Evolution

0 9

Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Nektar
Etichetta: Dream Nebula
Uscita: year
Durata: 61:15
Voto: 4/5

»Evolution« è stato il secondo album in studio dei leggendari prog rocker britannici Nektar dopo la loro resurrezione nel 2000, quando il capobanda, il chitarrista/cantante Roye Albrighton, dopo un’infezione ai reni quasi fatale, decise di riportare in vita questo collettivo musicale di culto. Il bassista originale Derek ‘Mo’ Moore è stato nel frattempo sostituito dall’utilizzatore di Rickenbacker Randy Dembo, mentre la formazione è stata completata da due vecchie volpi, membri originali: il tastierista Allan ‘Taff’ Freeman e il batterista Ron Howden. I vecchi compagni di merende e il nuovo arrivato hanno deciso di tentare su »Evolution« una specie di ripristino del suono dei loro tempi d’oro, cioè gli anni Settanta, e di idee compositive nuove ed entusiasmanti, dal precedente album, il solido »The Prodigal Son« (2001), se ne sono accumulate parecchie.

I Nektar non suonavano così incisivi ed energici allo stesso tempo da un bel po’, come l’ascoltatore può constatare già dall’ottimo brano d’apertura, una vera carica di energia, »Camouflage to White«, composizione complessa e piena di sorprese. Grazie a frasi di chitarra nervose e a rullate di batteria incalzanti, la sezione iniziale suona in tutto e per tutto metal, mentre i cambi di tempo intelligenti e il suono ‘nobile’ delle tastiere ricordano certi art/heavy rocker di culto in stile Wishbone Ash o Uriah Heep. I Nektar conquistano fin dall’inizio dell’album con tante improvvisazioni brillanti, che vanno avanti finché non arriva una svolta furba verso la sezione melodica, dove l’iniziativa passa alla voce temperamentosa di Roye. La produzione è estremamente viva, il che significa che la band suona vivace a ogni passo, come se fosse nel bel mezzo di un concerto. Le armonie vocali sono, come da copione, eccellenti e rendono l’atmosfera ancora più drammatica e intensa.

La delizia nostalgica »Old Mother Earth« si apre come una ballata malinconica sorretta dal pianoforte, ma il suono possente degli organi hammond e le rullate infuocate della batteria la trascinano in fretta in una sezione piena di temperamento, dove sfumature ritmiche e armonie vocali maestose, con un ritornello squisito in testa, si alternano alla velocità della luce. Gli arrangiamenti acustico-pianistici sono eseguiti con gusto e piazzati al posto giusto. La ballata »Child Of Mine« è una dimostrazione di prima categoria di space rock sorretto da un battito psichedelico, quello che i Nektar facevano da musicisti giovani e promettenti all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso. Gli arrangiamenti sinfonici commoventi trovano la compagnia ideale nel canto di Roye, straordinariamente sentito, e in passaggi eterei di chitarra acustica.

Il capolavoro epico »Phazed By The Storm«, uno dei picchi dell’intero »Evolution«, vanta possenti armonie vocali e tanti passaggi malinconici di chitarra che, uniti, creano un’atmosfera davvero solenne. La sezione ambient, con onde eteree di mellotron, passaggi di chitarra struggenti e una performance vocale sconvolgente, rappresenta addirittura uno dei momenti più magici di tutta la storia dei Nektar, il che è il miglior complimento possibile per questa incarnazione »Evolution« della leggendaria band. Questa capacità di creare ambienti stratificati e ipnotici è un pregio di cui oggi si possono vantare solo pochi gruppi dell’età d’oro del rock progressivo, visto che la maggior parte, con gli anni, l’ha persa.

»Always« si piega sotto il peso di arrangiamenti sinfonici epici e di passaggi inconsolabilmente malinconici della chitarra elettrica di Roye, il che significa che la band è di nuovo in splendida forma e evoca con facilità un’atmosfera ipnotica. Nonostante la durata considerevole dei singoli brani, su »Evolution« non c’è nemmeno un momento noioso o privo di ispirazione. »Dancin’ Into the Void« contiene un fraseggio di chitarra intelligente e una marea di arrangiamenti eterei di sintetizzatore, che uniti al canto di Roye, impegnato fino in fondo, portano ancora una volta a dimensioni ambient eccezionali. Questo vale in particolare per le armonie a tre chitarre nella sezione finale. Il testo, nostalgico e al tempo stesso di critica sociale, come la maggior parte degli altri testi di »Evolution«, parla dell’influsso dannoso dell’uomo moderno sul pianeta di casa.

»The Debate« vanta un’introduzione incisiva e variazioni ritmiche energiche, che portano il battito del pezzo prima in una sezione funky brillante, con un ritornello dal piglio combattivo e passaggi frizzanti di organo hammond. Anche qui il testo ha una forte connotazione ecologica e una rabbia sociale che sono in perfetta sintonia con i passaggi di chitarra intermedi, insolitamente affilati. La ballata conclusiva e melodrammatica »After The Fall«, dove il canto marcatamente appassionato di Roye è accompagnato da arrangiamenti di pianoforte sottili, garantisce una chiusura più che bella per l’album.

»Evolution« rappresenta un vero ritorno al livello qualitativo dei ‘tempi d’oro’, cosa che per i fan dei Nektar, prima del 2000, quando sembrava che la leggendaria band fosse destinata a restare per sempre nel ‘lontano passato’, quando la maggior parte della musica nasceva ancora con anima e cuore, era poco più che un pio desiderio. Purtroppo negli anni successivi sono tornati i problemi di formazione: Freeman ha lasciato i Nektar già a settembre 2004, mentre nemmeno Dembo è rimasto a lungo nella band. Albrighton e Howden sono così rimasti fino a oggi gli unici membri originali dei Nektar, che continuano a restare fedeli alla visione sonora originaria e alla missione della band.

Formazione

Roye Albrighton – voce, chitarra
Taff Freeman – tastiere, mellotron, cori
Ron Howden – batteria, percussioni, cori
Randy Dembo – basso, cori

Produzione

Nektar

Tracklist

1. Camouflage to White (7:03)
2. Old Mother Earth (7:41)
3. Child of Mine (6:43)
4. Phazed by the Storm (9:20)
5. Always (7:03)
6. Dancin´ into the Void (8:18)
7. The Debate (9:30)
8. After the Fall (5:37)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie