We’re Only In It For The Money

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Zappa, Frank
Etichetta: Rykodisc Records
Uscita: 1968
Voto: 5/5

Il terzo album di Frank, “We’re Only In It For The Money”, è senza dubbio una delle sue opere più chiacchierate, tra i capolavori migliori e più provocatori di un artista scafato che, per gran parte della sua musica, ha preso in giro in modo assolutamente unico la realtà sociale del suo tempo. “We’re Only In It For The Money” è una parodia concettuale senza compromessi del movimento hippie, allora in piena esplosione, e della “Summer of Love”, che riflette anche lo sguardo cinico di Frank sui trend pop dell’epoca, che il suo intelletto, ovviamente, aveva smascherato in un attimo come vuoti e ipocriti. All’inizio Frank voleva registrare un album intitolato “Our Man In Nirvana”, in cui avrebbe mescolato la musica della sua band The Mothers Of Invention con gli sketch del comico Lenny Bruce. Prima che potesse realizzare il progetto, però, gli è passata davanti l’uscita del classico dei The Beatles “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club band”, che i media hanno incoronato come il primo album concept. Frank, che nel frattempo ne aveva già pubblicati due (non concept in senso stretto, visto che non avevano un concetto o una storia unitaria, ma di sicuro almeno per quanto riguarda i temi lirici condivisi), ha deciso di reagire di conseguenza. Soprattutto dopo la dichiarazione di Paul McCartney, secondo cui a influenzare la nascita di “Sgt. Pepper’s” erano stati proprio i due album di Frank. Così ha preparato una risposta satirica a tono, un album che parodiava ogni aspetto della cultura hippie, di “Sgt. Pepper’s” e della società americana (il bersaglio tradizionale di Frank). La musica è un mix efficace di satira, assurdo, arrangiamenti orchestrali d’avanguardia, doo-wop anni ’50, surf rock anni ’60, psichedelia, musique concrète, improvvisazioni ritmiche jazz e rock’n’roll. Come tipico dei concept album, la maggior parte dei pezzi sfocia l’uno nell’altro.

Frank non si aspettava che il movimento hippie si sgonfiasse così in fretta (in realtà già dopo un anno o due, con la tragedia al concerto dei Rolling Stones ad Altamont, dove dei biker pestarono a morte uno spettatore) e che avrebbe continuato per un po’ a dettare le mode sociali (il che gli avrebbe lasciato ancora per un po’ uno dei suoi bersagli facili per le sue sparate satiriche). Un movimento decadente che non portava da nessuna parte era maturo per essere abbattuto già da un pezzo, e Frank ha di nuovo usato in modo più che efficace lo stile musicale di alcuni gruppi popolari dell’epoca per parodiare il movimento. Con i suoi cinici “hungry freaks” The Mothers Of Invention, Frank fin dal primo momento in cui è comparso sulla scena musicale popolare metteva a disagio sia le band che simpatizzavano con le mode hippie e le fantasie adolescenziali, che lui metteva a nudo fino al midollo, sia i politici ipocriti e tutti i falsi moralisti, che nella “nazione scelta da Dio” non sono mai mancati, ovviamente.

