Fires Of Babylon
Artista: Fires Of Babylon
Etichetta: Metal Heaven
Uscita: 2008
Voto: 3/5
Fires Of Babylon è il progetto del chitarrista Lou St. Paul, già boss dei Winter’s Bane, band in cui cantava l’eterno legionario di mille fronti metal, Tim “Ripper” Owens, che al momento è stato ingaggiato nientemeno che dall’illustrissimo Ingwie J. Malmsteen. Il bello è che dopo l’ottimo “Redivivus”, il capo dei Winter’s Bane non ha puntato su un successore, ma ha lanciato un nuovo progetto chiamato “Fires Of Babylon”. E allora? Op là! Nei versi dominano i testi cristiani. Qui entra in scena il cantante Rob Rock, con cui St. Paul ha unito le forze e per cui le robe bibliche non sono affatto una novità, visto che ama attingere a queste tematiche anche nei suoi album in studio.
“Fires Of Babylon” è piuttosto vicino all’ultimo album dei Winter’s Bane. Niente di strano, visto che il materiale l’ha scritto St. Paul. Quindi, amanti del metal melodico americano, attenzione: questo è un pugno di dinamite affilato che ti calcia dritto in faccia! Rob Rock serve il tutto da maestro e ha le idee chiarissime. Il tipo è una vecchia volpe. Alle spalle ha esperienze simili con gli speed metaller Warrior, con altri spericolati come gli Impellitteri o con lo sfacciato progetto M.A.R.S. “Project: Driver”. La formazione è completata dall’ex basso di Death e Monstrosity Kelly Conlon e dal batterista dei Shatter Messiah Bob Falzano, che ha pure fatto un tour con gli Annihilator, come membro della band.
Questa line-up è garanzia di un ottimo siluro metal senza un briciolo di sdolcinatezza, di giri di ballata o di strane voglie di cercare avanguardia, diversità e originalità. Si tratta di puro riffing d’attacco, dal tocco sporco e crudo, in una produzione estremamente viva, con una cortina “groove” elaborata di valanghe di riff e, in contrasto, linee di basso melodiche e belle grosse che fanno vorticare i riff con efficacia. Muoversi tra passaggi melodici e svolte aggressive di semitono non è certo un problema per questi ragazzi. I brani sono conditi con ottimi passaggi melodici e parti strumentali centrali ben costruite. Anche stavolta la voce di Rob Rock è estremamente generosa. Offre infatti tutto quello che intendiamo con il nome Rob Rock, e non lo chiamano a caso “The Voice of Melodic Metal”. Cerchi Bruce Dickinson? Eccoti Rob Rock, che alla stessa età è molto più in forma, per quanto riguarda l’esecuzione vocale.
Fires Of Babylon è un disco d’attacco. A smorzarlo c’è solo l’aggiunta dei synth, con cui i ragazzi volevano catturare l’atmosfera cataclismica da teatro che si associa al titolo di questo album, cosa che può dare fastidio ai puristi dell’heavy metal. Anch’io, personalmente, trovo che stavolta le tastiere siano del tutto superflue. Questi tizi, già nel classico quartetto, riempiono alla grande il quadro sonoro. Voce, chitarra e sezione ritmica sviluppano da sole, in un taglio inarrestabile, abbastanza atmosfera di rovina e caos, cioè esattamente quello che chiede la musica metal. I brani sono tutti sullo stesso livello, con frasi chitarristiche di base espressive e curate.
Sono proprio le tastiere aggiunte e l’approccio vocale di Rob Rock a far pendere l’ago della bilancia, allontanando il progetto dall’etichetta di clone di “Redivivus”. La presenza di St. Paul è infatti molto evidente nei riff e nel modo di comporre. Per tutti quelli che vanno matti per i dischi solisti di Rob Rock, per l’ultimo dei Winter’s Bane e per chi rispetta e apprezza la tradizione classica del metal melodico americano, ad esempio Cage, Warrior, persino i Jag Panzer a cavallo del nuovo millennio, questo disco merita attenzione.
Formazione
Rob Rock – voce
Lou St. Paul – chitarra, tastiere
Kelly Conlon – basso
Bob Falzano – batteria
Tracklist
1. Falling To Pieces
2. Devilution
3. When The Kingdom Comes
4. Lake Of Fire
5. Holy Resurrection
6. Going Through Changes
7. Lazarus Rising
8. Revolution Coming
9. Generation Of Destruction
10. Castles Are Burning
Durata dell’album: 47.52