Il rip-off di Berry ai danni dei residenti dell’Orpheum di Graz e dintorni è riuscito alla grande!
Luogo: Orpheum Theater / Graz / Austria
Data del concerto: 11.11.2007
Numero di spettatori: 1000
Prezzo del biglietto: 60,00€
L’esperienza Chuck Berry di domenica è stata un evento musicale indimenticabile sotto ogni punto di vista, e per giunta si è rivelata uno dei più grossi rip-off turbo-capitalisti della storia dello show biz. Dimentica i Rolling Stones! Se anche tu non sei ancora stufo di seguire le orme degli eroi della grossa enciclopedia del rock & roll, lo scorso weekend dovevi semplicemente fare un salto all’Orpheum di Graz, dove il grande Chuck Berry ha emesso gli ultimi segni di vita dell’ennesima tournée di quest’anno, definitivamente l’ultima (se a lui, ovviamente, si può credere).
Chuck Berry, leggenda del movimento rock & roll degli anni Cinquanta, l’uomo che, grazie all’ottusità atrofizzata del pubblico americano più ampio, ha anticipato di ben dieci anni i colleghi rocker dalla pelle bianca, più adatti a quel pubblico, nel donare con sincerità la musica rock al mondo. L’influenza di Berry sullo sviluppo del rock è incredibile. Oltre a fondare le forme tecniche pionieristiche del rock & roll, Chuck è stato tra i primi ad affrontare il genere con approcci tematici di ispirazione blues. Donne, macchine, soldi, tutto ciò che decenni dopo girava ancora attorno all’immagine delle più grandi rockstar è in realtà un’invenzione del grande Chuck Berry. Una delle poche (se non l’unica) immagini già da tempo iconizzate che nel 2007, invece di godersi un meritato riposo tra tazze di tè sorseggiate senza pensieri e partite a domino, preferisce ricorrere a un vegetare sul palco inimmaginabilmente inguardabile, che a prima vista, più che a un’energica scena rock & roll, fa pensare alla festa privata di un mammut fossilizzato da secoli che, in compagnia di cinque archeologi sbigottiti, rivive nostalgico la classifica “hot ten” del Triassico, del Giurassico o del Cretaceo senza lasciarsi disturbare. Tanto di cappello! Berry è Berry. Uno e unico. Il vetusto padre del rock n roll è riuscito a spremere, a un migliaio circa di babbei diligentemente schierati sulle sedie, in appena cinquanta minuti di strimpellate scordate, inciampi vocali estremamente fastidiosi e sfoghi incontrollati sui colleghi visibilmente terrorizzati, ben 60 se non addirittura 70 euro!
È difficile descrivere tutti i traumi e l’impressionante intensità del costante senso di disagio allo stomaco, che ha stirato con astuzia i (troppo) brevi cinquanta minuti di cui sopra in un labirinto apparentemente infinito dell’entusiasmo demente e senile di Chuck per le perversioni di tutte le sfumature possibili. Chuck, ai suoi invidiabili ottantun anni, sembra conservato il meglio possibile e inaspettatamente aggressivo. Non meno divertente la retorica pungente del signore, con cui il vecchio chitarrista ha compensato almeno un po’ un chitarrismo scordato e completamente sgangherato. Per esempio School Days o la spassosa Ding A Ling, la dedica di Berry a un compagno che, credo, non sta più fiero in piedi da un pezzo, anche dal vivo resistono ancora al tempo. Berry, nonostante l’età, è ovviamente ben consapevole anche dell’importanza dei vari trucchetti da intrattenitore che rimettono sempre in piedi il pubblico docilmente seduto, incoraggiato. Così non ci è mancato nemmeno il suo riconoscibile saltellare su una gamba, che sulla ritmica sfacciatamente tranciata di Johnny B. Goode, nonostante tutte le carenze citate, ha mandato l’Orpheum in delirio senza particolari difficoltà! Che spasso, non c’è che dire! Quando, nel diluvio di tournée mondiali di giganti della musica ormai logori e sopravvissuti a se stessi, uno sopravvive a una fregatura in lungo e in largo come quella della domenica sera, può tranquillamente anche morire! Senza rancore Chucky!!
Formazione di Chuck Berry:
CHUCK BERRY: voce, chitarra
DARLIN INGRID BERRY: voce, armonica a bocca
CHARLES BERRY JR.: chitarra
JAMES MARSALA: basso
DANIEL TRUSTRUP RØSSING: pianoforte
JEAN-MICHEL BIGER: batteria
Testo: Daniel Pavlica
Foto: Jani Lah
Scaletta
1.Roll Over Beethoven 2.Sweet Little Sixteen 3.School Days 4.Come On 5.Every Day I Have The Blues 6.Oh, Baby Doll 7.You Can’t Catch Me 8.Key To The Hughway 9.My Ding A Ling 10.Rock & Roll Music 11.Let It Rock 12.Carol/Johnny B. Goode