Il grunge è »out«, i Pearl Jam sono »in« (2006)

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Luogo: Dom Sportova / Zagabria / Croazia
Data del concerto: 25.09.2006
Spettatori: 0
Prezzo del biglietto: 12.000,00 SIT

Sono una che si sa alzare col piede sinistro e tenerselo addosso tutto il giorno. Ma sono anche una che si sa alzare col piede sinistro e alla sera già saltellare allegra sul destro! E martedì era uno di quei giorni: niente, ma proprio niente mi convinceva a salire contenta sul bus, a divertirmi e a vedere i Pearl Jam. Eppure:

a) è con loro che ho iniziato a vivere la mia vita, quando ero ancora una teenager
b) il loro primo disco, Ten, è uno dei più belli in assoluto
c) io e la mia amica abbiamo “fatto il lutto” quando Eddie ha deciso di sposarsi (quanto possiamo essere sceme, noi ragazzine!)
d) con il loro ultimo disco hanno dimostrato di essere… beh, “IN”!

Purtroppo niente di tutto questo mi aveva messo voglia di concerto. Ma a volte bisogna fare anche cose che sul momento magari non ci va di fare… E che scema sarei stata a non andarci. Perché poi scopri, anche se già durante il concerto ti era sembrato sospettosamente bello, che eri al loro concerto migliore in Europa! Ed ecco perché i Pearl Jam sono “in”: perché dalla sola Slovenia sono partiti otto bus, perché hanno riempito il palazzetto di giovani e vecchi e li hanno fatti divertire senza sosta per un buon paio d’ore, e perché hanno creato una chimica che non vedi a ogni concerto!

Ma torniamo con calma alla mia mattina col piede sbagliato…

Ammetto di essere stata un po’ scontenta già per il fatto di dover salire sul bus e andare al concerto da sola. Ma pazienza! Quando alla fine ci siamo ritrovati tutti, fan e curiosi, seduti ai nostri posti e contati con precisione sotto l’occhio vigile del nostro angelo custode Koncert Freak, era già festa. Ottima compagnia sul bus (che tu possa essere da solo è l’ultima delle tue preoccupazioni, anche se non sei una giovane bionda!), organizzazione top, e già sul bus puoi buttare giù qualche bicchiere di rosso. Ammetto che è decisamente meglio che in macchina. Niente pensieri per la benzina, niente pedaggio… niente! Bevi, ti diverti e te la godi. Quando siamo arrivati a Zagabria davanti al Dom Sportova eravamo già tutti allegri, in un modo o nell’altro! Un sacco di bus, un sacco di fan da ogni angolo e una bella ressa prima di riuscire a entrare nel palazzetto. Io sono finita in compagnia di un olandese e di due ragazzi (cantante e bassista di una band zagabrese ancora sconosciuta) e insieme siamo riusciti in qualche modo a farci largo fino all’interno.

E una volta dentro… uff! Il palazzetto era pieno fino all’ultimo angolino e non c’era altra scelta che stare in piedi. I Pearl Jam suonano ogni concerto come se fosse l’ultimo e stavolta mi sono convinta che è proprio così. Niente gruppo spalla, niente chiacchiere inutili, let’s go: musica! Hanno attaccato con Severed Hand e non c’era un’anima seduta, davvero! Tutti, ma proprio tutti, in piedi a battere le mani e, cosa più sorprendente, a cantare tutte le canzoni insieme a Eddie! Tutte, non solo due hit! Abbiamo sentito pezzi di dischi diversi, dall’ultimo al primo. Posso dirlo senza problemi: i Pearl Jam hanno fatto a pezzi il palazzetto a colpi di suono e hanno risvegliato nelle persone quello che di solito non mostriamo. Che avessimo tutti i peli dritti è ovvio… Ma la cosa più bella è stata la chimica, quella che hanno creato con noi: credo che per loro sia uguale a chi suonano, a indù, a ungheresi o ai loro stessi fratelli americani (a questi forse meno che a tutti!). È fenomenale vedere ottomila persone che seguono, si lasciano trasportare nel sogno, e quella sera nessuno era quello che sembra. Nemmeno i Pearl Jam erano quello che sembrano. Eddie Vedder si è impegnato e ai croati ha letto da un foglietto, in un croato storpiato, un ringraziamento per un’accoglienza così bella, scatenando un’euforia ancora più grande in un pubblico che già gli mangiava in mano. Sui pezzi vecchi, come Alive ed Even Flow, la folla è letteralmente impazzita. Con Black ci hanno scosso, con Jeremy ci hanno inumidito gli occhi di nostalgia. E il popolo, affamato di buona musica, ha coperto la band, ed è incredibile quanto conoscessero tutti i testi! Ed Eddie ha ceduto la parola alla gente… e la gente cantava anche i pezzi nuovi, come World Wide Suicide e Army Reserve, come se fossero hit vecchie di almeno un paio d’anni. Lo ammetto, il concerto mi ha portata alle stelle! Cantare, ballare e l’energia della buona musica: come ho fatto, la mattina, a pensare anche solo se andare o no! Probabilmente è stato il miglior concerto della mia vita, perché aveva tutti gli ingredienti che servono a una band per cucinare una ricetta live da urlo! Verso la fine il “frontman” di questa jam di perle ha regalato ai croati anche la loro bandiera, e cosa avrebbe potuto portarli a un’euforia ancora maggiore? Solo Rockin’ In The Free World di Neil Young e poi Yellow Ledbetter. Io personalmente ho sentito la mancanza solo di Garden.

Cos’altro dire di un concerto dei Pearl Jam, che hanno superato se stessi? Che li ringrazio di cuore per la serata di martedì, perché in me hanno risvegliato di nuovo i ricordi, hanno mostrato ancora una volta quanto è bello quando non importa chi sei e da dove vieni… Soprattutto hanno dimostrato di essere una band come se ne potrebbe solo desiderare. E anche se non vogliono essere una band commerciale, il palazzetto l’hanno sold-out comunque, in modo commerciale. Le band commerciali, infatti, girano videoclip: loro no (non più). Le band commerciali non danno tutto, come se suonassero per la prima volta: loro sì. E le band commerciali non si occupano di suicidi e incesti: loro assolutamente sì. Ma l’ultimo disco torna a puntare a grandi vendite… E apre le porte a un mondo nuovo, chiamato semplicemente “Pearl Jam”. Come cantava tutto il palazzetto:” I know some day you’ll have a beautiful life, I know you’ll be a star, but in somebody else’s sky!”

E hanno fatto sì che passassi dal sinistro al destro. Il piede, ovviamente!

Scaletta

1. Severed Hand
2. Corduroy
3. Hail Hail
4. Last Exit
5. World Wide Suicide
6. Elderly Woman Behind The Counter In A Small Town
7. Given To Fly
8. Unemployable
9. In Hiding
10. Even Flow
11. Education
12. Do The Evolution
13. Jeremy
14. Army Reserve
15. Gimme Some Truth
16. Whipping
17. Life Wasted
—bis 1.—
18. Thin Air
19. Thumbing My Way
20. All Or None
21. Black
22. Wasted Reprise
23. Better Man
24. Porch
—bis 2.—
25. Blood(Atomic Dog)
26. Alive
27. Rockin’ In The Free World
28. Yellow Ledbetter

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