Le edizioni successive dell’album sono state addirittura censurate in alcuni punti per via dei testi “sessualmente espliciti” e degli attacchi alla falsa morale della società. L’ultima edizione in CD, per fortuna, non contiene queste censure da puritani, e ci si possono ascoltare alcuni dei testi più provocatori di Frank. L’intera copertina era pensata come parodia di quella di “Sgt. Pepper’s”. Sul fronte si vede infatti, proprio come sul disco dei Beatles, un collage di personaggi vari (tra cui Jimi Hendrix con una bambina piccola dagli occhi coperti in braccio) insieme ai membri della band conciati con vestiti strani. All’interno c’è una foto grottesca dei membri del gruppo, tra i quali spicca per grottesco Frank (e chi se no) con i codini da bambina. Frank, in un fumetto, si chiede se questa sia la prima fase di “Lumpy Gravy” (l’album successivo, uscito nello stesso anno, in cui si chiedeva se fosse la seconda fase di “We’re Only In It For The Money”). Sul retro c’è una foto in cui i membri del gruppo, tranne uno che tiene un foglio rivolto verso la camera, danno le spalle. L’etichetta, per paura di reazioni furiose e possibili grane sul copyright, all’uscita ha pasticciato tutto e, invece dell’ottima parodia di “Sgt. Pepper’s”, ha messo in copertina la seconda metà della foto interna dei membri. Le edizioni CD successive sono riuscite a correggere l’errore. Nella tradizione del libretto di “Sgt. Pepper’s”, dove erano disegnati dei particolari “ritagli”, qui ci sono le loro versioni grottesche, con capelli, baffi e barba (in stile Frank), un capezzolo, una banconota da un dollaro (con un ombelico al posto dell’immagine del presidente e la scritta “united mutations”) e un distintivo da poliziotto con la foto del tecnico del suono Gary Kellgren.

Sull’album ci sono parecchi dei pezzi più noti di Frank, che tengono insieme questo collage sonoro di assurdo e satira corrosiva della cultura hippie e dell’ipocrisia sociale americana. A parte il pezzo conclusivo di oltre sei minuti, dominano brani brevi, per lo più sotto i tre minuti e legati l’uno all’altro. L’iniziale “Are You Hang Up?” è un mix di dialoghi assurdi e musique concrète. Contiene, tra le altre cose, l’insulso monologo hippie da fattone di Eric Clapton, noto chitarrista dei Cream (uno dei tanti musicisti popolari che Frank si è concesso di sbeffeggiare nel corso della carriera), il commento isterico e “tagliuzzato” dell’ingegnere del suono Gary Kellgren, infastidito dall’energia dominante che Frank sprigionava in sala di registrazione, uno strappo di chitarra grottesco, un improvviso brontolio di pancia e il monologo del batterista Jimmy Carl Black, che sosteneva di essere “l’Indiano” del gruppo. “Who Needs The Peace Corps?” è la satira di Frank sugli hippie e su tutti quelli che seguono le mode hippie (cioè fumare varie sostanze, fiori tra i capelli, fascia di cuoio per i capelli, ciondoli esoterici, barbe trascurate, lunghi capelli unti, eccetera) senza curarsi del concetto sociale e politico del movimento. Contiene anche il monologo di un tipico hippie “wannabe” che vuole diventare manager di una rock band e la menzione della “capitale” degli hippie, San Francisco. Musicalmente è una miscela bizzarra di rock psichedelico e jazz. “Concretation Mon” è un’altra satira velenosa del sistema sociale americano e dei poliziotti che simpatizzavano con gli hippie e si comportavano come loro, un’abominazione spietata fatta di elementi folk, psichedelia e surf rock.

“Mom & Dad”, al contrario, prende di mira la repressione sociale e gli abusi dei “tutori della legge” contro la gioventù “diversa” (come se Frank sapesse già che due anni dopo l’esercito in Ohio avrebbe sparato sugli studenti in protesta). Una malinconica ballata folk psichedelica che, nonostante il testo grottesco, a metà tra sfottò e compassione, riesce a mostrare una certa simpatia di Frank per la nota socialmente e politicamente critica del movimento, che per il resto aveva sempre sbeffeggiato e di cui sapeva da un pezzo che la favola hippie non portava da nessuna parte. “Telephone Conversation” contiene una telefonata tra la groupie e cantante occasionale Suzy Creamcheese (che nel ruolo di “mascotte” amata era già apparsa nei due album precedenti, e qui la si vede anche in copertina, accanto alla spalla di Frank) e la sua amica, che la mette in guardia da suo padre. “Bow Tie Daddy” è una grottesca country di mezzo minuto su un padre disfunzionale. “Harry, You’re a Beast”, l’unico dei pezzi “sopravvissuti” tra quelli che dovevano essere registrati con Lenny Bruce, è una delle cose più grottesche dell’album, con tanti elementi di musique concrète, arrangiamenti sinfonici al pianoforte, psichedelia e un testo che nelle edizioni precedenti è stato censurato più volte (una descrizione più che esplicita di sesso orale con Harry e Madge protagonisti). “What’s The Ugliest Part Of Your Body” è all’inizio una grottesca doo-wop (genere popolare che Frank amava satireggiare, dopo averlo suonato in lungo e in largo negli anni ’50 con le band di allora) con una voce volutamente alla Lennon in apertura, poi si trasforma in un rocker psichedelico energico con la satira di Frank sulla decadenza generale della gioventù americana.

