Eluveitie, Lacuna Coil e Infected Rain fanno il pienone al Kino Šiška

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Luogo: Kino Šiška / Lubiana / Slovenia
Data: giovedì 5 dicembre 2019

I folk metaller svizzeri Eluveitie negli ultimi dieci anni tornano in Slovenia con grande regolarità. La band è passata attraverso un bel po’ di cambi di formazione, sono usciti membri storici, ma la popolarità non è calata lo stesso. Prima del concerto la zona del Kino Šiška era visibilmente piena. Gli Eluveitie, che in Slovenia hanno suonato almeno dieci volte, richiamano ancora un sacco di gente. Ma stavolta il motivo per esserci era ancora più grosso. Per la prima volta infatti sono sbarcati in Slovenia i gothic metaller italiani Lacuna Coil. Dopo la data al Metaldays sono tornati anche i moldavi Infected Rain, la cui popolarità quest’anno è cresciuta in modo evidente.  

Sul palco sono saliti per primi i moldavi Infected Rain, che sul palco non sono sembrati affatto timidi. Nell’ultimo anno la band ha guadagnato parecchia popolarità, da quando ha pubblicato l’ultimo album Endorphin per la rinomata etichetta Napalm Records. Dopo un decennio di duro lavoro gli Infected Rain sono diventati un nome da tenere d’occhio, e i critici hanno cominciato a metterli sullo stesso piano degli ucraini Jinjer. Per fortuna però gli Infected Rain non vogliono copiare i Jinjer. Con la loro musica nuotano tra metalcore e nu metal. All’inizio niente di speciale, ma a ogni pezzo la band ha dimostrato di staccarsi dalla media. I brani contengono anche sample aggiuntivi e parti più calme, che la cantante Lena arricchisce con la sua voce melodica. Gli Infected Rain però sanno servire anche pezzi più incisivi e aggressivi, e per quelli Lena tira fuori le urla. L’esibizione della band è curata nei dettagli. Sul palco gli Infected Rain sembrano musicisti rodati. Certo, a livello tecnico non si suona niente di trascendentale, ma l’energia della band è incredibile. Lena tiene insieme alla grande lo show e fa scatenare il pubblico. L’attenzione è ovviamente tutta su di lei, nei momenti più calmi Lena brilla con le sue linee vocali melodiche, ma anche gli altri membri non scherzano. Con il repertorio la band si è concentrata di più sull’album attuale, visto che proprio quest’anno ha conquistato un sacco di ascoltatori, ma a giudicare da questa serata gli Infected Rain hanno convinto ancora una volta e un loro ritorno è più che benvenuto. Gli Infected Rain sono un’ottima prova del fatto che bisogna dare attenzione anche alle band che arrivano da paesi che non sono molto sul radar.

Dei giganti italiani Lacuna Coil si può dire semplicemente una cosa: «Finalmente!» La band di Milano, praticamente dalla sua fondazione nel 1997, era sempre riuscita a evitare la Slovenia. Non era arrivata nemmeno al festival Metaldays/Metalcamp. Alla fine, dopo nove album e due decenni di carriera, è riuscita a inserire la Slovenia nel tour. Non c’era da aspettarsi un’accoglienza esagerata, visto che i Lacuna Coil erano qui solo per la prima volta. E invece è successo il contrario. Anzi, i Lacuna Coil avrebbero potuto tranquillamente essere anche la band di punta. Da sempre, nei Lacuna Coil a spiccare di più è la cantante Cristina Scabbia. Alla Scabbia fin dall’inizio fanno compagnia il vocalist Andrea Ferro e il bassista Marco Coti Zelati, mentre chitarristi e batteristi sono già cambiati. Con l’album attuale sembra che i Lacuna Coil siano finalmente riusciti a trovare la giusta chimica tra i membri. La band è salita sul palco come se avesse preso ispirazione dai Behemoth. I membri erano infatti truccati come una qualche formazione black metal, ma quest’immagine i Lacuna Coil ce l’hanno già da qualche anno. In scaletta, ovviamente, l’album attuale Black Anima, ma non è mancato nemmeno qualche hit.

