Head First

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Uriah Heep
Etichetta: Bronze Records
Uscita: 1983
Voto: 2.5/5

Dopo il ritorno di successo con “Abominog” (1982), gli Uriah Heep hanno tenuto stretta la formula vincente e, con la stessa formazione, hanno sfornato un altro album piuttosto simile al predecessore, intitolato “Head First”. Other Side Of Midnight, che apre il disco, ti dà subito un’idea di dove fossero finiti i Heep musicalmente in quel periodo. Una botta heavy, un mix pazzesco di ultramelodia ed esplosività rock dentro un pezzo ascoltabilissimo, con un ritornello e un pre-ritornello curatissimi che ti si infilano subito sotto la pelle. Anche stavolta non sono mancate le cover. La più nota è uscita pure come singolo: Stay On Top di Jackson. All’inizio i ragazzi volevano mandare in singolo Other Side Of Midnight, ma l’etichetta li ha costretti a puntare su Stay On Top. Ovviamente per pure ragioni commerciali. Lonely Nights (orig. B. Adams) è molto più cucita addosso agli Uriah Heep per come è costruita, ma tra tutte e tre le cover è soprattutto l’avventura AOR di Love Is Blind (orig. Carbone), nella versione degli Uriah Heep, a spaccare su tutta la linea.

Il seguito più “serio” di Stay On Top lo offre Sweet Talk, di nuovo più orientata all’AOR, con un suono riempito in modo uniforme dal sintetizzatore e dalla chitarra di Box. Spicca un ottimo assolo, “bollente” e ambizioso: Box aveva evidentemente una carica e un’ispirazione fuori dal comune. L’album nel suo insieme non è inferiore ad “Abominog” in niente. Ma la sensazione è che “Head First” sia ancora più raffinato in chiave rock, ancora un po’ più filtrato AOR nella produzione, con contrasti ancora più marcati tra gli strumenti. Soprattutto le armonie vocali di supporto saltano fuori nel suono complessivo più che nel predecessore, e la produzione di tutte le linee vocali è un filo più enfatizzata, cosa che dà all’immagine sonora ancora più profondità. La chiusura del disco ha un’atmosfera AOR coi fiocchi con Straight Through The Heart e finisce in marcia ancora più alta con la particolarmente “tirata” Weekend Warriors. Se in quel periodo gli Uriah Heep si fossero dati ai capelli cotonati e al trucco, li si sarebbe potuti battezzare in men che non si dica una forma embrionale di glam metal da rimmel. La produzione e parecchie composizioni ricordano molto una cosa che, a due o tre anni dall’uscita di “Head First”, sarebbe diventata popolarissima e richiestissima sul mercato. Bob Daisley, finita la registrazione di “Head First”, alla prima occasione è scappato di nuovo da Ozzy Osbourne. Agli Uriah Heep è tornato il buon vecchio Trevor Bolder, che ha suonato con la band in tutto il tour di Head First.

Certo, bisogna sempre tenere a mente che i nuovi Uriah Heep sono di fatto una band completamente nuova, impossibile da paragonare all’eredità dei loro anni Settanta. Nel suono e nello stile della band rinnovata hanno portato idee heavy fresche soprattutto Daisley e Kerslake, che sapevano come si trattano certe cose già dai tempi di Ozzy. Gli Uriah Heep avevano una carica enorme: in due anni sono nati due ottimi album. Scrivevano heavy hard rock moderno con una bella dose di inserti AOR, riff di chitarra di grande impatto, canzoni con un ottimo voltaggio rock e melodie che al primo ascolto prendevano fuoco. Nel suono erano un’avanguardia, a cui si sono ispirati nella produzione dei loro dischi soprattutto i glam metal band venuti dopo.

Formazione

Peter Goalby – voce
John Sinclair – tastiere, voci di accompagnamento
Mick Box – chitarra, voci di accompagnamento
Bob Daisley – basso, voci di accompagnamento
Lee Kerslake – batteria, voci di accompagnamento

Produzione

Ashley Howe

Tracklist

1. The Other Side Of Midnight (3:55)
2. Stay On Top (3:35)
3. Lonely Nights (4:07)
4. Sweet Talk (3:51)
5. Love Is Blind (3:38)
6. Roll-Overture (2:18)
7. Red Lights (2:57)
8. Rollin’ The Rock (5:31)
9. Straight Through The Heart (3:39)
10. Weekend Warriors (3:50)

Durata dell’album: 37:21

BONUS TRACK NELL’EDIZIONE REMASTERIZZATA DEL 1997:
1. Playing For Time (4:27) single b-side
2. Searching (3:52) instrumental out-take, previously unreleased
3. The Wizard [live] (4:52) live version 1984, previously unreleased

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