiste R&B, tutto il resto non merita nemmeno una menzione. Nessuno sviluppo, niente di nuovo e interessante creato. Lì lo sviluppo si è evidentemente fermato definitivamente nel 2000.
RockLine: E poi ti rendi conto solo allora di quanto possa significare per te la reunion di un gruppo come, per esempio, i Faith No More?
Chicksy Dicks: Sì. È un gruppo con cui puoi avere un orgasmo. Li ho visti l’anno scorso al festival Nova Rock. Ero sotto il palco, in quarta fila. È stato indimenticabile. Ma per il resto il pubblico lì,… Non vale la pena sprecare parole. È orribile. Sono ragazzini di 15 anni che non capiscono un accidente. È una specie di “gente istantanea” col cervello lavato che, quando li vedi,… cioè, quando li vedi in una massa così, a un festival così, lì sì che puoi davvero preoccuparti per il futuro del rock n’ roll. Guardi tredicenni che si “spingono” per entrare nel “fan pit” sotto il palco, e poi fanno “mosh” sui Faith No More. A volte ti viene voglia di prenderle una per una, metterle sulle ginocchia e sculacciarle per bene.
RockLine: Torniamo ai Chicksy Dicks. Quando uscirà quindi l’album, il vostro esordio in studio?
Chicksy Dicks: Presumibilmente al più tardi a giugno di quest’anno. Quindi ora stiamo indirizzando tutte le nostre forze e la nostra energia di lavoro su questo progetto. Per tirare fuori il prima possibile un vero album in studio.
foto: Aleš Podbrežnik
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