“Absolutely Free” potrei definirla il pezzo centrale dell’album, perché riassume nel modo più completo il suo concept di fondo. Qui c’è una critica devastante fino in fondo alla cultura hippie e soprattutto a chi la segue solo per essere socialmente approvato, per ricavarne qualche vantaggio e senza capire il messaggio sociale del movimento, ma anche allo sfruttamento e alla manipolazione aziendale del movimento “flower”. Dopo l’arrangiamento orchestrale iniziale al pianoforte arriva uno dei testi più sfottenti di Frank in assoluto, che tra l’altro contiene il verso “flower power sucks”. Il tutto poggia su un folk psichedelico traballante di chitarra acustica e su grottesche armonie vocali. “Flower Punk” è una pura follia psichedelica con un sacco di effetti assurdi, chitarra “tripposa”, voce da fattone “col naso” e tantissimi elementi di musique concrète. Attraverso la distorsione della chitarra si riversa in dialoghi assurdi, in cui si infila una voce parecchio simile a Joe Pesci. In “Hot Pop” e “Nasal Retentive Calliope Music” si sentono, tra le altre cose, il sussurro di uno dei membri, decompressione vocale, il suono di uno “scarico dell’acqua”, le risatine di “topolini” e rutti “melodiosi”. Un collage sonoro molto vivido che presenta gli hobby di alcuni conoscenti di Frank. “Let’s Make The Water Turn Black”, che parla di una tipica famiglia americana disfunzionale, è un pop/rock’n’roller sfottente con una melodia di chitarra birichina e voci burlesche, chiuso dal borbottio di un “orso raffreddato”. “The Idiot Bastard Son” è una satira devastante dei politici americani, in particolare dei loro figli ottusi (non riesco a immaginare quanto si sarebbe divertito Frank oggi, ai tempi delle dinastie presidenziali americane “da rettiliani”) con tanti elementi di musique concrète (rutti, brontolii e lamenti) e un testo magistrale (“The Father’s a Nazi In Congress Today, The Mother Is a Hooker Somewhere in L.A.”).

“Lonely Little Girl” è un rocker energico con voci sfottenti filtrate dagli effetti e
un testo su un’adolescente frustrata, con l’immancabile finale assurdo. “Take Your Clothes Off When You Dance” è un’altra satira burlesca e devastante degli hippie, che si prende gioco della loro favola dei “tempi in cui chiunque è solo sarà libero e la gente potrà ballare in giro nuda”. Il tutto è adagiato su un folk psichedelico, assurde voci “la-la-la” e uno “jodel” sfottente. Questo pezzo è comparso, con titolo accorciato e in versione strumentale, anche sul successivo album di Frank, “Lumpy Gravy”. “What’s The Ugliest Part Of Your Body (reprise)” riprende il motivo della burlesque doo-wop della prima parte dell’album, che stavolta butta lì l’idea che “la parte più brutta del corpo è la mente”. Alla fine si fanno sentire un brontolio di pancia e i lamenti dei “topolini”. “Mother People” è una delle migliori burlesque dell’album, che satireggia alcuni dei principali esponenti della psichedelia e la loro filosofia “flower”. Di conseguenza si sente di nuovo una voce alla Lennon. Una miscela spiritosissima di pop psichedelico e satira, con un interessante arrangiamento orchestrale nella parte centrale. La conclusiva “The Chrom Plated Megaphone Of Destiny”, con oltre sei minuti, è il pezzo più lungo dell’album e anche uno degli esperimenti più bizzarri e grotteschi del primo periodo di Frank, con motivi assurdi come solo Frank sapeva tirare fuori. È pieno di improvvisazioni psichedeliche, suoni assurdi di musique concrète e anche qualche arrangiamento orchestrale. Un vero orgasmo d’avanguardia in versione musique concrète, con le risatine di “gnomi cattivi” e altri suoni bizzarri.

