džeZZva

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: džeZZva
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 17.11.2014
Durata: 53:23
Voto: 4.5/5

I džeZZva sono un quartetto strumentale sperimentale del Prekmurje che, con il suo arrivo sulla scena musicale slovena, la arricchisce in modo straordinario. Parliamo di quattro musicisti di altissimo livello, devoti alla libertà offerta dal fenomeno della sperimentazione musicale, da sempre così affascinante, ovvero di quelle melodie sfrenate che nascono dalle forme libere dell’improvvisazione.

Questo quartetto di musicisti straordinariamente profilati e apprezzati funziona non solo in modo particolare, ma anche decisamente accattivante e, in ogni singolo istante del disco, emozionante. Non lo ottiene solo grazie alla grande maggioranza di improvvisazioni jazz e alla sensibilità musicale stratificata dei singoli membri, ma grazie a un’efficacia eccezionale nell’abbattere i confini tra i generi, che nel crogiolo della band finiscono tutti insieme. Il risultato, nella realizzazione dell’artigianato musicale d’autore del gruppo, è unico e genuino, oltre che eclettico.

La parola »džeZZva« evoca subito il rito di preparare il caffè turco. Da qui la scelta tutt’altro che casuale della copertina. Il quartetto cala un poker d’assi vincente di musica fuori dal comune, soprattutto grazie alla fusione dei generi in un vero minestrone musicale e a una straordinaria sopportazione reciproca, ovvero tolleranza. I paralleli con i lavori dei Pat Metheny Group sono del tutto azzeccati. Ciò nonostante, è la percezione »musicografica« della »microlocazione« del Pomurje, nel cuore del vecchio continente, l’elemento portante delle particolarità sonore dei džeZZva. Iztok Rodež deve aver trovato ispirazione in Pat Metheny. Lo confermano non solo, a tratti, lo stile del suo modo di suonare la chitarra, ma proprio il suono, lontano e comunque affine, un’impronta slovena dello stile del celebre chitarrista appena citato. Anche l’arrangiamento delle frasi melodiche principali si rifà ai principi dei Pat Metheny Group, perché l’intreccio tra piano e chitarra di Berden e Rodež si avvicina a tratti ai tocchi dell’inconfondibile duo Metheny-Mays. Iztok evoca Metheny già in apertura, in East, poi nelle variazioni jazz dentro Spring, e nel primo »ingresso« dell’improvvisazione chitarristica nella rielaborazione del brano tradizionale sloveno Če bi ges bijla fčelica.

I džeZZva hanno una sensibilità fuori dal comune per la  giusta misura nel dosare le idee che gli vengono in mente. Il puzzle musicale che costruiscono è di un ascolto eccezionalmente piacevole, nonostante assistiamo a continue e improvvise »svolte« sperimentali, in cui tutti e quattro i mattoni del suono della band si passano gli assoli, e a una sequenza ininterrotta di cambi di motivo. L’effetto sorpresa del loro modo di suonare vizia l’ascoltatore con scosse di emozione spontanea. È un disco marcato, ed è proprio questa una delle sue attrattive più grandi: un documento musicale decisamente denso e complesso, che per questo richiede più attenzione. In cambio vi ripagherà riccamente, perché dopo qualche giro nel vostro lettore CD vi entrerà nel cuore senza più uscirne.

Anche nei punti in cui la band si concede la massima libertà sperimentale, come nella strepitosa IndinA, »guidata« da marcate arabeschi nella melodia principale, la formazione non »si sfalda« mai (superficialmente) lungo le successioni di motivi. IndinA ha una particolare voracità atmosferica, perché sullo sfondo del quadro sonoro è aggiunto un oscuro velo di suono sintetizzato (o di chitarra “effettata”?), che feconda l’atmosfera con un nucleo, un pizzico di mistero. Vista la sua attitudine jazz rock, intrisa ovviamente di forme etniche arabeggianti, ci manca solo una chitarra elettrica e uno xilofono scatenato per avvicinarsi pericolosamente alla filosofia musicale che in momenti simili sviluppava e metteva in pratica il grande e indimenticabile Frank Zappa. A Little Game ha uno splendido incrocio di figure etniche tradizionali del »sole pannonico« con improvvisazioni jazz, il brano trasmette una dose straordinaria di giocosità maliziosa, mentre i membri della band, nella velocità che sviluppano lì dentro, dimostrano allo stesso tempo un controllo incredibile su ogni singola nota suonata, segno che in carriera hanno suonato e provato un sacco. In questo pezzo si fa notare in particolare l’ottimo assolo di batteria di Miran Celec, mentre Mojmir Wolf, lungo tutto l’album, è la vera risposta slovena al fascino del contrabbasso del maestro Charlie Haden. In A Little Game affascina inoltre il fatto che Iztok Rodež, nelle improvvisazioni, sfrutti sequenze di prese (accordi) formattate in modi diversi e non si »infili« a ogni costo nei brani con il solito »annodare« jazz a corda singola e il solito »funambolismo«. Un trucco che ha sempre spaccato e che, per dire, Alex Lifeson (Rush) padroneggia da maestro. Tutto questo porta una grande raffinatezza nell’animare il quadro d’insieme di questo straordinario mosaico musicale.

I džeZZva amano poi fare l’occhiolino al neoclassicismo. Lo serve la parte iniziale del brano Spring, risvegliante e »terrestre« dallo sguardo ottimista, e ancora di più la solenne introduzione di Berden alle tastiere nella conclusiva Panonnian fantazen Nr. 1.  Proprio il brano di chiusura è una affascinante mini suite epica, un intreccio splendido e sensuale tra premesse classiche e jazz, attraversato da un soffio di melodia pannonica, pieno di giocose variazioni jazz.  

L’album »džeZZva« è un pezzo unico e un lavoro di un fascino sconfinato, dove tutto funziona in una splendida simbiosi fatta di grande tolleranza musicale, generata dalla sensibilità stratificata (potremmo dire anche complessa), dall’ampiezza di vedute e dalla visione di tutti e quattro i musicisti. Speriamo che questo debutto abbia un seguito negli anni a venire. Per ora, però, è arrivato il momento di rimettere su »džeZZva« ancora una volta.

Formazione

Dejan Berden – piano, sintetizzatore
Iztok Rodež – chitarra
Mojmir Wolf – basso
Miran Celec – batteria, percussioni

Produzione

Dejan Berden & Iztok Rodež

Tracklist

1. East
2. Če bi ges bijla fčelica
3. IndinA
4. Doli v kraju sama zase
5. A Little Game
6. Spring
7. Pannonian fantazen Nr. 1 

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