Falling In Between
Artista: Toto
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2006
Voto: 5/5
Probabilmente una delle recensioni più difficili della mia vita! No, non perché non voglia scriverla! Anzi! Questo album è così perfetto che non c’è testo che riesca ad arrivare al fondo! Per questo gli ho dato più di 5 mesi di tempo, per vedere se in qualche modo si sarebbe depositato nelle mie orecchie e nel mio cervello, ma credimi, un album così semplicemente non lo afferri! Nemmeno ascoltandolo per un’eternità! Spero che qualcuno mi smentisca al più presto, ma nel campo dell’hard rock melodico i Toto sono una perfezione con cui oggi è difficile misurarsi. In realtà sono inclassificabili a livello di genere, la loro superiorità parla da sé, perché questi ragazzi sanno muoversi insieme in qualsiasi acqua stilistica, sempre perfettamente affiatati e convincenti. Così anche “Falling In Between” è un album estremamente vario per come mette insieme contenuti musicali diversi. Vario anche nella produzione e nei bruschi (inattesi) cambi di atmosfera. Di conseguenza il nuovo disco è attraversato da un’alta dinamicità.
La particolarità entusiasmante dei Toto è che hanno ben cinque musicisti che si passano il ruolo di voce solista, oltre a suonare normalmente i loro strumenti, e non solo da un pezzo all’altro: nella stessa canzone si possono sentire anche tre voci soliste diverse. La cosa sbalorditiva è come tutte queste voci siano tasselli perfettamente incastrati nel mosaico del suono Toto. L’esecuzione di tutte le parti vocali suona del tutto naturale, senza nascondersi dietro gli effetti, con la convincente autorevolezza dell’espressione stessa, una dose abbondante di melodia, armonie e sentimento vissuto!
Spero di sbagliarmi, ma dall’uscita di “The Seventh One” i Toto non sono più riusciti a ripetere quella loro magia nota, capace di brillare con continuità costante lungo un intero album uscito dalla loro penna, in modo da arricchirsi fino a portare la grandezza di possedere una speciale chimica, con tutti i brani che scoppiano di autenticità nel ridare vita a quadri motivici che la band srotola nella sua espressione musicale! Il cantante e vocalist Steve Lukather in carriera non era mai suonato così maturo come cantante, e non ricordo che prima d’ora avesse mai sparato riff di chitarra così pesanti, e riff che odorassero in modo così marcatamente progressive. Sarebbe poi del tutto ingiusto tralasciare il ritorno nella band di Bobby Kimball, che come sempre è fenomenale a contatto con il microfono. Con il tandem Lukather/Kimball, il batterista/percussionista Simon Phillips, il nuovo arrivato Greg Phillinganes alla voce e alle tastiere, il bassista Mike Porcaro e David Paich a voce e tastiere, i nuovi Toto si trovano con ogni probabilità nella formazione più potente e scintillante della loro carriera.
Ah, una nota sulla copertina. Si tratta di uno dei logo più belli dei Toto nella storia del gruppo. Questa è la prima osservazione, tutta superficiale. Ma se vogliamo scoprire che cosa ci offrono le illusioni a guardare il logo da vicino, arriviamo a una seconda constatazione, appena più profonda: le lettere formano un volto. Le due “O” del nuovo logo dei Toto sono gli occhi. La prima “T” è la guancia sinistra e il sopracciglio, la seconda “T” di Toto fa da naso e sopracciglio destro. Con un po’ di innocente fantasia, il bordo destro del booklet può riempire la guancia destra mancante.