“We’re Only In It For The Money” è senza dubbio uno degli album migliori di Frank, che ancora oggi, nonostante un concept piuttosto anacronistico (siccome il movimento hippie si è sciolto pochi anni dopo l’uscita del disco, dal vivo ne ha eseguito i pezzi piuttosto di rado), è considerato un capolavoro del rock d’avanguardia e della satira sociale. Come satira sociale rientra di sicuro tra i cinque migliori album di Frank. Musicalmente è stato anche uno dei dischi più innovativi della sua epoca, con grande influenza sullo sviluppo e la forma del rock progressivo (e sulla comparsa di gruppi ben più “cinici” rispetto alla maggior parte di quelli degli anni ’60). Negli anni seguenti Frank si sarebbe buttato in esperimenti sonori completamente diversi e The Mothers Of Invention sarebbero diventati sempre più solo uno dei tanti musicisti d’accompagnamento che lo aiutavano a realizzare le sue composizioni, più che una band omogenea (con numerosi cambi di formazione). Per quanto riguarda la collaborazione tra Frank e la prima incarnazione dei The Mothers Of Invention, “We’re Only In It For The Money” posso senz’altro indicarlo come il culmine dei loro esperimenti d’avanguardia con la musica popolare di allora e con generi più “seri”, e delle satire sociali convincenti, anche se Frank in seguito avrebbe creato parecchi lavori più avanzati ed eccitanti. ”We’re Only In It For The Money” resta però un classico e quel disco visionario che ha piantato uno dei primi chiodi nella bara della favola hippie e ha annunciato l’inizio di un’epoca molto più con i piedi per terra, imprevedibile e caotica.

Formazione

Frank Zappa – voce, chitarra, piano, voci
Roy Estrada – basso, voce
Don Preston – tastiere
Jimmy Carl Black – batteria, tromba, voce
Ian Underwood – fiati, tastiere, voci
Euclid James `Motorhead` Sherwood – fiati, voci
Billy Mundi – batteria
Bunk Gardner – fiati
Dick Barber – voce
Pamela Zarubica – voce

MUSICISTI OSPITI:
Eric Clapton – voce parlata (1)
Gary Kellgren – voce parlata (1)
Spider Barbour – voce
Dick Kunc – voce
Vicki Kellgren – voce al telefono
Sid Sharp – arrangiamenti orchestrali su “Absolutely Free”, “Mother People” e “The Chrome Plated Megaphone of Destiny”

Produzione

Frank Zappa

Tracklist

1. Are You Hung Up? (1:24)
2. Who Needs The Peace Corps? (2:34)
3. Concentration Moon (2:22)
4. Mom & Dad (2:16)
5. Telephone Conversation (0:48)
6. Bow Tie Daddy (0:33)
7. Harry, You’re A Beast (1:21)
8. What’s The Ugliest Part Of Your Body? (1:03)
9. Absolutley Free (3:24)
10. Flower Punk (3:03)
11. Hot Poop (0:23)
12. Nasal Retentive Calliope Music (2:02)
13. Let’s Make The Water Turn Black (2:01)
14. The Idiot Bastard Son (3:18)
15. Lonely Little Girl (1:09)
16. Take Your Clothes Off When You Dance(1:32)
17. What’s The Ugliest Part Of Your Body? (Reprise) (1:02)
18. Mother People (2:26)
19. The Chrome Plated Megaphone Of Destiny (6:25)

Durata dell’album: 39:06

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