Year Zero

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Artista: Nine Inch Nails
Etichetta: Interscope Records
Uscita: 2007

1ª parte: dietro le quinte del concept narrativo dell’album “Year Zero”

È iniziato l’anno 0. L’America si è trasformata in una dittatura militare. Tiene i suoi cittadini sotto controllo con una droga chiamata Parepin, che con la scusa del ‘farmaco per potenziare il sistema immunitario dei cittadini americani’ viene riversata nelle riserve d’acqua. La gente ha dei chip impiantati nei polsi. Il mondo è scosso da una esplosione nucleare dopo l’altra, mentre in giro per il pianeta la gente ha allucinazioni sulla mano di Dio che avverte dell’imminente giorno del giudizio. Un pugno di persone si ribella al potere, di nascosto o apertamente, rischiando di essere liquidato. Un gruppo di scienziati che lavora a un progetto di trasmissione di dati digitali attraverso il tempo riesce, all’ultimo momento, appena prima che le forze speciali sfondino le porte dei laboratori, a spedire qualche dato 15 anni indietro, nel 2007, come avvertimento: questo futuro va impedito. Un piccolo gruppo di persone decide di dare ascolto al monito e di provare a cambiare il futuro.

Una storiella fantascientifica post-apocalittica della buonanotte? Un film dei fratelli Wachowski? No. È solo la base dell’ultimo album dei Nine Inch Nails, intitolato Year Zero.

Questa storia ha cominciato a svelarsi in modo molto sottile: sulle magliette vendute ai concerti del tour primaverile, alcune lettere nelle date dei concerti erano evidenziate. Un fan sveglio le ha messe insieme e ne è uscita la scritta IAMTRYINGTOBELIEVE. Aggiungendo il suffisso internet .com, i fan sono arrivati al primo pezzo del puzzle. I pezzi successivi erano nascosti in enigmi decisamente più tosti. Testi nascosti negli sfondi di pagine web, link segreti, messaggi ambigui… Ai concerti, nei bagni, sono state trovate chiavette USB con file mp3 dei pezzi del nuovo album, e l’immagine della mano di Dio era nascosta in un suono spettrografato attaccato in coda alla traccia mp3. (foto, clicca QUI). Alla ‘listening party’ hanno distribuito come promozione dei badge con stampati codici misteriosi (uno diverso su ogni badge), e questo ha svelato nuove pagine web che raccontavano la storia di un futuro terrificante. A Los Angeles e a Londra sono comparsi due enormi graffiti con ancora più indizi (foto, clicca QUI). Il video del nuovo singolo ‘Survivalism’ era pieno zeppo di dettagli che aiutavano a portare avanti la storia e, non ultimo, anche l’album stesso, o meglio la sua confezione, è pieno di chiavi e codici segreti (se lo fai girare normalmente nel lettore CD, il disco, grazie al rivestimento Thermochrome, si illumina e rivela un codice binario).

La storia che si andava svelando parlava di eventi che hanno plasmato un mondo pieno di male – attacchi terroristici, potenza militare americana, un bisogno sempre più forte di controllare la gente… Un pezzo della storia era il diario online di qualcuno che aveva scoperto il complotto del Parepin e aveva smesso di bere l’acqua (se mandavi una mail all’indirizzo pubblicato sulla sua pagina, ti tornava indietro una lettera automatica in cui l’autore si scusava per le bugie pubblicate sul sito, diceva che ora beve acqua e che dovremmo cominciare a berla anche noi).

Alla fine è comparso in rete il sito Opensourceresistance.net, dove i fan potevano mandare le loro creazioni artistiche sul tema ‘Art Is Resistance’ (che è il motto del nuovo album, foto, clicca QUI). Il sito ha pubblicato data, ora e luogo in cui gli interessati dovevano trovarsi – e sul posto del graffito di LA i fan hanno trovato ad aspettarli un furgone nero, da cui sono state distribuite circa 100 scatole di metallo usate per munizioni calibro .30, piene di stencil per graffiti, toppe, adesivi, cappellini, pennarelli e roba simile. In una cinquantina di scatole era nascosta anche una sorpresa in più: un cellulare. I fortunati, dopo qualche giorno, hanno ricevuto una chiamata che li invitava a un nuovo incontro… Lì li aspettava un autobus con i finestrini completamente coperti di adesivi, così che non potessero vedere dove li stessero portando. Li hanno scaricati davanti a dei magazzini abbandonati e in una piccola sala il capo del gruppo di ribelli ha tenuto un discorso che avrebbe fatto rinsavire anche qualche politico sloveno. Poi i fan hanno dovuto salire su un montacarichi e scendere di 5 piani fino a uno scantinato, nel buio più totale. E lì – luci, un palchetto e sopra i Nine Inch Nails. 50 fan si sono beccati un concerto privato gratis. 5 pezzi, per lo più dal nuovo album, e poi lo shock: si sono accese le luci, hanno ululato le sirene e la sala è stata invasa da una squadra di teste di cuoio che ha tolto il gruppo dal palco con la forza. I fan se le sono prese di santa ragione.

