Festa privata con i Vatra! (2009)
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Orto bar, Lubiana
Data del concerto: 16.12.2009
Numero di spettatori: 0
L’etichetta Dallas ci rifornisce con regolarità di ottimi concerti, e così è stato anche giovedì scorso, 17 dicembre, quando all’Orto bar sono passati i rocker zagabresi Vatra. Io e il fotografo siamo riusciti a infilarci al soundcheck, dove abbiamo beccato la band proprio in mezzo a Mornarska majica, e già prima dell’inizio ufficiale del set era chiaro che ci aspettava un’altra serata musicale ad alta intensità.
Verso le dieci e mezza il concerto è partito con la bombastica Svjetla i sirene, che in meno di quattro minuti alterna dure sferzate di chitarra a inserti melodici più morbidi. Già questo primo pezzo, ma anche un po’ di altri dall’ultimo album Sputnik, mi ricordano parecchio i britannici Muse, altrettanto bravi a sparare in faccia certe verità della vita, in modo secco e convincente, nel giro di pochi minuti. L’uso delle tastiere, già più marcato nel brano successivo, Glava kojom ne razmišljam, rafforza ancora di più l’associazione con gli inglesi.
La stessa sera a Lubiana suonava anche il celebre Rambo Amadeus, e forse è stato questo, unito alle condizioni invernali da Siberia di quel giovedì, a far sì che l’Orto bar fosse semivuoto. Il tutto sembrava più che altro una festa privata, ma di energia e voglia di godersi la serata a dovere non ne mancava. Probabilmente anche a causa della scarsa affluenza la band ha tagliato gli ultimi due pezzi della scaletta originale, chiudendo così un po’ prima del previsto. A tutti i fan che vorrebbero vedere i Vatra in una versione magari un po’ più grandiosa, consiglio di andare al loro concerto di Capodanno a Zagabria, in Trg Bana Jelačića.
I Vatra fanno musica da dieci anni e all’Orto abbiamo sentito pezzi di tutti e cinque i loro album. Parecchia gente ha reagito in modo più scatenato soprattutto alle canzoni più vecchie, ma a me personalmente piace di più proprio l’ultimo disco, Sputnik, e per alcuni di noi il picco del concerto è stato sicuramente Eskim, che non avrebbe potuto descrivere meglio le condizioni impossibili da era glaciale che abbiamo vissuto in quella notte di dicembre: “Tvog Eskima progutat če zima, ako me ostaviš na hladnom pred vratima. Tvog Eskima hladna zima pretvorit če u pingvina.”
Dal vivo la band funziona come un blocco compatto, e direi che il totale supera la semplice somma dei singoli membri. L’esperienza live è quindi decisamente un salto di livello rispetto ai lavori in studio, e anche se la struttura stessa dei pezzi non lascia spazio a chissà quali improvvisazioni, la band porta a casa quel valore aggiunto da concerto così importante con il suo approccio positivo e concentrato, nello spirito di: “Suoniamo allo stesso modo, che siano 20 persone o 20.000”.
Foto: Tadej Reissner
Scaletta
1. Svjetla i sirene 2. Glava kojom ne razmišljam 3. Zadnja 4. Boljeg za sebe 5. Gorim 6. Alkohol 7. Anđeo 8. Mornarska majica 9. Lak za nokte 10. 2 akrobata 11. Eskim 12. Privremeno nedostupan 13. Privatni pakao 14. John Travolta 15. Ruska 16. Vrati se Bis: 17. Odbrojavanje 18. Sunce
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