Dictum Factum

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Artista: Legalo Kriminalo
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2009
Durata: 39:09
Voto: 3.5/5

Party rock con influenze metal, punk, funk e perfino rap. Il debutto del quartetto della Stiria slovena Legalo Kriminalo. A dire il vero, dal nome della band uno penserebbe che sia composta come minimo da quelli che scaldano le poltrone in parlamento o da tutti gli altri che si sono guadagnati una posizione tale da potersi prendere, sotto la scusa della legislazione, i poteri per derubare legalmente la gente onesta. I mendicanti legali di strada, in fondo, non sono i barboni. Sono la polizia municipale e la polizia, se ci limitiamo ai soli cani orwelliani delle sempreverdi “confessioni” della fattoria degli animali!

I Legalo Kriminalo sono dei burloni che però non frenano la lingua tagliente. L’energia della prima parte del disco (Pravljica) a tratti ricorda quella dei Res Nulius, mentre la traccia musicale richiama la frequenza anche dei Mi2. Ma è fuorviante, come conferma il prosieguo dell’album. Però andiamo con ordine. Il comune denominatore dei brani è che si tratta di musica leggera, ascoltabile, senza filosofia profonda. Nel brano Najboljši si presenta come ospite alla voce Peter Lovšin dei Pankrt. Non è difficile indovinare che si tratta di rime nei versi tipicamente alla slang, quell'”abbaiare” ubriaco alla lubianese, da cui è subito chiaro che a guidare il duetto con Simon stavolta è la leggenda del punk sloveno. Tutto molto piacevole e in linea con le parti soliste di Lovšin, tanto che questo brano troverebbe senza problemi il suo posto anche in uno dei suoi dischi solisti. Un testo scemo cucito addosso al canto di Lovšin, la cui intelligenza scintilla solo nel far rimare i versi. Pura cazzeggiata, insomma. I Legalo Kriminalo non hanno bisogno d’altro, e nemmeno lo pretendono. A questo punto dell’album. Quell’energia, in realtà, si ripresenta solo alla fine del disco, con il brano Summer Night.

Si sente che i Legalo Kriminalo sono una band che mostra il suo vero valore e la sua vera faccia solo sul palco. Lì mordono sul serio! Nell’intro del brano Mati si sente anche che i ragazzi ascoltano heavy metal, anche se ovviamente la produzione fa in modo che l’album non esca dai binari del party punk o del “groove” rock alla moda. I versi in “lingua verde” di questo pezzo segnalano la sensibilità ecologica dei ragazzi. Che “Dictum  Factum” non sia un tipico album alternative rock lo evoca anche l’assalto ritmico “groove” nel brano Party. Nella strofa (prima del ritornello) la linea di basso porta con sé certi slanci che richiamano perfino i vecchi Red Hot Chilli Peppers. Approcci così sono più che benvenuti per dare più varietà al disco. Sono usati con successo, in modo coerente, e la band così fa notare la sua versatilità musicale a più livelli.

Tra i brani un caso a parte è Siva reka. È una specie di brutto anatroccolo dell’album. Questo pezzo, con un po’ più di attenzione nel costruire il “volume” sonoro, potrebbe colpire ancora più forte. Ha il potenziale da hit che potrebbe portare ai Legalo Kriminalo più riconoscibilità sulla scena musicale slovena. In particolare, in produzione è rimasta ancora un po’ di riserva per esaltare lo sfondo di riff valanghivo e massiccio del muro sonoro. Perché serve proprio qui? Semplicemente per via del principio vocale, che offre un “piagnucolare melodico depressivo alla Bohem” – cioè la banale depressione slovena che non puoi ignorare e che va mascherata in un volume di riff da valanga (i Siddharta, per esempio, lo sanno benissimo). La strofa invece serpeggia in un rap. Ma in modo coerente e contrastante. Obiettivo centrato!

Stari časi? Suono organico. Ehi, che ci fanno qui i Da Phenomena? Galoppata funky anni Settanta. Dal punto di vista ritmico i Legalo Kriminalo sono una squadra forte, e questo pezzo non fa che confermarlo. Semplici fronzoli di chitarra da cliché, debitori delle impronte jazz, inseriti qua e là, una volta in più funzionano bene per alzare la dinamica del brano. Il brano Cancer cambia di nuovo l’atmosfera alla grande. Atmosfera nera. Čule non puoi non sentirlo: quel caratteristico rantolo da Interceptor è tessuto alla perfezione nel brano, costruito su toni cupi. Anche qui i Legalo Kriminalo ribadiscono di essere amanti dell’heavy metal, ma in produzione mettono in primo piano il “groove”, così la linea ritmica, come pure il duetto vocale, hanno assolutamente la precedenza sul riff. È una nuova svolta di atmosfera e dinamica dell’album, creata con successo.

“Dictum Factum” è un album a più strati. I Legalo Kriminalo si possono infilare nell’etichetta alternative rock, ma soprattutto per via della produzione, mentre i ragazzi mettono insieme i pezzi in un modo che non nasconde le influenze di punk, heavy metal (thrash metal), perfino funk,… A far pendere l’ago della bilancia, nascondendo benissimo i cliché dei riff, è soprattutto una linea ritmica voluminosa, ben groovata e attiva, che alleggerisce la responsabilità dei riff principali e porta l’ascoltatore dalla propria parte! I Legalo Kriminalo con “Dictum Factum” non hanno scoperto l’acqua calda. Però sono riusciti a mettere in piedi un album rock di qualità che non annoia, soprattutto grazie alla varietà tematica dei singoli brani. È un album diverso dalla massa dell'”alternative boom” sloveno, e posso dire che con questo disco i ragazzi hanno posato la pietra angolare giusta, su cui in futuro possono costruire e delineare la propria riconoscibilità musicale.

Formazione

Simon Cukjati – voce, chitarra
Rok Pogačnik – chitarra
Mitja Zagoričnik – basso
Robert Dobrišek – batteria

MUSICISTI OSPITI:
Pero Lovšin – voce nel brano n. 3
Gregor Čulk jr. – voce nel brano n. 10

Produzione

Tomaž Rebernak & Legalo Kriminalo

Tracklist

1. Intro
2. Pravljica
3. Najboljši
4. Rock N’ Roll
5. Mati
6. Party
7. Siva reka
8. Stari časi
9. Oblast narodu
10. Cancer
11. Who Gives a Shit
12. Summer Night
13. Party (live)

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