Il finale della storia è stato esattamente nello stesso stile: dal sito ufficiale nin.com si potevano scaricare i file completi per remixare alcuni pezzi. In uno dei suoni per il remix era nascosta una serie di immagini spettrografate – erano gli avatar scelti di alcuni dei membri più attivi del forum EchoingTheSound (il forum per i fan dei NIN). Chi ha risolto l’enigma ha dovuto solo mettere insieme le iniziali dei nomi di questi utenti, e ha ottenuto l’ultimo indirizzo web della storia: Exhibit24.net. Qui è raccolto tutto il materiale (tutte le pagine web costruite ad hoc) di un immaginario processo contro Trent Reznor, e sono stati selezionati anche tutti gli utenti dei forum che hanno partecipato attivamente alla soluzione degli enigmi e sono finiti in una lista di ‘individui altamente motivati e molto intelligenti, noti appartenenti al movimento ribelle’. Questo sito sarebbe stato preparato dall’Ufficio della Moralità, un ramo immaginario del governo americano del futuro (foto, clicca QUI)

Tutto questo è solo una piccola parte del Gioco di Realtà Alternativa (ARG) più meticolosamente elaborato di sempre, ideato da Trent Reznor come complemento all’album Year Zero. Alcuni media l’hanno liquidata come ‘mossa di marketing’, dimenticando però che solo i fan erano abbastanza dedicati da seguire il gioco dall’inizio alla fine, mentre per la gente comune non era interessante, semplicemente perché era troppo difficile.

In ogni caso, questo Gioco di Realtà Alternativa rappresenta una pietra miliare nel modo in cui un musicista comunica con il proprio pubblico.

2ª parte: l’album “Year Zero”

Passiamo a ciò che conta di più in un disco: la musica.

With Teeth, l’album precedente, ha deluso parecchio la maggior parte dei fan, sia nel suono che nei testi, soprattutto perché veniva dopo il monumentale The Fragile (che, a dirla tutta, era piuttosto difficile da superare). Year Zero ha ripulito per bene il retrogusto amaro lasciato da With Teeth. Musicalmente e liricamente, Year Zero segna un bel cambio di rotta rispetto a ciò a cui Trent Reznor ci ha abituati. È vero che è tornato a quel mixaggio stratificato che avevamo sentito nei dischi più vecchi (allontanandosi dal With Teeth, decisamente più rock), ma dal suono pulito, chirurgico è passato al rumore, al fruscio e allo stridore (la seconda parte di The Great Destroyer, per esempio, è un esempio perfetto di Noise). Come se volesse seguire anche con il suono l’aspetto grafico delle pagine web che raccontano la storia: quelle pagine erano state spedite dal futuro e, per via del degrado dei dati, sono visivamente sbrindellate, strappate; esattamente la stessa sensazione ti arriva dal suono.

Dopo With Teeth, che era più o meno solo una raccolta di singoli brani senza un filo conduttore, abbiamo finalmente di nuovo un album con una storia coerente, un concept, un senso dall’inizio alla fine.

Dal punto di vista dei testi, l’album è del tutto nuovo nella discografia dei NIN: al posto dell’introspezione abbiamo la critica sociale, al posto del doloroso disfacimento dell’anima abbiamo un appello alla rivoluzione. Trent si è scrollato di dosso i vecchi demoni (leggi: droghe e alcol) e ora ragiona a mente lucida sul mondo che ha intorno. E questo mondo l’ha fatto incazzare di brutto.

3ª parte: presentazione dettagliata dei brani dell’album “Year Zero”

1. Hipersila! (Hyperpower!)
Tamburo militare… Passo cadenzato di anfibi ferrati… Urla di donne e bambini… La mano pesante della dittatura… Un pezzo breve, più un crescendo di rumore e caos che musica vera e propria… Le chitarre entrano in distorsione, senza pietà. Un’introduzione che dice che oggi non si fanno prigionieri. Nella storia questo brano sta all’inizio, quando le forze terroristiche fanno esplodere le ‘bombe sporche’ e comincia il caos. La Hyperpower rispedisce il colpo con tutta la sua forza militare.