Vista la varietà dell’album, non mi resta che una lunga passeggiata brano per brano. Lo apre la title track, qualcosa che i Toto non avevano mai offerto in carriera. Porta infatti un riff metal scatenato, di produzione tipica delle band di progressive metal. Il ritmo volutamente spezzato, in sfasamento rispetto al riff di Lukather, è la prova dello spirito progressivo del pezzo, così come l’uso di un arpeggio di chitarra beffardo in alcuni passaggi. Anche le tastiere si adeguano e “Falling In Between” ha fin dall’inizio la foga impetuosa della ribellione adolescenziale, come se non si trattasse di una band affermata, con tanta strada alle spalle, e come se i Toto dopo tutti questi anni non fossero ancora riusciti a crescere oltre il vizio di fare a pezzi gli strumenti. L’apertura è scioccante! È una deviazione di genere verso il progressive metal sviluppato dalle band nordamericane. Ahh… un inizio che ti brucia nelle orecchie come niente!!! Un’apertura che piacerà adesso non solo ai fan, ma soprattutto ai più giovani. Il brano successivo porta l’ascoltatore incontro a una scena completamente diversa! Dying On My Feet si apre con un dondolio “pigro” e assonnato dentro un motivo “bluesy”. L’intreccio del gioco tra pianoforte classico e chitarra di Lukather è premiato da un approccio vocale soul, con il culmine in un ritornello melodicamente rifinito. La parte strumentale centrale rompe del tutto l’atmosfera “blues soul”! È un’ingegnosa idea multi-armonica della volpe Lukather, rafforzata da percussioni e batteria, che spara l’ascoltatore in un campo unico fatto dei più nobili elementi AOR. Brano eccezionale! Bottom Of Your Soul è il brano più lungo dell’album. È uscito in versione ridotta come singolo. Un pezzo, quindi, che porta il peso dell’hit. Quanto si avvicinerà al successo degli hit dei Toto Africa, Pamela,… lo dirà il tempo. Il pre-ritornello cresce in modo drammatico e si riversa in un ritornello pop classico e rifinito, che i Toto padroneggiano alla perfezione dal punto di vista compositivo. Le magiche armonie vocali a più parti del ritornello sono costruite dalle voci di Joseph Williams (ex cantante dei Toto), Jason Scheff e Steve Lukather. Il contrasto tra percussioni e batteria da una parte e tastiere dall’altra è l’elemento che dà all’atmosfera del brano una diversità magica. Le percussioni ti sparano nell’Africa nera, terra di fame e miseria, e anche i testi parlano dell’assurdità di questa situazione allarmante, che è una vergogna per tutto il mondo civilizzato. King Of The World “mette di nuovo la marcia più alta”. Un classico “hard rocker”! Finalmente ci siamo arrivati! Al quarto tentativo. Un’esperienza del tutto nuova. Lukather ha di nuovo girato il potenziometro più su e la chitarra taglia pericolosamente il cemento! Ottimo salto di dinamica del disco. Segue un altro proseguimento “bluesy funky” con il dominio delle voci, che offrono un ritornello diretto e deciso, che ti colpisce l’orecchio al primo colpo. Il pezzo è speciale ancora una volta nella parte strumentale centrale, dove, oltre a tutto il resto, lo condisce anche il flauto di Ian Anderson (Jethro Tull). Soprattutto nella collaborazione di gruppo con l’assolo di Steve Lukather, infila con efficacia un senso di nervosismo schizofrenico nel brano! Simple Life calma la scena. In primo piano ci sono gli approcci acustici della band, che sciolgono la tensione elettrica della prima parte del disco. L’atmosfera cresce gradualmente e il pezzo comincia all’improvviso a scatenarsi in chiave rock. Proprio quando ti viene la pelle d’oca, il brano finisce di colpo. Ma guarda questi Toto, che birbanti! Segue un pezzo “heavy rocking” scatenato dal titolo Taint Your World, con il calore degli organi sullo sfondo e un “funky beat”. Un marcato “funky groove” ce l’ha invece Let It Go, dove la chitarra di Lukather è di nuovo spinta sullo sfondo e il pezzo cavalca