I Lacuna Coil sorprendentemente si sono conservati bene. Le aspettative erano giustificate. La voce della Scabbia è rimasta intatta, potente e molto convincente, proprio come sugli album. Andrea Ferro ha dato una mano ovviamente anche con la voce melodica, e ultimamente si concede anche qualche growl. Dopo le novità Reckless e Layers of Time è arrivato il momento per la cover più famosa, ed è partita Enjoy the Silence dei Depeche Mode. Il pubblico era rumoroso, e con questo i Lacuna Coil hanno svegliato anche le ultime file della sala. Poi è arrivata ancora qualche novità e un pezzo più vecchio, Heaven’s a Lie, con cui i Lacuna Coil si erano fatti notare per la prima volta come band dal grande potenziale, anche se all’epoca la band aveva già tre album alle spalle. In quel periodo (circa 15 anni fa) sono arrivati i tour negli USA e i Lacuna Coil sono diventati riconoscibili anche fuori dall’Europa. Con il pezzo conclusivo Nothing Stands Our Way i Lacuna Coil hanno confermato un’ultima volta di essere dal vivo affiatati e abbastanza carichi da far alzare in piedi l’intera sala del Kino Šiška. Nell’esibizione dei Lacuna Coil c’è stato un solo difetto. Tutto è stato troppo breve. Vista la risposta e il numero del pubblico (il concerto era infatti quasi sold out), l’augurio è che i Lacuna Coil tornino il prima possibile come band di punta e suonino una vera scaletta con tutti gli hit che la band ha messo in fila nella sua carriera.

La sensazione folk metal svizzera Eluveitie è tornata dopo più di un anno, da quando aveva suonato per l’ultima volta al festival Metaldays. La band in terra slovena ha suonato almeno dieci volte. Dopo l’ultimo drastico cambio di formazione, quando la band ha lasciato la vocalist Anna Murphy insieme a qualche altro membro, sembrava che gli Eluveitie non si sarebbero più rialzati. Ma il leader della band Chrigel Glanzmann nel frattempo si è guadagnato così tanta reputazione che riesce sempre a trovare un sostituto. Soprattutto ha svecchiato la squadra e trovato i musicisti giusti, con cui ha già pubblicato due album. L’ultimo, intitolato Ategnatos, è uscito proprio quest’anno e la band aveva un motivo più che valido per partire in tour.

Anche stavolta gli Eluveitie sono riusciti a riempire la grande sala del Kino Šiška. Glanzmann, che ora è l’unico membro originale della formazione, sa ancora convincere con la sua squadra di musicisti esperti e anche di scuola. Tutti e nove i membri hanno completato il suono per tutta la scaletta. Così, oltre agli strumenti di base, si sentivano anche strumenti come ghironda, violini, mandole, arpe, cornamuse e ovviamente vari flauti e whistle. Gli Eluveitie sono senza dubbio una band esperta, che sa come parlare al pubblico. Ma sulla musica in sé ci sono parecchie polemiche. Negli Eluveitie suonano due chitarristi, che per lo più fanno la stessa cosa, con l’eccezione di qualche assolo. Più di una volta il tutto è sembrato troppo ammassato, senza capo né coda, conseguenza dell’aver infilato troppi strumenti. Gli Eluveitie qui possono risultare perfino un po’ kitsch. Le chitarre strizzano sì l’occhio al melodic death metal, ma non si sentono granché a causa degli altri strumenti. Nonostante tutto il «polpettone» che gli Eluveitie si portano dietro, anche stavolta hanno convinto. I pezzi nuovi hanno fatto presa, c’è stato anche l’assolo di batteria, e ovviamente non sono mancati gli hit come Rose for Epona, Thousandfold, Helvetios e la conclusiva Inis Mona. Gli Eluveitie magari non sono più ai tempi d’oro, ma non sono ancora da buttare, perché i loro concerti sono più che solidi e per ora sembra che la popolarità non calerà ancora per un po’.

Il Kino Šiška quasi sold out, con il concerto di Eluveitie, Lacuna Coil e Infected Rain, ha vissuto uno dei momenti più alti di quest’anno per quanto riguarda i concerti metal in Slovenia.

Autore: Primož Novak
Foto: Nina Grad

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