Turn The Page
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Pratt, John
Etichetta: Autoprodotto
Uscita: 2011
Durata: 60:12
Voto: 4.5/5
John Pratt è un eccellente vocalist, arrangiatore, compositore e produttore americano, che si è fatto notare per la prima volta come frontman degli Roxbury Drive, una riuscita band di hard rock melodico degli anni Ottanta. Negli anni Novanta, poi, John ha pubblicato come cantante anche tre album con i Firefly. Anche se da anni il tizio è dedito alla composizione di musica per il cinema, nell’ultimo anno si è preso il tempo di frugare negli archivi impolverati dove custodiva con cura i suoi appunti di idee musicali. John aveva pronti 25 pezzi, e per l’album ne ha scelti solo 13. I migliori, ovviamente. Anzi, uno dei fattori chiave che hanno spinto Pratt a portare gli abbozzi fino alla versione definitiva, e poi a farne un album solista in studio, è stato il fascino che hanno esercitato sul suo storico collega Phil Quartararo, ex capo della EMI Records, quando in una certa occasione ha ascoltato le versioni embrionali delle future composizioni di “Turn The Page”.
Siccome è un perfezionista “con testa e barba”, non lascia mai nulla al caso in quello che fa. Per l’album ha chiamato una vera squadra di musicisti di fama, che collaborano con artisti di primo piano. Per citarne solo alcuni: Cher, Toto, Tom Petty, Black Crowes, Vixen, Greg Rollie (ex-Journey), Don Henley (Eagles), Jean Luc Ponti, Foreigner. Il mix finale l’ha affidato Pratt al suo storico collega Ryan Greene, con cui un tempo aveva suonato insieme nei Roxbury Drive. Greene ha limato ogni dettaglio fino a dare all’album un suono lucidissimo. Il pedigree di alto livello di Greene è stato confermato anche dal fatto che proprio mentre mixava “Turn The Page” il tipo ha ricevuto il prestigioso premio come “produttore dell’anno 2011” ai Los Angeles Music Awards.
“Turn The Page” è un album che segue sempre il sottile confine invisibile tra rock melodico e pop. Il piatto della bilancia pende di continuo ora da una parte ora dall’altra. Il ritornello di Yin Yang è l’esempio che ha ereditato più sagoma rock tra tutti i pezzi del disco. I ritmi di base sono ogni tanto generosamente sostenuti da attivi sotto-ritmi di percussioni, il basso è regolato al volume giusto, tanto che senti un pulsare caldo, organico, e un piede ben saldo. L’innesto di collage organici, dal suono acustico, regala al disco quel profilo finale di perfezione assoluta. Il contrasto tra le melodie guida dei brani è straordinario nelle sfumature, le salite d’atmosfera con il crescendo nel ritornello sono eseguite con astuzia e funzionano a pieno regime per lo scopo che hanno.Pratt, che con il timbro a volte ricorda il cantante dei Danger Danger, Ted Poley, nell’interpretazione risulta sensuale, intimo e pieno di confessione personale. Nel solco di quello che pretende ogni album solista in studio, quando a portarlo è un musicista e non una band.
La variegata schiera di ottimi musicisti aggiunge a questa magia pop e rock il tocco inconfondibile di una strumentazione sopraffina, che lascia intendere come, in una versione un filo più “allargata” del punto di partenza delle direzioni musicali dell’album, questi attori si intenderebbero benissimo anche se fossero spinti ad aggiungere leggere spezie jazz al nucleo delle composizioni. Forse questa splendida intesa tra i mattoni del suono si esprime nel modo più intenso e ottimale proprio nella solenne Still Here, che chiude il disco, una ballad con una crescita drammatica d’atmosfera unica, attraverso un arrangiamento movimentato, infiammato dall’ingresso degli archi, con ottimi abbellimenti di chitarra nei passaggi, di quelli di cui non si vergognerebbe nemmeno il maestro Neil Schon (Journey), il carattere ben chiaro dell’accompagnamento di un pianoforte classico, armonie di cori di accompagnamento inserite con gusto, che creano il culmine dell’album proprio alla sua conclusione!
“Turn The Page” va sempre ascoltato prendendoti il tempo che serve, perché è un esempio di perfezione sonora da studio, distillata dal carattere di base dell’arrangiamento e della composizione. Da nessuna parte pretenziosità, solo la ricerca del rapporto ideale, della convivenza in equilibrio dei singoli elementi, di un’immagine sonora tridimensionale piena e compatta, di sfumature cristalline di una ricca tavolozza sonora, su cui regna ovviamente il carattere profondo e personale della splendida interpretazione vocale di Pratt. Pratt non è tra i cantanti tecnicamente più completi, ma non ha importanza, finché la sua interpretazione, con quel timbro particolare, resta autentica e sincera nel mettere in fila le emozioni. Ed è proprio la riuscita di questo a portare al disco il maggior numero di punti vincenti. “Turn The Page” è un album scritto su misura per i buongustai del rock melodico.
Formazione
John Pratt – voce, tastiere
John Thomas – chitarra
Ron Wikso – batteria
Wally Minko – pianoforte
Michael Alemania – tastiere
Lance Morrison – basso
Chris Trujillo – percussioni
Angela Alemania – cori
Deena Russo – cori
Kira Alemania – cori
Ira Glansbeek – violoncello
Erlinda Romero – violino
Justin Pratt – violino
Produzione
Ryan Greene
Tracklist
01. Take Me There
02. Searching For the Answer
03. Turn the Page
04. Never Said Goodbye
05. Naivete’s Ball
06. Forgive Me
07. If What It Takes
08. Trust Your Feelings
09. One Silent Voice
10. I Will, You Won’t
11. Hold Me
12. Yin Yang
13. Still Here