Il ballo di Bora e Draža al Razstavišče! (2007)
Luogo: Gospodarsko Razstavišče, Lubiana
Data del concerto: 12.10.2007
Pubblico: 2500 persone
Prezzo del biglietto: 25 euro
Vi ricordate ancora del grande Bora Đorđević, l’uomo che, oltre a un fiuto eccezionale per il rock & roll, in passato con le sue uscite sconsiderate (?) ha fatto venire l’orticaria ai fratelli serbi a più di uno sloveno doc tutto orgoglio? Ecco, proprio quel Bora venerdì scorso ha fatto il diavolo a quattro sul grande palco del Gospodarsko Razstavišče, dove, come previsto, abbiamo assistito a un’esibizione rock entusiasmante, piena di “intermezzi” divertenti, sia musicali che lirici, conditi con quel tipico umorismo di ispirazione cetnica che, dai “gloriosi” giorni dell’indipendenza della nostra bellissima patria, agli sloveni è evidentemente entrato ben bene sotto la pelle.
Prima, due parole di storia sui Riblja čorba, la band nata nel 1978, quando il cantante e paroliere Bora Đorđević lasciò i Rani mraz, quelli che incisero Računajte na nas, il pezzo celebre che ha segnato più di un’anima, sia in patria che a sud della Kolpa. Bora e i membri di allora del gruppo belgradese SOS misero su una band rock chiamata Bora i ratnici, che poi cambiò nome in Riblja Čorba, un nome che nello slang di Belgrado vuol dire mestruazioni. Il nome è rimasto fino a oggi. Così, dopo innumerevoli concerti e tanti successi, alla fine si sono fermati anche nella sala del Gospodarsko Razstavišče, dove con uno show di rodata precisione hanno mostrato a una viziata schiera di ragazzini, quelli che ai tempi in cui i Riblja čorba si facevano strada inarrestabili sulla scena Yu rock saltellavano ancora felici da sinistra a destra, e naturalmente anche ai vecchi volponi del rock, di essere ancora maestri nel creare la vera atmosfera balcanica e di “dar fuoco” al pubblico nel genuino, caloroso stile serbo, dove purtroppo non sono mancate nemmeno le varie agitazioni politiche di stampo cetnico. Ma lasciamo perdere queste “sciocchezzuole”. Nel complesso il concerto è stato ottimo. Bora ha stirato il repertorio di due ore e mezza dall’ultimo cd Ovde fino ai vecchi classici come Lutka sa naslovne strane, Kad sam bio mlad, Amsterdam, Ostani đubre do kraja, Pogledaj dom svoj anđele, Avionu slomiću ti krila, Noeva barka, Srbin je lud… Bora sembrava quasi un signorotto. Con la caviglia rotta, comodamente sistemato su un bel divano spazioso, ha intrattenuto il pubblico per tutta la sera raccontando barzellette, aneddoti e altre storielle spassose che, insieme a una “čorbica” cucinata con la massima partecipazione, hanno “insaporito” a dovere la fredda serata di venerdì.
Cosa c’è da aggiungere, alla fine, se non che il vecchio Bora, dopo tutti questi anni di palco, sembra ancora fresco e indistruttibile come un tempo (caviglia a parte, ovviamente). Il concerto è stato di alto livello sia dal punto di vista del suono che dell’organizzazione. E Bora ha dimostrato in stile trionfale che la sua “čorbica”, nonostante tutte le controverse dichiarazioni del passato, allo sloveno medio va giù eccome.
Testo: Gregor Brenko
Foto: Daniel Pavlica
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