Feel
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Vasko Atanasovski Trio
Etichetta: Celinka
Uscita: year
Durata: 52:10
Voto: 4/5
Già da tre anni di fila ci entusiasma la combinazione di tre musicisti sloveni di altissimo livello, guidata dal polistrumentista dei fiati Vasko Atanasovski. Riuniti sotto il nome Vasko Atanasovski Trio. Ed ecco dunque il secondo album in studio del trio, intitolato »Feel«.
Una cosa è la scuola, un’altra è il drill scolastico, e un’altra ancora è la forza di travasare le idee che ti nascono in testa nella scrittura musicale, nel modo più autentico possibile. Questa è la garanzia di un volto artistico unico, che si respira nei contenuti delle tue composizioni originali! Non ce l’hanno tutti. Ed è proprio la linea di confine tra i musicisti bravi e quelli eccezionali. Vasko appartiene dunque a questi ultimi e non vale nemmeno la pena sprecarci tante parole. Che sia un compositore e arrangiatore estremamente solido e capace di farsi capire l’ha dimostrato nei lavori passati e in una raffica di progetti diversi, sia nei ruoli da protagonista sia in quelli secondari (da ospite). Ovunque si infili, è un generatore di cambiamento musicale, il cosiddetto motore del cambiamento perpetuo, che spinge l’asticella della sfida musicale verso un livello espressivo più alto e artistico. Un caso tipico è la recente partecipazione di Vasko all’esordio della formazione Bard
»Feel« è il seguito logico della storia iniziata con l’esordio »Come To Me« (2012). Continua a mantenere un minestrone eclettico estremamente efficace, fatto di mille fusioni di genere, che per il trio è il visto d’ingresso nel regno della grande originalità musicale. Il risultato è un impasto musicale straordinario, che con una destrezza incredibile naviga lungo la sottile linea immaginaria tra la sfida dell’esperimento musicale e la forma di una cantabilità melodica prevedibile.
Remembering, trascinata da un’anima surf, è il burlone pezzo d’apertura dell’album. Il momento di goliardia, ma anche di lucidità, è approfondito soprattutto dalla melodia guida di Vasko al sax, e il brano diventa »ancora più simpatico« per le orecchie quando entra la voce dello stesso Vasko. Il pezzo è una marcetta d’apertura energica, ideale per far partire le serate live. Come nel disco precedente, anche nel nuovo »Feel« troviamo brani che possono essere completamente strumentali e perlopiù brani in cui Vasko si cimenta nel canto in inglese, serbo-croato e sloveno. Il brano Nema više ničeg, o più avanti U valovima, nella sua essenza più profonda richiama con nostalgia i tempi lontani della ricca cultura rock jugoslava ed evoca alcuni momenti che andranno dritti al cuore sia agli amanti delle opere di Drago Mlinarec da un lato, sia perfino a quelli della formazione Time (U valovima). Naturalmente l’uso dei fiati è l’elemento musicale che innesca il carattere unico e riconoscibile del trio.
Il nuovo album conferma ancora una volta la convinzione che emozioni e passioni vengano magnificate al meglio nel serbo-croato e nello sloveno. I messaggi accendono molto meglio, funzionano molto meglio usando le due lingue slave che l’inglese, per cui secondo me l’inglese non va rimpianto per nulla, se Vasko dovesse mai decidere di liberarsene nella poesia. Considerata l’origine geografica in cui si sviluppa la melodicità specifica del trio, la succosità delle lingue slave è infatti ottimale. Il brano I Love you, sorretto da un ritmo di polka e da un motivo tradizionale russo magistralmente incrociato con elementi jazz, è in realtà una versione rielaborata del brano Volim te dall’esordio »Come To Me« e, in termini di efficacia del messaggio dei versi, nella versione rinnovata ha perso parte della serenità espressiva e della varietà.
D’altra parte la scelta del »trilinguismo« è un punto di partenza fin troppo logico per la fama internazionale di Vasko Atanasovski. Il fatto è che questa band va assolutamente ascoltata dal vivo, perché è lì che la sua portata espressiva è più forte. E dato che il Vasko Atanasovski Trio bazzica i palchi di tutto il globo, ci sta eccome che strada facendo si lasci scappare qualche motivetto cantato in inglese, comprensibile a livello globale, che magari spalanca loro ancora di più le porte per sfondare sulla scena musicale internazionale.
