Idolizer

0 5

Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Grand Design
Etichetta: AOR Heaven Records
Uscita: 2011
Durata: 49:08
Voto: 3.5/5

Questa band è incredibile. Fa esattamente quello che facevano i Def Leppard su “Hysteria”, “Adrenalize” e “Pyromania”. Gli svedesi sono sempre stati considerati ottimi imitatori, e a darci dentro a tutto spiano ha sempre contribuito quella carica innata nella ricerca della perfezione in tutto quello che fanno. È un vero tribute album ai Def Leppard della loro era AOR/melodic rock, ovvero un omaggio ai tempi in cui i Def Leppard dettavano gli standard sonori e stilistici nel luna park del rock a livello planetario (oggi, purtroppo, riescono solo a inseguirli, e pure senza troppa fortuna).

Se sei un vero fanatico del melodic rock, questo album devi ascoltartelo per forza: se hai la pasta giusta, l’essenza di quei dischi dei Def Leppard ti scorre nelle vene. Certo, a questo punto la domanda sorge spontanea: dov’è il limite dell’obiettività nel giudicare la qualità di questo album, soprattutto quando si passa al metro dell’originalità autoriale, che, diciamocelo, qui è ridotta al lumicino. Per fortuna il cantante Palle Saether non è Joe Elliot, anche se in certi punti ci prova eccome, eppure, quando in produzione la sua voce si “nasconde” sotto una spessa mano di armonie multivocali, la sensazione di avere in sala i veri Def Leppard si fa ancora più forte. La somiglianza tra copia e originale è sbalorditiva. A tratti al punto che non sai più se prendere “Idolizer” come una specie di scherzo e parodia, o sul serio.

I Grand Design già con l’esordio “Time Elevation” (2009) ammiccavano senza ritegno al territorio dei dischi dei Def Leppard citati sopra, e “Idolizer” non porta niente di nuovo. Forse cancella ancora più apertamente le sfumature sonore ed espressive e attinge in modo ancora più sfacciato alle caratteristiche produttive di base di quegli album dei Leppard. Perfino il materiale promozionale che accompagna il CD promo descrive (già in anticipo) l’album come un classico dei Def Leppard.

Diamo una rapida occhiata alle citazioni sparse nel disco. Con una ballad come Your Love’s Runaway è chiaro che lo stampo di Hysteria ci ha messo lo zampino, in Get On With The Action si trovano parallelismi con Armageddon It, Stealin’ My Love tira dritta verso Too Late For Love, il classico dei Leppard Let’s Get Rock si riconosce in Rock Back To The 80s , l’anthem dei Grand Design, Outogrpah con le sue armonie multivocali da “outogpraph” non può evitare di rimandare a Photograph, anche se il ritornello è impostato diversamente, e Addiction To Love ricorda Love Bites. Qualche deviazione in più dal flirt con i classici dei Leppard si trova in Lets Rawk The Night e/o You Are Gonna Dig, ma anche qui, se ci aggiungi la produzione, alle strizzatine d’occhio ai Leppard non si scappa.

 Con il lavoro sul sound degli australiani White Widdow per l’album “Serenade” (2011), Palle Saether aveva già fatto capire di avere in tasca la rievocazione delle tipiche strutture sonore “eighties”, e il suo lavoro per “Idolizer” dei Grand Design conferma che il tipo è un vero mago dell’AOR: oltre il dominio delle impostazioni produttive dei tre classici dei Leppard, di fatto, non si va. Una volta chiaro questo principio, ti si svelano tutti i segreti della bombast da arena in stile anthem, della retorica classica dell’AOR e del punto di forza del melodic rock anni Ottanta. Insomma, anche vivere nel passato può essere molto utile. 

Per prima cosa dovrai ingoiare qualche rospo, se la copiatura ti dà fastidio, perché per il resto è tutto cucito alla grande. L’album ha il carattere di una bombast spiccata, con ritornelli ultra-cantabili e rapaci che ti si piantano in testa già al primo ascolto. I pezzi sono rifiniti a regola d’arte, scoppiano di perfezione sonora e di arrangiamento. È un disco che dà il meglio di sé quando gira nel lettore CD durante un viaggio notturno in macchina, o in attività da camera da letto con la tua dolce metà. Su questo non si discute. L’ossessione della band per i Def Leppard non molla un attimo. Neanche per un secondo.

Formazione

Pelle Saether – voce
Peter Ledin – chitarra
Dennis Vestman – chitarra
Anders Modd – basso
Richard Holmgren – batteria

Produzione

Pelle Saether

Tracklist

1. Get On With The Action
2. Change Me Up
3. OughtoGraugh
4. You Love’s A Runaway
5. Stealin’ My Love
6. Let’s Rawk The Nite
7. Addiction For Love
8. Idolize Me
9. Rock Back To The 80s
10. You’re Gonna Dig On It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie