Flogging Molly frustano il Kino Šiška (2012)

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Luogo: Kino Šiška / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 03.09.2012
Pubblico: 650
Prezzo del biglietto: 27,00 EUR

Quest’estate il Kino Šiška di Lubiana sta vivendo un vero rinascimento verde. Sembra addirittura che stia diventando la mecca dei musicisti di origine irlandese dal sangue caldo che, oltre a saper suonare una marea di strumenti diversi, riescono sempre a tirare su una festa indimenticabile. Dopo che a giugno l’avevano fatta tremare per bene i bostoniani Dropkick Murphys, stavolta ci si sono buttati a capofitto anche i loro colleghi della costa occidentale americana, per la precisione della California. I Flogging Molly, come si sono battezzati, hanno aggiunto all’afa del lunedì sera qualche bel grado in più e hanno fatto in modo che le nostre teste non si raffreddino per un bel pezzo. Siamo stati infatti testimoni di un vero festone (di nuovo!), proprio come si conviene a dei veri svitati punk – rock alla maniera irlandese!

Il dublinese Dave King, motore principale della band (la sua carriera musicale è iniziata addirittura in una band heavy metal, i Fastway), ha riunito sotto il nome Flogging Molly una formazione interessante di musicisti di qualità e (per usare un eufemismo) dannatamente resistenti: Dennis Casey (chitarre), Matthew Hensley (fisarmonica), Nathen Maxwell (basso), Bridget Regan (violino, tin whistle), Robert Schmidt (mandolino, banjo) e George Schwindt (batteria, percussioni). Il nome se lo sono ‘appiccicato’ addosso dal locale Molly Malone’s, dove un tempo ogni lunedì suonavano così senza tregua da avere la sensazione di aver letteralmente  frustato (flogging) il posto ogni volta.  

Tra la musica di The Pogues, Dropkick Murphys e Flogging Molly si trovano parecchie somiglianze. Tutte e tre le band prendono infatti ispirazione e tratti principali del proprio linguaggio musicale in larga parte dalla musica tradizionale irlandese, ma ognuna se la cuce un po’ addosso a modo suo. Se dei The Pogues si può dire che nella loro versione punk sono i più autenticamente legati alla tradizione irlandese, Dropkick Murphys e Flogging Molly ci hanno aggiunto qualcosa in più. Soprattutto nei secondi si sente più rock, grazie in gran parte a Dennis Casey, che domina benissimo la chitarra elettrica, ma qualche voce in capitolo l’ha di sicuro avuta anche Dave King, viste le sue ‘prime radici rock’.

Senza gruppo spalla, stavolta i Flogging Molly hanno cominciato la loro fustigazione quasi esattamente alle nove e mezza di sera. Già le prime note, anche grazie al frontman e chitarrista Dave King, in forma smagliante (ogni tanto imbraccia anche il bodhran), hanno messo il pubblico in movimento, tra spintoni e balli, insomma baldoria totale, come si addice a un evento del genere. Ben presto, ovviamente, ha alzato eloquente il dito medio della mano destra, mostrando bene e dicendo senza peli sulla lingua cosa pensa del capitalismo, dello sfruttamento e del sistema in cui il piccolo uomo deve sopravvivere ogni giorno. Magari a prima vista sembra davvero che in questo genere di profondità non ce ne sia granché, ma la ribellione innescata anni fa dal movimento punk ha sicuramente trovato la sua continuazione proprio nei testi che cantano i Flogging Molly. La critica a un sistema e a una società che sostituiscono i veri valori della vita umana con mentalità consumistica, avidità e fame di potere è oggi più attuale che mai. Il pubblico sotto il palco l’ha capito al volo, ovviamente, e si è identificato col messaggio delle canzoni, che ci hanno sparato una dietro l’altra quasi senza pause. Dal vivo i Flogging Molly sono una band di un’energia incredibile, che si prende solo di rado un momento per rallentare il ritmo. Anche i pezzi in versione ballad degli album in studio dal vivo li suonano arditi, veloci e incisivi. Abbiamo avuto brani da tutti gli album in studio, con più spazio per Swagger (2000), Drunken Lullabies (2002) e Speed of Darkness (2011). Un’interessante miscela da Best Of,  a cui hanno aggiunto anche la cover di The Times They Are A-Changin’ di Dylan. Con tutti quegli strumenti sul palco sembra che ognuno trovi il suo spazio. Niente è di troppo e niente manca. Il controllo degli strumenti con in contemporanea una ginnastica instancabile affascina davvero, toglie quasi il fiato. Questi musicisti sono eccezionali, si smazzano tutta la scaletta di routine senza un errore, senza un briciolo di stanchezza e, cosa più importante, si divertono pure un mondo.

Inutile sottolineare che anche stavolta parecchi bicchieri di birra sono volati in aria e che senza dubbio a fine serata gli addetti alle pulizie avevano il loro bel da fare. Si è fatto avanti anche qualche stage diver di belle speranze, a cui, con nostra grande soddisfazione, sono riusciti parecchi ottimi tuffi dal palco. Nonostante i buttafuori che facevano di tutto per impedirglielo. Beh, forse qualcuno si è solo dimenticato di spiegargli che queste bravate sono del tutto innocue e soprattutto parte integrante di una baldoria da concerto come questa.

Nel bis è toccato anche a The Worst Day Since Yesterday, uno dei loro primi successi, finito addirittura nel film Mr. & Mrs. Smith, quello con Brad Pitt e Angelina Jolie. Sono seguiti altri due hit, Salty Dog e Float. Speravamo comunque che ci strimpellassero anche la buona vecchia Irish Rover, ma purtroppo non è arrivata. Pazienza, anche con quello che ci hanno dato siamo stati più che contenti.

Per un’ora e tre quarti abbiamo dimenticato senza fatica tutta la cupezza e i problemi della vita di tutti i giorni. Ci siamo dati dentro e abbiamo sfogato tutta la rabbia che ci si accumula dentro giorno dopo giorno. Si poteva trovare un miglior viatico per tornare alla vita di quel buon vecchio pezzo dei Monty Python – Always Look On the Bright Side of Life? Con quel brano, infatti, i Flogging Molly chiudono la loro fustigazione, dopo il lavoro egregiamente svolto si divertono ancora un po’ sul palco a ritmo di musica e distribuiscono qualche birra tra i fan più accaniti. Allo stesso tempo ci dicono: la vita a volte è davvero una gran merda, ma testa alta, andiamo avanti! Fino alla prossima fustigazione.

 

Scaletta

1. The Wrong Company
2. The Likes of You Again
3. Swagger
4. Speed of Darkness
5. Revolution
6. Life in A Tenament Square
7. Whistles the Wind
8. Saints and Sinners
9. Drunken Lulabies
10. Requiem for a Dying Song
11. The Power’s Out
12. The Son Never Shines (on Closed Doors)
13. A Prayer For Me in Silence
14. Times They Are A-Changing (cover Bob Dylan)
15. Black Friday Rule
16. Oliver Boy (All of the Boys)
17. Rebels of the Sacret Heart
18. Devils Dance Floor
19. If I Ever Leave This World Alive
20. What’s Left of the Flag
21. The Seven Deadly Sins

Bis:
22. The Worst Day Since Yesterday
23. Salty Dog
24. Float
(Always Look On the Bright Side of Life – registrazione)

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