Il vento del cambiamento ha soffiato anche in Baviera! (2012)
Autore: Urban Bolta
Foto: Jernej Vene
Luogo: Olympiahalle / Monaco di Baviera / Germania
Data del concerto: 17.12.2012
Spettatori: 13.000
Prezzo del biglietto: 42€
Scorpions, i leggendari heavy rocker tedeschi che negli anni Ottanta, sulle ali di evergreen per lo più dal lato morbido, sono riusciti a sfondare fino al repertorio fisso delle radio di tutto il mondo, stanno piano piano chiudendo la loro lunga carriera musicale.
Se dobbiamo credere alla loro parola, al termine del tour mondiale »Get Your Sting and Blackout« metteranno gli strumenti in un angolo e si godranno una meritata pensione. Ed è proprio questo il motivo per cui, mentre la loro carriera esala gli ultimi respiri, volevamo vederli dal vivo ancora una volta!
Gli Scorpions hanno dato il via al tour d’addio nel marzo 2010, e dove se non a Mosca, ma già allora avevano annunciato che si sarebbe trascinato ben dentro il futuro, quindi ora non si può certo rimproverare loro questo girovagare da maratona di (quasi) tre anni. Le malelingue che parlano del ricco lato finanziario del tour, per cui gli Scorpions tirerebbero le cose per le lunghe, per ora sono quindi smentite.
In compagnia dell’agenzia Koncerti.net siamo arrivati a Monaco di Baviera, col meteo ballerino, davanti all’Olympiahalle, dove gli Scorpions avrebbero dovuto suonare già due mesi prima, ma il concerto era stato rinviato perché la bellezza, costruita all’inizio degli anni Settanta per le Olimpiadi, era in ristrutturazione. Così la data nella capitale bavarese è slittata in coda al tour, guadagnando in esclusività, visto che è stato l’ultimo show degli Scorpions nell’anno solare 2012.
Prima ancora dell’atto principale della serata, a scaldare l’Olympiahalle sold out ci hanno pensato i tedeschi di casa Eisbrehcer, che però, nonostante riff pesanti come rompighiaccio e un metal a tinte industrial, non sono riusciti a portare il pubblico a temperatura di lavoro. Il divario di genere era insormontabile, e così questi giovani tedeschi scatenati, pur con una tenuta di palco professionale, non hanno trovato un buon riscontro. Grosso punto negativo per l’organizzatore, che ha messo gli Eisbrecher, che non volevano certo far male a nessuno, nel ruolo di spalla, piantandogli di fatto un coltello nella schiena.
Abbiamo aspettato parecchio che i tecnici preparassero il palco, ma alla fine si è confermata ancora una volta la proverbiale precisione tedesca: dopo un video di presentazione con le immagini del megalomane »US Festival 1983«, gli Scorpions sono saliti sul palco puntualissimi alle nove.
I due pezzi d’apertura, Sting in the Tail e Make It Real, hanno avuto un forte supporto visivo pirotecnico. Già in partenza gli Scorpions hanno acceso una miccia in mezzo al pubblico, e con uno show scatenato non hanno fatto altro che buttarci sopra benzina per tutto il tempo! I tedeschi, nonostante l’età (Rudolf Schenker e Klaus Meine ne hanno già 64), restano veri ambasciatori della performance cinetica. Il trio di chitarre Schenker / Jabs / Mąciwoda ha sfruttato a dovere la pista di una decina di metri che si allunga nel pubblico (la cosiddetta cat walk) e da lì ha distribuito a ripetizione sorrisi dietro cui si nascondevano rodaggio e chilometri di esperienza. Alle calcagna del trio c’era sempre lui, Klaus Meine, ometto con il berretto inconfondibile in testa, con i suoi quarant’anni di militanza uno degli ingranaggi chiave di questa istituzione dell’heavy metal tedesco. Durante la lunga esecuzione dello strumentale Coast to Coast (»Lovedrive«, 1979) Meine ne ha approfittato per un salto dietro le quinte a ricaricare le batterie vocali, che quella sera gli hanno servito bene. In quasi tutte le rock band di lungo corso, sotto il peso degli anni, la voce diventa l’anello più debole, e la prima gola degli Scorpions lo sa bene, per cui ha affrontato i suoi compiti con estrema cautela, ed è stato grato anche per il supporto occasionale dei cori nei ritornelli, dove il batterista Kottak si è rivelato un braccio destro affidabile.