2. Začetek konca (The Beginning Of The End)
La Hyperpower costruisce una dittatura militare. Ritmo fluido, chitarre che entrano piano piano, un suono continuo. Non c’è via d’uscita, mettiti in fila, perché oggi si cammina sui cadaveri. Propaganda, bugie, politica spietata e brutale, eliminazione di chi la pensa diversamente. L’America ha preso il potere e in casa ha creato una nazione dell’intimidazione.

3. Preživelizem (Survivalism)
FOX network… Il pezzo respira propaganda. Ogni forma di media, tranne quelli di Stato, è vietata. Si diffondono bugie, si stravolge la verità, si riscrive la storia. Il brano punta chiaramente il dito contro l’ossessione nazionale americana per l’autocelebrazione. È un gioco di sopravvivenza. Con il suono Trent ottiene lo stesso effetto della televisione di propaganda: un bombardamento a raffica di effetti roboanti che istupidisce il cervello.

4. Dobri vojak (The Good Soldier)…
…è spietato, non sente niente, non percepisce l’orrore, non conosce la coscienza. L’unica spiegazione possibile è che il nostro buon soldato sia imbottito delle droghe che gli prescrive lo Stato. La propaganda nazionale gli ha ficcato in testa che massacra nel nome di Dio. Cerca di crederci, perché se si rendesse conto della realtà di ciò che fa probabilmente perderebbe la testa. Anche qui la musica segue la tendenza: rabbia nascosta, tensione travestita da immagine tranquilla, ‘cool’… Cosa mai potrebbe esserci di sbagliato in questo mondo?

5. Plovilo (Vessel)
I primi segni di scontento. Come dice il proverbio: puoi fregare qualcuno per sempre, puoi fregare tutti per un po’, ma non puoi fregare tutti per sempre. Oh mio Dio, può andare ancora più veloce? Oh mio Dio, qui non riesco a sopravvivere.

6. Jaz, me ni (Me, I’m Not)
La tensione sale lentamente. I singoli cominciano a rendersi conto che qualcosa deve cambiare. Il pezzo annuncia l’inevitabile: con improvvisi colpi di rullante spezza la linea di basso costante e tesa, come a dire che ognuno si prepara a restituire il colpo.

7. Kapitalni G (Capital G)
Che si sappia chi ha il vero potere. Il denaro governa ancora il mondo. Coscienza e morale sono state dimenticate da un pezzo… Non ce ne frega niente, di cosa cavolo hanno da lamentarsi, ‘sta gente? Tanto lo sapete tutti che vorreste essere al nostro posto… La base musicale ancora una volta illustra alla grande il concept della storia – suona figa, quasi da scopata, con un semplice ritmo da ballo.

8. Moje nasilno srce (My Violent Heart)
La rivolta. Uno dopo l’altro, quelli a cui ne è bastato si uniscono. Un tempo semplici, obbedienti, impauriti… Oggi combattenti devoti per la libertà perduta. Il brano è un avvertimento, una dichiarazione di guerra. Avete fatto abbastanza merda, siamo troppi per essere fermati. Strisciamo a quattro zampe, non potete fermarci tutti. La musica è caotica, come è caotica l’organizzazione dei movimenti ribelli. Si nasconde dietro riff di chitarra insoliti e un ritmo spezzato, senza nessun tema musicale riconoscibile.

9. Opozorilo (The Warning)
Visioni della ‘mano di Dio’ che spunta dalle nuvole. Chiunque abbia visto il fenomeno ha avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di seriamente sbagliato. Il messaggio è semplice e serio: voi umani siete una razza che un tempo prometteva qualcosa, ma avete mandato tutto al diavolo con arroganza e avidità, e perciò vi cancelleremo dalla faccia della terra. La linea ripetuta, interpretata da chitarra, basso e tastiera, non lascia dubbi: è solo il messaggio di ciò che si intende fare, oggi niente compromessi.

10. Od boga dano (God Given)
La dittatura americana non sarebbe completa se non fosse strettamente legata alla religione. La fede nella totale superiorità su chi la pensa diversamente, concessa dall’Onnipotente in persona. È la giustificazione per tutti i crimini, tutte le bugie, la giustificazione di un elitismo sociale senza pari. Solo la fede giusta, la politica giusta e il colore della pelle giusto fanno di te un essere umano, tutto il resto è scarto. La musica segue la stessa tendenza: sicura di sé, funky, cool, compiaciuta.