Il brano Baby possiede un efficace miscuglio di elementi di rock alternativo e jazz, mentre Vasko con la sua prova vocale evoca allo stesso tempo sensazioni di lucidità e, dall’altra parte, un tocco di dramma che, leggermente furtivo, veglia da sempre sullo sfondo della scenografia d’umore. Se restiamo ancora un attimo sui brani dove tira aria di rock alternativo, poco più avanti nell’album c’è I’ve Hated You, in cui la voce di Vasko tira fuori ancora più virilità e, soprattutto grazie alla semplice linea di quattro accordi nell’accompagnamento della chitarra, evoca l’atmosfera dei momenti di maggior successo commerciale di Iggy Pop. Questo pezzo ha il potenziale per diventare un cavallo di battaglia dal vivo per i fan del trio!
Naturalmente l’album è anche bello carico del melos tradizionale dei Balcani. Parecchi arabeschi tagliati con onestà si insinuano negli ornamenti dell’improvvisazione, che è uno dei pilastri dell’eccezionale gusto musicale, come pure del brioso spasso teatrale che, tutto sommato, l’atteggiamento genuino del trio possiede in abbondanza.
Uno degli scarti assoluti dell’album è anche il brano Hubljeva roža, che si può dire sia il seguito del brano Hubljev ples, dal precedente album in studio della band. Questo pezzo è condotto in maniera neoclassica, come pochi altri nel resto della scaletta. Detto in forma di caricatura, i Jethro Tull non avrebbero mai registrato la cover della Bouree di Bach, se Ian Anderson nel 1969 avesse avuto un’ispirazione simile per un brano strumentale del genere, da includere nel celebre album dei Jethro Tull »Stand Up«. Hubljeva roža è una composizione eccezionale, guidata dalla delicata sensibilità del flauto. Uno dei brani più belli dell’album »Feel«. L’altro scarto più grosso si trova poco prima della fine dell’album, quando l’ascoltatore si imbatte nella composizione sperimentale di oltre 12 minuti In The Land Of Machine. In apertura i mattoni portanti dell’atmosfera sono il deciso dettato ritmico della chitarra di Dejan (senza plettro) e l’uso astuto delle percussioni di Marjan Stanič, che sullo sfondo evocano la teatralità del rumore delle macchine. Il brano si sviluppa nel geniale spirito di una spontaneità imprevedibile. È proprio quello che cerca il gourmet musicale più esigente quando legge i nomi di alta reputazione musicale che stanno dietro al trio! In questo brano la band riassume infatti la vera essenza dell’elementarità del suo carattere e del suo operato. Della sua statura e della sua voce. In effetti qui abbiamo una risposta immediata al perché l’album si chiami »Feel«! Questo pezzo è un’avventura musicale d’esplorazione »tirata a fondo«, che nel suo sperimentalismo è al tempo stesso anche cupa. Cupa come può esserlo solo la terra delle macchine. Il punto dell’album con la maggior dose di libertà sperimentale, che dà insieme conferma dell’eccezionale chimica nell’intreccio degli input musicali del trio Atanasovski-Lapanja-Stanič, dove regna una grande forza di percezione!
La miscela di sfrenatezza potente e gioiosamente scanzonata, in composizioni definite in modo più compatto, e di mosse stuzzicanti di sfida sperimentale nei pezzi più impegnativi dell’album mantiene lungo tutto il disco un equilibrio straordinario, già riconosciuto anche nell’esordio della band! Ciononostante, per via di alcuni singoli brani che si discostano stilisticamente, l’album »Feel« dà l’impressione generale di funzionare un filo più sofisticato e intimo rispetto al predecessore in studio.
»Feel« è un album di straordinaria sincerità musicale, di acume espressivo unico, specchio del coraggio nello scegliere senza freni mosse musicali scanzonate, della voglia degli artisti di sfidare da soli la propria creatività e, soprattutto, del piacere dell’interpretazione. Quest’ultima risuona lungo tutto il disco, come se il Vasko Atanasovski Trio avesse suonato in studio un vero e proprio concerto. L’album »Feel« risuona dunque vivo e dinamicamente vorace più che si può. Un album in cui gli stereotipi si dissolvono all’istante e si fondono nel carattere di una sostanza musicale tangibile, di eclettismo a pieno sangue!
Formazione
Vasko Atanasovski – sassofoni, flauto, voce
Dejan Lapanja – chitarra, voci di accompagnamento
Marjan Stanič – batteria, percussioni
Produzione
Vasko Atanasovski
Scaletta
1. Remembering
2. Nema više ničeg
3. Baby
4. U valovima
5. I Love You
6. Hubljeva roža
7. I’ve Hated You
8. In The Land Of Machine
9. Ni te več