… e il morboso si fa bellezza (2010)

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Luogo: Cvetličarna / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 15.10.2010
Presenze: 400
Prezzo del biglietto: 22,00€ (prevendita) / 25,00€ (il giorno del concerto)

Una tetra quiete ha invaso la capitale slovena. I suoi seguaci, fedeli adoratori dell’oscurità, noti alla gente come metallari, si sono riversati in un unico punto di Lubiana: la sala Mediapark (Cvetličarna). Cosa è successo là dentro? Fantasie tra mazzate e melodie. Sono tornati a trovarci gli svedesi Dark Tranquillity, maestri del death metal melodico, che hanno radunato una marea di capelloni vestiti di nero.

Quando l’orologio ha battuto l’ora e la radio ha smesso di suonare, abbiamo capito che era il momento di entrare in sala. Con nostra sorpresa ci è toccato subito il primo gruppo, i greci Scars Of The Sun, che ci hanno fatto storcere il muso, perché non te li aspettavi proprio. Sconosciuti a tutti, con uno stile (più o meno) metalcore hanno portato una musica che quella sera non è andata giù a tutti. Si sentivano le tastiere dei Doors, l’energia saltellante degli Offspring e la monotonia dei Dream Theater. Tutti, non solo qualche singolo, in sala sono resistiti al massimo 2 minuti, poi sono usciti a prendere una boccata d’aria e hanno aperto il dibattito su questi outsider assoluti, se così possiamo chiamarli, che tuonavano sul palco. Musicalmente non c’entravano nulla con le due band che sarebbero seguite. Ma pazienza. L’importante era che la folla si stesse formando e si vedevano un sacco di facce note della scena metal slovena. Si è bevuta qualche birra, si è scambiata qualche parola ed era già ora di rientrare in sala.

Come programmati, siamo arrivati giusto in tempo per l’antipasto finlandese chiamato Insomnium. Che dire. Parte l’intro, la band è girata verso la batteria e aspetta il momento in cui cadrà il primo riff, ovvero il primo colpo sul tamburo. E così è iniziata. Ci hanno servito pezzi nuovi e vecchi. Alcuni intenditori e fan della band dicevano che il materiale nuovo non è proprio mozzafiato, ma dal vivo sembrava tutto il contrario. La band ha dato l’anima. Il cantante ha schiacciato sull’acceleratore, affiancato dal chitarrista con una voce più delicata. Anche se un growl maschile ruggente e una voce pulita maschile di solito non stanno proprio benissimo insieme, gli Insomnium hanno dimostrato che non è per forza così. Si intendevano tra loro più che bene. Ogni tanto a migliorare ancora l’atmosfera ci pensava anche l’altro chitarrista, che per il resto durante il concerto è sembrato piuttosto timido e misterioso. Una curiosità che non possiamo saltare: tra un pezzo e l’altro il cantante si sforzava di dire qualche parola in sloveno. Abbiamo sentito cose come: Na Zdravje, Hvala. Ma la cosa più comica e allo stesso tempo affascinante è che ha perfino nominato Zlatko Zahović e Primož Peterka. A quanto pare la fama dei nostri sportivi è arrivata fino al nord. Insomma… i ragazzi sono stati un ottimo antipasto, ovvero un riscaldamento per le star della serata. Giù il cappello, su le corna del diavolo!

Di nuovo mezz’ora di pausa e aria fresca, e di nuovo paragoni tra la prima e la seconda band. Se qualcuno diceva che gli Insomnium erano meglio degli SOTS, non sbagliava neanche un po’. La mezz’ora è volata in un attimo e già era ora di tornare nell’epicentro della melodia.

Stavolta c’era tutta la folla dentro e si può dire che le teste che ondeggiavano fossero circa 300, se non di più. La sala si oscura e un fascio di luce disegna sul telone le due iniziali che conoscono tutti, “D” e “T”.

I ragazzi sono pronti! Il concerto parte con un’intro di tastiere, l’ambient sale! Diventa ancora più misterioso e da brividi. La band piomba nel primo riff e sul palco corre Mikael Stanne, la prima gola dei pionieri svedesi del melodic death Dark Tranquillity. I ragazzi hanno proposto una scaletta variegata che ha tenuto la folla in piedi. E come non poteva essere, visto che stavolta davano l’impressione di suonare con una dedizione e un’ardore enormi, sudando il 100% di sé stessi. Il carismatico Mikael invitava il pubblico a cantare, a fare “headbanging” e a tutto il resto che consideriamo ingrediente obbligatorio di ogni vero concerto metal, con l’attitudine rivolta agli estremi della musica!. Per chi di voi avesse visto il film “Get him to the Greek”, si potrebbe dire che la presenza scenica di Mikael ricordava quella di Aldous Snow dello stesso film. A dare un respiro epico all’atmosfera ci ha pensato con i suoi discorsi anche Mikael. Di ottimo umore, spingeva i fan a cantare e a completare i titoli dei pezzi mentre li annunciava. E non si possono dimenticare nemmeno le proiezioni, che cambiavano a ogni brano e garantivano una dinamica pazzesca di stimoli ad alta atmosfera, che hanno arricchito questo concerto. Un sacco di psichedelia e un’insolita morbosità hanno lasciato il segno su questa esperienza live. Insomma… i ragazzi ci hanno accorciato un’ora e mezza con brani dalle tinte melodiche della Scandinavia. Si potrebbe anche dire: troppo poco. Ma tutto ciò che è bello passa sempre in fretta. Così dicono.

Il concerto è stato un successo, bello nel suo effetto da predica metallara della scuola del death metal di Göteborg à la Dark Tranquillity. La folla è stata incredibilmente tranquilla per tutto il concerto. Niente eccessi da sbronza e, miracolo, nemmeno un urlo del tipo: “Slaaayeeeeer!!!” Per quanto d’acciaio e oscuro possa essere un cuore metallaro, esistono momenti live, come questa serata con gli svedesi Dark Tranquillity, il cui rimbombo fragoroso sprigiona scintille capaci di sciogliere qualsiasi cuore metallaro.

foto: Martin Prezelj

Scaletta

1. At the Point of Ignition
2. The Fatalist
3. Damage Done
4. Lost to Apathy
5. Monochromatic Stains
6. The Gallery
7. The Wonders At Your Feet
8. Iridium
9. Shadow In Our Blood
10. Focus Shift
11. Icipher
12. Dream Oblivion
13. Misery’s Crown
14. Haven
15. Punish My Heaven
16. Final Resistance
17. Therein
18. Terminus (Where Death Is Most Alive)

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