II

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Hoax Program, The
Etichetta: ZARŠ Records
Uscita: 2011
Durata: 28:23
Voto: 4.2/5

The Hoax Program sono una band eccellente di Ajdovščina, in pratica tutto ciò che resta dei vecchi Low Punch.  Per una dose abbondante di rombo, il quintetto di musicisti scafati, che si sono fatti un bel po’ di chilometri nelle loro avventure musicali precedenti, ha sfornato il primo album uscito da poco, “II”.

Nel loro solco musicale The Hoax Program sviluppano un’estetica folle, culmine della fusione delle basi del rock n’ roll più sporco, che farà drizzare le orecchie agli amanti dei Motorhead e del fattonismo stoner, con possibili avvicinamenti, nelle battute stoner, ai grandiosi americani Clutch, così come, ogni tanto, momenti di frittura spietata su un autentico piatto hardcore newyorkese old school. Sopra è adagiata una voce punk noiser insopportabilmente stridula (“insopportabilmente” è l’attributo obbligatorio per questa direzione e una scoperta gradita del gruppo), che nella sua primordialità potrebbe benissimo, dall’altra parte della stessa storia, trovare posto in qualche album preistorico dei creatori del thrash teutonico tedesco Destruction. Il fenomeno musicale è insomma nato. Già l’apertura dell’album con Devil Is My Friend riassume gran parte di quanto descritto nelle frasi precedenti. L’impronta rock n’ roll da fattoni nelle sensazioni complessive e nel risultato esteriore dell’atmosfera può mettere d’accordo con questo disco anche palati più esigenti, quelli che per esempio ascoltano volentieri anche Voivod. Ma attenzione: qui non si va a caccia di Einstein. Restiamo quindi sulla piattaforma di base della potenza del rock n’ roll.

Di rombi e brontolii ce ne sono solo 28 minuti in undici pezzi, ma questo non vuol dire che dal ring, dopo l’ascolto, non uscirete fradici, ben malconci e, molto probabilmente, bisognosi di pronto soccorso dall’otorino più vicino.  Nessuna filosofia, nessun ragionamento, solo puro rock n’ roll nudo, spietato e sporco che ti pianta dei diretti dritto in faccia, scemo!  I ragazzi dimostrano di aver capito benissimo l’essenza dell’effetto più primordiale del rock n’ roll e per questo sanno infilarsi in modo convincente nel cuore della sua sostanza e tirare fuori dalla magica carta del “rock” l’optimum espressivo. Carico, distorto, deformato, incastonato sul telaio pericolosamente traballante del martellare della batteria.

La rabbia inarrestabile nei testi tocca ovviamente i guai della gente comune davanti alle ingiustizie che i più si trovano ad affrontare, tutto per soddisfare i culi di una minoranza avara (ma ben protetta da “decreti legali”), che li convince che sia un bene (tanto per i primi quanto per i secondi). Fino a quando continueremo a sopportarlo?

Gli assoli sono stati eliminati. Eppure i passaggi di raccordo sono sempre curati con attenzione con ulteriori parti di chitarra,  che portano la giusta dose di dinamica. Define The Routine è un esempio tipico, dove la chitarra rinfresca con astuzia il campo vuoto che nasce tra l’urlo incattivito e il rotolare dei tamburi. Naturalmente, della furia di fondo dell’espressione di The Hoax Program si occupa un rumore eccezionale, da cui si può estrarre all’istante la genuinità e una partecipazione incredibilmente autentica, senza un briciolo di finzione nelle carte d’identità caratteriali di questo quintetto interessantissimo.

Un gruppo con l’essenza tangibile di una predica d’autore tutta sua, che in soli 28 minuti serve un sacco di roba! Nel solco coltivato da The Hoax Program, nel minimalismo e nella definizione banalmente semplice della base del rock n’ roll, vengono serviti una raccolta incredibilmente briosa e varia di frasi di chitarra portanti nei pezzi, quindi ogni pensiero alla sindrome del “copia-incolla” per questo album è del tutto superfluo e perciò vano!  Per tutti quelli che se la intendono con la diversità genuina e smaccatamente arrogante nel rock n’ roll, conoscere la musica di The Hoax Program è lettura obbligatoria. E la cosa ancora più bella è che a farlo in modo così vivido e genuino siano proprio degli sloveni! Un grazie sincero va stavolta anche all’etichetta di Radio Študent, che con la sua attività editoriale permette a una fetta più ampia (spesso, musicalmente parlando, del tutto spoglia e inconsapevole) della gente slovena di misurarsi con una forza distruttiva del rock così elementare!

Formazione

Dean Gnezda – voce
Radovan Lozej – chitarra
Jani Jež – chitarra
Ivo Lozej – basso
David Stibilj – batteria

Produzione

The Hoax Program

Tracklist

1. Devil Is My Friend
2. Saints And Martyrs
3. From Feudalism To Capitalism
4. The Melody Of Revolt
5. Define The Routine
6. Taking Shit In A Suit
7. Logos Et Chaos
8. No Remorse
9. Blissfully Ironic
10. Sticksnap
11. Water

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