Il primo Zagreb guitar show con Guthrie Govan (2011)

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Luogo: Sax / Zagabria / Croazia
Data del concerto: 10.11.2011
Numero di spettatori: 200
Prezzo del biglietto: 50 HRK con la clinic, 30 HRK solo la parte serale

La scorsa settimana la scena musicale di Zagabria è stata animata dal 1. Zagreb guitar show. Tre giorni di eventi (sfida tra batteristi l’8.11. e bass master  il 9.11.) chiusi l’11.11. con la finale del guitar master e le clinic di Guthrie Govan e Phil Hilborne.

Al Sax, nel centro di Zagabria, siamo arrivati giusto a fine clinic di Phil Hilborne e poco prima dell’inizio di quella di Guthrie. Nel locale c’erano circa 70 persone affamate del sapere chitarristico del virtuoso Guthrie Govan. Guthrie è uno dei chitarristi più noti della scena rock/fusion dell’ultimo decennio, quindi non sorprende che la sua clinic abbia richiamato tanto interesse. Alle 18.30 Guthrie è salito sul palco con la sua solita modestia, ha preso la chitarra e ha cominciato a raccontare. Ha detto di aver iniziato a suonare a tre anni, che di quel periodo non si ricorda nulla e che gli sono sempre piaciuti stili musicali diversi. Guthrie è un chitarrista tecnicamente e improvvisativamente fortissimo, ma non vanno trascurate nemmeno le sue conoscenze teoriche, che gli permettono di muoversi così bene tra stili diversi. Ha mostrato lui stesso un po’ di trucchi che un chitarrista può fare con la sua chitarra senza effetti e pedali di ogni tipo. Secondo lui, per sentire meglio lo strumento, la cosa migliore è suonare senza plettro. In generale, il feeling con lo strumento e con le sue parti è stato il tema centrale della clinic. Dopo un’introduzione breve e divertente ha invitato il pubblico a fare domande, e ha risposto per un’ora intera, senza risparmiarsi. Lo ammetto: le sue risposte mi hanno conquistata anche se io la chitarra non la suono, perché raccontava in modo davvero coinvolgente, dimostrava ogni cosa dal vivo ed era così spassoso che ci siamo fatti due risate come con uno stand-up comedian. Alla fine il pubblico era soddisfatto e ha premiato Guthrie con un applauso gigantesco.

Non pensavo che la clinic sarebbe stata la parte più interessante del guitar show per le ore successive, e invece purtroppo è andata proprio così. È seguita una presentazione piuttosto sbadigliante degli ampli Marshall da parte di Ivan Ivanković, vincitore dello scorso anno del Guitar master croato (di cui lo Zagreb guitar show di quest’anno è il seguito). Ad ascoltarla c’erano in pochissimi: la maggior parte chiacchierava tranquilla della clinic (grazie al cielo almeno la presentazione non era rumorosa) oppure era uscita a prendere una boccata d’aria.

Dopo una pausa abbastanza breve, passate le otto di sera il locale ha iniziato a riempirsi per la parte serale. Le esibizioni si sono susseguite come su un nastro trasportatore. Si sono presentati Modern Rock Institut, i Side Effect,  Hedras Ramos – finalista del Guitar Idol britannico – e Ivan Ivanković. A volte, con la ressa che c’era nel locale, era già difficile seguire quando cambiava la gente sul palco e chi stesse suonando.
Poi è toccato ai cinque finalisti del guitar master di Zagabria 2011. Dopo le loro brevi esibizioni, la giuria, composta tra gli altri anche da Hilborne e Govan, ha scelto come vincitore Ivan Špelak Jitz di Zagabria, che si è portato a casa una chitarra Sterling.

Dopo una pausa un po’ più lunga sono saliti sul palco Guthrie Govan alla chitarra, Vincenzo Maurogiovanni al basso e Alen Frljak alla batteria. Guthrie ha subito detto che in questa formazione prima di quel giorno non avevano mai suonato insieme e che erano riusciti a imparare esattamente 2 pezzi e mezzo. Insieme hanno suonato i brani di Guthrie Fives e Waves (in mezzo Guthrie ha chiesto per scherzo se potevano suonare anche quella mezza canzone), poi sul palco li ha raggiunti anche Phil Hilborne alla chitarra. È seguita una jam incredibile, un miscuglio di tutto: dalle sigle iniziali di vari cartoni animati a pezzi completamente improvvisati e cover. Guthrie e Phil hanno riso a crepapelle per tutto il tempo e si sono guardati di continuo con curiosità, tipo “vediamo cosa succede ora, chi attacca per primo…”. Questo divertimento e questo entusiasmo hanno contagiato anche il pubblico. Suonando hanno sfoderato tutte le loro doti di giocoleria con la chitarra, ma anche un enorme feeling con lo strumento e la capacità di intrattenere il pubblico, che nelle prime ore del mattino ha cominciato a salutare e a tornarsene verso casa.

La serata è stata interessante, ma per i miei gusti troppo zeppa di performer diversi. Quasi tutti quelli saliti sul palco hanno suonato al massimo 3 pezzi. In futuro sarebbe meglio che, prima dell’esibizione dei finalisti, si presentasse una sola band di qualità o un solo virtuoso con il suo repertorio completo.

foto: Greg Žagar

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