Gran gala death metal alla Gala Hala
Autore: Rok Klemše
Luogo: Lubiana/Metelkova/Gala Hala
Data del concerto: 15.05.2007
Numero di spettatori: 200
Prezzo del biglietto: 20€
Vital Remains, Cannibal Corpse, Deicide, Kataklysm, Sinister, Nile… Di nomi grossi del death metal ne abbiamo già avuti parecchi da queste parti, ma ne mancava uno: gli “Almighty” Suffocation! Le leggende newyorkesi di Long Island hanno finalmente avuto pietà di noi e la spietata macchina da guerra death metal è sbarcata anche a Lubiana, per la precisione a Metelkova, alla Gala Hala. Si preannunciava una vera festa metallara, visto che i Suffocation sono famosi per concerti eccellenti, pieni di energia, e per scalette sempre fresche.
L’onore di aprire le danze è toccato ai nostrani Ambassador of Sifilis, saliti sul palco sulle note giungla-style di The Lion Sleeps Tonight dei The Tokens. Questi maniaci death/grind della Zasavje, grandi amanti del gentil sesso, a cui durante le esibizioni della boy band Ambassador of Sifilis cedono le ginocchia, anche stavolta hanno mostrato perché, insieme ai Vulvathrone, sono considerati i più cool diffusori di malattie veneree. Che risuoni il brutale pezzo originale Death Area, la canzoncina per i partecipanti più attempati V dolini tihi, oppure la brutale brutalità che osano toccare solo ed esclusivamente gli Ambassador of Sifilis, con i Backstreet Boys e I Want it That Way (con gli immancabili intermezzi fallici e di fellatio, ovviamente): il concerto di questi ragazzi della Zasavje, carichi e di ottimo umore, resta un bel ricordo. Non poteva mancare, ovviamente, l’inno death metal Eternal Fart e, dopo una buona mezz’ora, gli Ambassador of Sifilis infetti ci hanno salutati. Le malattie veneree sono cool!
Verso le nove sul palco sono saliti altri veterani di casa nostra, i campioni della scena grind/death slovena, Dickless Tracy. “Wir sind aus Deutschland und wir spielen Toten Metal!”, ha annunciato Tzeppo con l’umorismo che li contraddistingue, e subito è partita una mezz’ora di brutale mazzata di grind/death metal marca Dickless Tracy. Sul palco la band è carica come non mai: Wrbo e Hočewar in poco più di un anno si sono inseriti alla grande nel nucleo della formazione, i fratelli Cepanec, con Tzeppo a voce e chitarra e Tegla dietro le pelli. La mezz’ora è volata in un attimo e i Dickless Tracy ci stavano già salutando con la mano.
“We are Natron, we are the godfathers of death!”, ha annunciato la sua band il cantante Raffaele. Autoproclamati padrini del death metal? Chissà cosa avrebbero da dire i vari Possessed, e poi Massacre e Chuck Schuldiner… Padrini del death metal italiano – ecco, forse ci stiamo avvicinando. I Natron pubblicano dischi dal 1996 e stavolta ci hanno servito un bel mix di materiale proprio, pescato da tutti e cinque i loro album in studio. Domenico e Lorenzo hanno sfoggiato a dovere le loro doti con chitarra e basso, mentre Raffaele, dopo una partenza un po’ fredda, si è scaldato in fretta e si è addirittura ficcato in testa la parrucca di uno del pubblico. “Let me try how it feels”, voleva provare Raffaele, che ha subito concluso che si terrà la sua testa rasata – “It’s to hot!”. Con la loro esibizione, e almeno per me personalmente con i pezzi Hatemonger e House of Festering dall’ultimo disco Livid Corruption (2004), i Natron ci hanno fatto una bella sorpresa e un buon riscaldamento per l’inferno che sarebbe seguito. Certo, in mezzo al diluvio di band death metal anonime non è che spicchino per qualcosa, ma comunque quella sera noi aspettavamo solo e soltanto i Suffocation…
… che alla fine abbiamo avuto, dieci minuti prima delle undici! La leggendaria cinquina, una delle migliori formazioni death metal in circolazione, che ascolto con piacere anche io, che non sono esattamente il più grande fan del death metal classico. I Suffocation non si sono guadagnati lo status di leggenda riposando sugli allori: fin dal primo disco Effigy of the Forgotten (1991) sfornano dischi di qualità costante e l’anno scorso hanno pubblicato quello che per molti è addirittura il miglior disco della loro carriera, Suffocation (2006). Al frontman Frank Mullen dispiaceva un sacco che fosse il primo concerto della band da noi, perché i fan “die-hard” sloveni hanno creato un’atmosfera pazzesca. Mosh pit e stage diving dal primo secondo del concerto fino alla fine! I Suffocation sono andati a mille all’ora, mentre Mullen non la smetteva più di lodare il pubblico sloveno e, visto quello che ha visto, ha promesso che torneranno. Li aspetteremo a braccia aperte, perché ci hanno regalato uno dei migliori concerti death metal mai visti in suolo sloveno. Per gli intenditori, a nominare i Suffocation bastano due paroline – Mike Smith. Mike non è considerato uno dei migliori batteristi death metal solo in teoria: ieri lo ha dimostrato eccome anche nella pratica. Derek Boyer insieme a Mike forma una sezione ritmica pazzesca, mentre a regnare è il fenomenale chitarrista afroamericano Terrance Hobbs. I Suffocation ci hanno proposto un’ottima scaletta che ha attraversato l’intera discografia della band – dai classici Infecting the Crypts (dal disco Effigy of the Forgotten), Breeding the Spawn (Breeding the Spawn), l’incredibile title track assassina del disco Pierced From Within e Thrones of Blood (Pierced From Within), la fantastica Catatonia, fino a Bind Torture Kill e al dolce canto d’amore Entrails of You (Suffocation): ci hanno tenuti per la gola e non ci hanno lasciato respirare. Quasi un’ora e un quarto di spietata mitragliata death metal è finita, purtroppo, senza bis: Frank e i ragazzi dovevano proprio provare la “cucina” locale. I ragazzi oggi hanno il giorno libero e magari riuscite ancora a beccarli da qualche parte in centro, e vi faranno vedere cos’è il vero death metal!
Scaletta
SUFFOCATION:
1. Abomination Reborn
2. Thrones Of Blood
3. Infecting The Crypts
4. Catatonia
5. Bind Torture Kill
6. Liege Of Inveracity
7. Breeding The Spawn
8. Tomes Of Acrimony
9. Torn Into Enthrallment
10. Entrails Of You
11. Pierced From Within
12. Funeral Inception
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