La parte centrale dello show è stata emotivamente molto intensa. Dopo la scatenata The Best is Yet to Come, in cui Meine si è divertito a giocare col pubblico, è arrivata l’acustica Send Me an Angel, dedicata alle vittime della sparatoria avvenuta due giorni prima nello stato americano del Connecticut. Il quintetto sul bordo della pista, circondato da migliaia di braccia alzate e accendini accesi, nella cornice della Olympiahalle sold out dalla forma di anfiteatro: una scena davvero impossibile da dimenticare! Hanno proseguito il loro viaggio acustico con Holiday, che ovviamente ha trovato il suo finale in una rumorosa versione elettrica.
Lo show è stato accompagnato per tutto il tempo da uno spettacolo visivo sui grandi schermi sopra la batteria di Kottak. In sintonia con il tema o con l’epoca in cui sono nati i pezzi suonati, dei brevi filmati risucchiavano il pubblico ancora più a fondo nel vortice della favola rock, e l’esibizione è risultata così ancora più sentita.
Dopo l’esecuzione di Hit Between The Eyes l’intensità è calata, perché è arrivato l’assolo show del maniaco della batteria James Kottak, un tempo creatore di formazioni come Kingdome Come, McAuley Schenker Group e Warrant. Di sicuro non gli manca la tecnica, peccato però che il suo pestare sui tamburi sia pieno zeppo di testosterone, cosa che si vede nel continuo posare egocentrico e caratterialmente repellente davanti alla folla. Magari a qualcuno piace uno show in cui l’esibizione macista dei tatuaggi è uno dei momenti clou, ma io, da puritano, il mio batterista preferito lo andrei comunque a cercare a miglia di distanza da questo musicista 49enne.
Tra un pezzo e l’altro c’era abbastanza spazio perché ognuno dei cinque potesse dimostrare le proprie follie. A spiccare è stato, naturalmente, il simpatico Rudolf Schenker, fondatore e prima chitarra della band. Nonostante l’età ha dimostrato la sua vitalità correndo di continuo per il palco e si è preso sulle spalle anche una parte degli interventi solisti. Il titolare per queste cose resta però il suo collega Matthias Jabs. Durante l’assolo di Kottak, Schenker si è mascherato con un costume comico coi baffoni, e così il demolitore Blackout è stato suonato con un tocco di umorismo! Originale e divertente!
Nel finale sono cadute una dopo l’altra le melodie più riconoscibili degli Scorpions: Big City Nights, e poi nel bis una delle più belle ballad rock di sempre, Still Loving You, insieme al brano che resterà per sempre legato agli eventi storici di svolta tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, Wind of Change. A riprova che il concerto di fine anno era davvero qualcosa di speciale è arrivata No One Like You, che nell’attuale tour hanno suonato solo in alcune tappe selezionate, e per salutarci gli Scorpions hanno servito anche una Rock You Like a Hurricane rinforzata dalla pirotecnica. Quando la sala si stava già svuotando e tutti i plettri erano ormai volati tra le prime file, i dinosauri del rock hanno sorpreso il pubblico di casa con un nuovo ritorno sul palco e l’esecuzione di When The Smoke Is Going Down, grazie alla quale il concerto nella capitale bavarese, con la sua durata di due ore buone, è diventato uno dei più lunghi del tour.
Il primo articolo da esportazione del rock tedesco, nonostante gli anni, va ancora a pieno vapore! Certo, gli Scorpions non possono più offrire concerti intensi come, per dire, negli anni Ottanta, ma andare a vederli resta comunque un investimento che vale ogni centesimo, perché i loro evergreen hanno superato da un pezzo la cornice della loro epoca e resistono senza fatica anche oggi. Il viaggio con gli Scorpions nel loro tour d’addio è stato un’esperienza genuina, che una folla di oltre diecimila teste non dimenticherà tanto presto!
Anche stavolta, a garantire il trasporto nel cuore di un’atmosfera sempre sicura e piacevole ci ha pensato l’agenzia Koncerti.net, guidata dall’impavido capo e rocker convinto fino al midollo, Concert Freak!

Scaletta
1. Sting in the Tail
2. Make It Real
3. Is There Anybody There?
4. The Zoo
5. Coast to Coast
6. Loving You Sunday Morning
7. We’ll Burn the Sky
8. The Best Is Yet to Come
9. Send Me an Angel
10. Holiday
11. Raised on Rock
12. Tease Me Please Me
13. Hit Between the Eyes
14. Kottak Attack
15. Blackout
16. Six String Sting
17. Big City Nights
—————-
18. Still Loving You
19. Wind of Change
20. No One Like You
21. Rock You Like a Hurricane
—————-
22. When the Smoke Is Going Down
Galleria fotografica