11. Spoznaj svojega gospodarja (Meet Your Master)
Chi vola alto, cade basso. La testa della dittatura è caduta ed è arrivato il momento del processo. Per ogni peccato del passato bisognerà pagare, e la pena non sarà clemente… La rivoluzione ha così colpito al cuore dell’elitismo. ‘Scendi’ dal tuo trono, i tuoi giorni sono contati.

12. Širše dobro (The Greater Good)
L’ultimo tentativo della dittatura di restare al potere. Il veleno si diffonde lento come un gas per le città… Respiraci, piano, piano… Il brano, per metà strumentale, è probabilmente il più ‘allucinato’ dell’album, con ritmo, pattern, linee e suoni che si ripetono.

13. Veliki uničevalec (The Great Destroyer)
Qualcuno che sbotta. Non gli importa più di niente, gli hanno tolto tutto. Il messaggio della ‘mano di Dio’ lo prende come missione personale. Sembra una persona qualunque, insospettabile, innocua, ma dentro nasconde un potenziale infinito. E poi… la traduzione musicale della fine del mondo. La seconda parte del brano è puro noise. Così muore l’umanità. Consiglio: ascoltate l’album su un impianto surround con decoder DTS. Anche se il CD è registrato in stereo, 5 secondi di questo pezzo escono esclusivamente dalle casse posteriori.

14. Druga plat resnice (Another Version Of The Truth)
La quiete dopo la tempesta. Domina un suono fruscianti, come se ascoltassi una natura morta, e sopra un pianoforte dolce e malinconico. Un necrologio per l’umanità. Regna la pace, ma a quale prezzo?

15. V tem somraku (In This Twilight)
Una canzone d’amore alla fine del mondo. Guardiamo insieme l’ultimo tramonto e confrontiamolo con il mondo in fiamme… La luce e il buio sono la stessa cosa… I sopravvissuti non sono davvero sopravvissuti – nel crepuscolo non restano che ceneri.

16. Seštevek nič (Zero Sum)
Uno sguardo al passato, perché il futuro non esiste più. All’improvviso capiamo che siamo sempre stati condannati alla rovina. Vergogniamoci per tutto ciò che abbiamo fatto e per tutto ciò che siamo stati, zeri e uno. Trent sa chiudere ogni album in modo da brividi con una ballad indimenticabile, e Zero Sum può tranquillamente mettersi accanto a Hurt (l’ultimo pezzo di The Downward Spiral) e The Great Below (il brano di chiusura del primo CD del doppio album The Fragile).

CONCLUSIONE:

L’album è fantastico sotto ogni aspetto. Però per capirlo fino in fondo serve dare un’occhiata al gioco online che ne ha scritto la storia. Sono convinto che all’ascoltatore medio, che non può prendersi il tempo (o non ha voglia) di guardarsi queste pagine web (e credetemi quando vi dico che il materiale è parecchio), l’album non lascerà un’impressione così forte. Di per sé l’album funziona come un insieme coerente, ma il suo vero significato lo acquista solo con la storia che lo accompagna.

Chi fosse disposto a dedicarci almeno un po’ di tempo, dia un’occhiata a www.ninwiki.com, dove sono raccolte e presentate in un insieme sensato tutte le pagine web e tutti gli eventi collaterali che rendono questo album ancora molto più bello.

Formazione

Trent Reznor – voce, esecuzione
William Artope – tromba nel brano n. 7
Matt Demeritt – sax tenore nel brano n. 7
Jeff/Geoff Gallegos – arrangiamenti per fiati, sax baritono nel brano n. 7
Elizabeth Lea – trombone nel brano n. 7
Saul Williams – voci di accompagnamento nei brani n. 3 e 6
Josh Freese – batteria nei brani n. 1 e 7

Produzione

Trent Reznor & Atticus Ross

Tracklist

1. Hyperpower
2. Beginning Of The End
3. Survivalism
4. Good Soldier
5. Vessel
6. Me I’m Not
7. Capital G
8. My Violent Heart
9. Warning
10. God Given
11. Meet Your Master
12. Greater Good
13. Great Destroyer
14. Another Version Of The Truth
15. In This Twilight
16. Zero Sum

Durata dell’album: 63.42

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