Demo 2004

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Artista: Moonlight Sky
Uscita: 2004
Voto: 2.5/5

Questa band, invece, non è affatto uno scherzo. Parliamo di un quartetto di quattro moschettieri che, per i modesti standard sloveni, offre davvero tanto. I Moonlight Sky possono essere definiti classicisti e, a spanne e un po’ sbrigativamente, revitalisti del prog rock degli anni Settanta. Soprattutto per il suono in sé, per l’uso delle tastiere e per il dialogo molto particolare tra chitarra e tastiere. I ragazzi, in questo tempo e in questo spazio, sono parecchio coraggiosi, visto che oggi la maggior parte della gente ha dimenticato la dottrina di base degli anni Settanta e i grandi nomi della scena prog rock che allora si sono scritti per sempre a caratteri cubitali nel mondo della musica rock.

I Moonlight Sky infilano uno dietro l’altro motivi ben costruiti, di una varietà fatta di contrasti. Il quartetto è alla pari nell’espressione. La voce è particolare e riconoscibile. Se proprio dobbiamo cercare dei paragoni, a tratti (!) il più vicino per stile è il primo cantante dei Prospect. La sostanza, che poi è la base per poter anche solo usare la parola rock (a meno che tu non sia gli E.L.P., e quindi sì, certo, le eccezioni esistono eccome), è la chitarra elettrica. Per l’espressività della chitarra nel prog rock, quella che contribuisce a una coraggiosa “follia” esplorativa e a un’inventiva piena di spirito, basta saper maneggiare il jazz, anzi spesso è proprio auspicabile. Da lì arrivano nomi grandi come Robert Fripp, Steve Howe, John McLaughlin o il fusionista velocissimo come la luce Al Di Meola. Insomma, abbiamo detto che i ragazzi sono tutti sullo stesso livello, eppure i Moonlight Sky convincono prima di tutto con una fantastica chitarra elettrica, che nelle band rock slovene è fin troppo spesso titubante e perciò poco espressiva. Da questo punto di vista il chitarrista è decisamente fuori dall’ordinario per gli standard sloveni. Lo contraddistingue uno straordinario controllo del suono della chitarra, che suona davvero “inglese”. Sa essere sottile e delicatamente sottile quando serve. In sostanza lo si potrebbe infilare tra quelli che pescano dagli elementi del blues, soprattutto per gli assoli, che però sono impostati e rifiniti in modo incredibilmente magistrale, conditi da pull off lunghi e unici, da un “timing” eccezionale, e spesso sfumati con gusto attraverso l’effetto wah (il pezzo Pluton). Per un paragone al volo butto lì il nome di David Gilmour (Pink Floyd). Il chitarrista fa economia di note con grande cura e le dispone in assoli espressivi e ben elaborati, il che non gli toglie margine di manovra per sviluppare una propria espressività. I pezzi sono incollati insieme da più motivi, tutti rifiniti uno per uno. Insomma, i Moonlight Sky non conoscono lo sfaldamento tra un motivo e l’altro e nelle composizioni mantengono sempre un filo rosso. Se li confrontiamo con le correnti del prog rock anni Settanta, per come compongono i Moonlight Sky sono più vicini alle band della scena di Canterbury (Camel, Soft Machine, Colosseum…) che a certi “pesi massimi ultra cosmici” tipo Yes, Gentle Giant o King Crimson o (sul versante opposto) a un altro prog rocker estremamente influente di quei tempi lontani, chiamato Genesis. I Moonlight Sky sanno essere venefici nel loro sognare e brillano in piena luce soprattutto nell’esecuzione dell’opera strumentale atmosferica, una mini epica, Ocean, dove a metà pezzo esplode un’improvvisa svolta atmosferica attraverso un intreccio barocco di duelli tra chitarre e tastiere, che ti convince che questi ragazzi, come musicisti, sono fatti davvero della pasta giusta. I Moonlight Sky ammiccano senza vergogna anche al jazz rock fusion. Un pezzo così è per esempio Pluton, dove la band riesce a sviluppare un’atmosfera eccezionale, in cui la drammaticità cresce giro dopo giro.

Ciò che rende speciali i Moonlight Sky è, ovviamente, la capacità di creare atmosfere eccezionali con ritmi per lo più sognanti a tempo medio, dove la chitarra, spesso anche con qualche finta di slide, trova un sacco di spazio per creare trascendenza. A lei, grazie a un dialogo straordinario, si intrecciano di continuo le tastiere piene di spirito, che con la stessa parità e in sintonia costruiscono un effetto esoterico capace di portarti tranquillamente sopra le nuvole. Il pezzo conclusivo, di impatto, How Much… è interessante perché il motivo chitarristico di base, sostenuto da un tipico ritmo progressivo spezzato, avvicina la band ai gruppi neo progressive britannici, e così non siamo più nemmeno a un tiro di schioppo dal fatto che nel pezzo si nascondano anche briciole dei vecchi, cari Genesis.

La comunicazione geniale tra i musicisti si traduce in composizioni eccezionali, sia per la perfezione tecnica sia per la creazione di atmosfere varie. I Moonlight Sky sono quindi una storia dinamica, che si sviluppa in modo spontaneo e imprevedibile, una virtù straordinaria che oggi è una vera rarità. La musica è stratificata, senza schemi e allo stesso tempo estremamente godibile e coerente. Niente frammentarietà, quindi, che invece è tipica degli Yes. I Moonlight Sky sono dei progressivi fuori dagli schemi. Evocano con furbizia gli anni Settanta, ma allo stesso tempo non si riesce proprio a infilarli analiticamente in uno stampo musicale. Sono una figura assolutamente originale sulla scena rock, segnata da riconoscibilità e unicità. Sono un acquisto eccezionale per la scena musicale slovena e, nonostante siano appena agli inizi, sotto molti aspetti raggiungono già ora il livello delle band straniere del genere. Quindi! A quanto pare noi sloveni abbiamo finalmente aspettato una vera band prog rock nel senso classico del termine, che padroneggia i concetti di coraggio e innovazione. Provate la rivoluzione! Lasciate che una ventata fresca vi svegli le orecchie e vi rassereni la mente! Abbandonatevi al mondo magico, a un mondo irradiato dal chiaro di luna appena nato di un cielo azzurro, in cui potete veleggiare liberi, e veleggiare ancora.

Formazione

Andraž Kržič – voce, tastiere
Miha Petrič – chitarra
Janez Moder – basso
Bor Zakonjšek – batteria

Produzione

Moonlight Sky

Tracklist

1. Lunin Svit
2. Angel
3. Škrat Cik – Cak
4. Ocean
5. Jackin
6. Pluton
7. How Much…

Durata dell’album: 31:49

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