l’onda di una linea di basso melodica che finisce al centro del brano. Una delle composizioni più sentite dell’album è senza dubbio il penultimo brano Spiritual Man, una delicata canzone spirituale, con le armonie vocali che si fondono nel regno del “gospel”. Le percussioni portano una magia particolare nel brano, che esplode attraverso l’ardente sentimento del sax tenore di Tom Scott. I Toto qui di nuovo, di giro in giro, fanno crescere con maestria l’atmosfera, che sale senza sosta, con un pizzico di imprevedibilità. David Paich, Bobby Kimball e Greg Phillinganes con i loro intrecci vocali non evocano solo un’atmosfera grandiosa, ma la struttura stessa del brano lascia loro più spazio di manovra per l’improvvisazione “soul”, che sfruttano a dovere. Davvero un grande brano dell’album! La chiusura con No End In Sight è condita sui binari classici dell’hard rock melodico, detto semplicemente una vera pacchia per gli amanti del “rock” AOR. Vale soprattutto per il ritornello rifinito. Il brano ha un tocco di malinconia e nostalgia. All’apertura innocentemente delicata al piano e alla melodia di chitarra di Lukather segue una vera trasformazione in potenza attraverso il ritornello! I Toto offrono un’alta pressione hard rock proprio alla fine dell’album “Falling In Between”. Un attacco deciso di artiglieria ritmica, erotico riff di chitarra e grandiose impennate di sintetizzatori.
Quando senti la frase che è impossibile accontentare tutte le persone insieme con una sola azione, ricordati dei Toto, che ti smentiranno sempre con decisione. Come dice il brano No End In Sight! Quindi la fine di questa eccellenza della band non si vede ancora, né si vede all’orizzonte! Almeno quando escono album come “Falling In Between”. Le parti strumentali centrali sono in fondo la prova di questa grandezza. Si tratta di inserti di improvvisazione, rifiniti con una tale finezza di sofisticazione da essere accessibili a chiunque, e che allo stesso tempo mantengono i brani un perfetto “moulin rogue”! Se ci aggiungi le melodie superbe in perfetta armonia, l’intreccio armonico di strumenti e voci che ti entrano nell’orecchio come niente, l’impeccabilità della produzione, una ricca linea ritmica curata e intrisa di percussioni, ci scontriamo con il fatto che “Falling In Between” è un altro disco perfetto dei Toto. Loro, senza aspettative, con i loro album in carriera hanno smentito i critici già tante volte e, con un miglioramento costante di se stessi, hanno superato l’apparentemente insuperabile, tanto che questo mio testo lascia semplicemente troppi vuoti. Questi vuoti dimostrano solo quanto rispetto si siano guadagnati i Toto con la loro eredità musicale e che “Falling In Between” è un grande album, con tutte le potenzialità per diventare un monumento classico della musica rock. “Falling In Between” è il definitivo apice delle uscite discografiche dell’inverno 2006, e probabilmente anche dell’intero 2006. Se sei un fan dell’hard rock melodico, allora devi assolutamente avere questo album nella tua collezione. Parliamo di un disco di una grandezza che puoi ascoltare per un’eternità e, se vuoi, scriverci sopra un sacco di recensioni diverse.
Formazione
Bobby Kimball – voce
Steve Lukather – chitarra, voce
David Paich – tastiere, voce
Greg Phillinganes – tastiere, voce
Mike Porcaro – basso
Simon Phillips – batteria, percussioni, programmazione
Lenny Castro – percussioni
MUSICISTI OSPITI:
Joseph Williams – voce
L. Shenkar – voce
Jason Scheff – voce
Trevor Lukather – cori
James Torme – cori
Ian Anderson – flauto
Steve Porcaro – tastiere
James Pankow – trombone
Lee Thornburg – tromba
Ray Hermann – sax tenore
Tom Scott – sax tenore
Produzione
Toto
Tracklist
1. Falling In Between
2. Dying On My Feet
3. Bottom Of Your Soul
4. King Of The World
5. Hooked
6. Simple Life
7. Taint Your World
8. Let It Go
9. Spiritual Man
10. No End In Sight
Durata dell’album: 49:10