Connection Lost
Autore: Rok Klemše
Artista: Sabaium
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2010
Durata: 39:03
Voto: 4/5
I Sabaium sono senza dubbio una delle metal band slovene più longeve e attive senza interruzioni: il loro primo demo, Monument of Death, uscì già nel 1995, quando ancora si chiamavano Catacomb. L’anno dopo, cambiato il nome in Decayed Catacomb, il gruppo pubblicò il secondo demo, seguito a ruota dal terzo, e nel 1999 la band si è rinominata e riformata definitivamente come Sabaium. Con questo nome è ancora oggi una delle realtà più attive della scena di casa nostra (sia in studio che dal vivo), e lo scorso ottobre ha sfornato il suo quarto marmocchio, Connection Lost.
Ma anche i marmocchi vanno amati, e l’amore profondo per Connection Lost si sente eccome, perché il quarto album rappresenta il punto più alto di tutta la carriera dei Sabaium. A contribuire è stato di sicuro il ritorno del cantante originale Milko Kraner, che ha portato con sé una rinascita e una ventata d’aria fresca nella squadra, dando alla band un bel calcio nel sedere. I Sabaium restano ancorati alle acque del melodic death metal, che stavolta, per la prima volta davvero con successo, mescolano con soluzioni tipiche del gothic metal. Se sul disco precedente, Gravity Divine, il mix tra i due generi suonava ancora piuttosto goffo, su Connection Lost la band è riuscita a trovare il giusto punto di contatto tra due mondi del metal. Il tocco gotico, e a tratti persino doom, lo mette la prestazione vocale davvero eccellente di Milko Kraner: le sue voci pulite sono potenti e fresche, e a tratti suonano come un Nick Holmes (Paradise Lost) più acuto, al meglio della forma. Sul fronte strumentale, il lato più oscuro del disco è rappresentato dalle tastiere di Vesna Kupčič, che ormai suonano solo ogni tanto un po’ goffe, mentre per il resto creano un’atmosfera mistica e migliorano e arricchiscono il suono complessivo, come si sente bene in Edge of Darkness, a cui proprio le tastiere regalano un tocco orientaleggiante. Qualche fastidio in più, di quelli del passato, se lo concedono in Programmed Greed, dove suonano decisamente troppo artificiali, plasticose e sintetiche. Se questi due poli rappresentano l’oscurità gotica, a lanciarti dritto nel mondo del metal di Göteborg ci pensano riff melodici, passaggi armonici e un growl ruvido e aggressivo, ma comprensibile e vario. Per i momenti più veloci e carichi di adrenalina dell’album ci pensano quindi pezzi come Invisible, il cui attacco è un perfetto “hommage” ai primi In Flames, mentre alla scuola svedese del melodic death guardano anche i riff nell’intro di Control Domain e la spettacolare, devastante title track, che è senz’altro uno dei momenti migliori del disco. Magari dà un po’ fastidio l’uso troppo frequente degli armonici artificiali, ma te ne dimentichi subito davanti ai fantastici assoli, probabilmente i più gustosi e meglio costruiti mai usciti dalle dita di David Kupčič. Proprio per questo ne avrei voluti ancora di più! La sezione ritmica non scopre mondi nuovi, ma chiude alla grande il quadro, ed è bello sentire che la fantastica produzione di Dalibor Sterniša ha regalato al basso un suono possente e spesso, che di per sé non spicca sopra la media, ma dà bella pienezza al sound.
Su Connection Lost i Sabaium, certo, non inventano l’acqua calda, perché viaggiano per lo più in territori già noti e già sentiti del melodic death e di un metal più oscuro, dark metal se vuoi. Però il nuovo disco è il gioiello della corona della discografia dei Sabaium, con una prestazione vocale fenomenale (di entrambi i cantanti!) e qualche ottima idea di chitarra e di arrangiamento. Nonostante il titolo, i Sabaium hanno trovato il giusto legame tra i due generi su cui navigano e hanno pubblicato il miglior disco della loro carriera.
Formazione
Jure Vandur – chitarra ritmica, voce
Milko Kraner – voce
Aleš Šketa – basso
Vesna Kupčič – tastiere
David Kupčič – chitarra solista, chitarra ritmica
Jure Handler – batteria
Produzione
Dalibor Sterniša
Tracklist
1. Scars
2. Nothingness
3. Invisible
4. Infected
5. Connection Lost
6. Edge of Darkness
7. Control Domain
8. Programmed Gree
9. Submission to Machines