Home & Minor
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Oceansize
Etichetta: Superball Music
Uscita: 2009
Voto: 4/5
Gli Oceansize, quintetto di Manchester, sono ormai una realtà consolidata e si portano dietro una storia bella ricca. In più di dieci anni di carriera sono diventati una delle band più stimate del cosiddetto movimento post rock/metal. Nel 2007 c’è stato un terremotino solo in apparenza piccolo, con l’addio del bassista, e il gruppo sembrava davvero a un passo dallo sfasciarsi. Alla fine, però, la partenza del bassista li ha solo aiutati: sono tornati ancora più forti e pronti ad accettare qualche cambiamento anche nella musica.
In passato gli Oceansize erano famosi per il loro stile particolare, fatto soprattutto di elementi post rock e metal, a cui aggiungevano un sacco di altri generi. A fine anno scorso abbiamo assaggiato i primi frutti del loro ritorno in studio (l’album dovrebbe uscire a marzo 2010) con l’EP Home & Minor. Ma questa non era nemmeno la notizia più grossa! Quello che spiazza di più è il suono stesso del disco, perché l’approccio degli Oceansize qui è un po’ diverso.
Va dato merito agli Oceansize di aver scelto un cambio di stile su questo EP, perché è proprio questo che dovrebbe essere lo scopo di uscite del genere. Home & Minor, infatti, li mostra sotto una luce completamente diversa, con la band che si cimenta soprattutto nel buon vecchio post rock. Non che in passato non l’avessero già fatto, ma stavolta niente esplosioni metal né parti più aggressive. Stavolta sentiamo post rock puro, dove si percepisce l’influenza di Sigur Ros, Mogwai e a tratti anche dei Radiohead. È un lavoro piuttosto delicato, che conquisterà soprattutto le anime romantiche e molto meno chi era abituato a quello che gli Ocenasize facevano prima.
Su questo disco è impossibile cercare momenti belli o brutti, perché la musica scorre come un blocco unico e ti trasmette per tutto il tempo sensazioni simili. Niente picchi, niente sbalzi. Non dico che la musica non sia bella, ma il tutto segue sempre lo stesso principio. Si nota anche una grave mancanza di tensione drammatica, che dovrebbe essere uno degli ingredienti principali del post rock. Niente crescendo, niente costruzione. È vero che nel post rock tanti di questi cosiddetti crescendo epici sono ormai così stereotipati e da manuale che si può prevedere quasi al secondo quando arriverà l'”esplosione” sensazionale, però se la band è capace di farlo bene, può essere davvero una bomba.
Home & Minor mostra quindi un altro lato degli Oceansize, ma li allontana anche dal loro modo di esprimersi a cui eravamo abituati in passato. Stavolta l’influenza di alcune band post rock che ho già citato è quasi troppo evidente. È bello che si sforzino di fare qualcosa di diverso, ma resta il fatto che con i dischi precedenti avevano dimostrato una dose molto maggiore di creatività autoriale. Alla fine, comunque, conta solo la musica, che è solida, bella, sognante e anche emotiva: manca solo un po’ più di dramma e di oscillazioni sonore. Si vede che i ragazzi hanno talento anche per imprese di questo tipo, ma il post rock vero e proprio non l’hanno ancora conquistato fino al punto dei giganti del genere: Sigur Ros, Godspeed You Black Emperor e compagnia. In ogni caso, in attesa del quarto album in studio, ci viene già l’acquolina in bocca.
autore: Rok Podgrajšek
Formazione
Steve Durose – chitarra, voce
Richard “Gambler” Ingram – chitarra, tastiere
Mark Heron – batteria, percussioni
Steven Hodson – basso, tastiere
Mike Vennart – voce principale, chitarra
Ospiti: Tom Knott – tromba, Norman McLeod – pedal steel guitar, Kate Ray – voce
Produzione
Oceansize
Tracklist
1. Legal Teens 4:28
2. Getting Where Water Cannot 5:24
3. Monodrones 2:34
4. Home & Minor 8:10
5. Didnaeland 3:22
6. The Strand 8:04