Glory Road

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Artista: Gillan, Ian
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 1980

Anche se nel periodo post Deep Purple Ian Gillan non ha avuto la fortuna dei suoi colleghi Purple Blackmore e Coverdale, non si possono ignorare gli ottimi risultati che, nonostante i segnali allarmanti dei primi buchi nella sua voce, hanno aiutato il celebre cantante a rimarginare le ferite della sfortunata avventura della Ian Gillan Band. A differenza dei due colleghi appena citati, Ian si è costruito attorno una combinazione unica di musicisti dal carattere totalmente diverso, liberi da ogni egocentrismo, che hanno formato un blocco compatto e tagliente, un collettivo musicale omogeneo che, se non altro, ha trasfuso una buona dose di sangue fresco, di cui c’era un disperato bisogno, nel corpo visibilmente smagrito della scena rock di fine anni Settanta.

Quale approccio musicale ha scelto allora questa volta il sempre di buon umore zio Gillan? Prima di tutto uno diretto, in linea con i tempi, e soprattutto molto più semplice, in sostanza un netto contrasto con lo “sfogo di frustrazioni” tecnico e funambolico che un tempo, in nome della competizione, teneva occupate le corde vocali del cantante nei suoi giorni più rosei. Di eroismo chitarristico in stile “uomo in nero” ce n’è quindi poco, anche se le qualità di Bernie ovviamente non vanno trascurate. Tutta un’altra storia sono le tastiere di Towns, che ti spaccano i timpani, e il cui “fastidioso” punzecchiare non troverà un rivale degno: lo cercherai invano. Colin è un vecchio volpone, unto con tutti gli unguenti possibili, quindi ti puoi abbandonare senza pensieri alle sue idee tastieristiche innovative. I due protagonisti, escluso ovviamente il carismatico vocalist Ian, dominano Glory Road dall’inizio alla fine. Quanto alla voce di Ian, con Glory Road perde piano piano il primato di una delle voci più impressionanti del settore. Tranne che nella tiratissima Sleeping On The Job, Ian evita con prudenza per il resto il suo riconoscibile “urlo”, cosa che noteranno per primi soprattutto quelli di voi che conoscono bene le bravate di Ian con i Purple. “Battere la fiacca sul posto di lavoro” è un bell’esempio dell’interpretazione sarcastica e umoristica di Ian, avvolta come un involtino di cavolo nell’inarrestabile assalto della coppia Colin/Bernie, in vena di giocare.

Il denominatore comune di Glory Road, a parte due momenti d’umore diverso, resta sempre lo stesso: musica dura e senza compromessi, condita con le urla più o meno instabili di Gillan, che però la maggior parte dei brani regge sorprendentemente bene! Se c’è una cosa che su Glory Road non manca, è la comunicazione variegata tra tutti i coinvolti, che si basa interamente su armonia e intesa, cosa che, con tutta quella presenza di botte quasi adolescenziali, a tratti all’inizio faticheresti ad aspettarti. Are You Sure, Unchain Your Brain, Running, White Face, City Boy formano un triangolo hard rock ricco di movimento, in mezzo al quale si è sistemata comoda la gradevolissima Time And Again. La sua rilassatezza ci raggiunge proprio al momento giusto, poco prima dell’arrivo del nuovo tram rock di No Easy Way, dove regna un grandissimo Colin Towns.

Gillan ci offre una delle sorprese più grandi, si potrebbe dire addirittura della carriera, con il piacevolissimo blues If You Believe Me, per la cui esecuzione si merita tutti i complimenti, se non per l’interpretazione convincente, allora come conseguenza del coraggio di avventurarsi in un territorio che fino a quel momento gli era in gran parte sconosciuto. Ian supera i pericoli in agguato ovunque con un coraggio e una determinazione strabilianti. I due elementi compensano efficacemente la proverbiale, cronica mancanza di sensibilità per i motivi melodici “bluesy”. Nonostante l’inatteso successo di quest’ultima, il cuore del messaggio di Gillan resta il rock n roll in stile On The Rocks. Senza dubbio il brano preferito dell’album, richiama molto da vicino il precedente Mr. Universe. L’introduzione impressionante delle tastiere di Towns crea un’atmosfera cupa, che voce e continuo scambio di riff taglienti di chitarra sviluppano con astuzia fino alla fine del pezzo. On The Rocks è il grande trionfo di Gillan, un nuovo gradino nell’evoluzione musicale del cantante, e su quelle altezze vertiginose la Glory Road di Ian si congeda con la splendida Nervous. Arrivederci, ma non a lungo..

Formazione

Ian Gillan: voce
Colin Towns: tastiere
John McCoy: basso
Bernie Tormé: chitarra
Mick Underwood: batteria

Produzione

Ian Gillan

Tracklist

1. Unchain Your Brain
2. Are You Sure
3. Time And Again
4. No Easy Way
5. Sleeping On The Job
6. On The Rocks
7. If You Believe Me
8. Running White Face City Boy
9. Nervous

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