Iron Savior: Condition Red
Etichetta: Noise Records
Data di uscita: 02.06.2002
Produzione: Piet Sielck
Genere: Heavy Metal / Power Metal
Finalmente qualcosa si è mosso. Dopo due seguiti nella media di un debutto di successo, che ha fatto sì che il progetto nato quasi per gioco, “Iron Savior”, nel 1997 si trasformasse in una vera band omonima, è arrivato “Condition Red”, che è senza dubbio il miglior lavoro finora dei power metaller tedeschi di Amburgo.
Piet Sielck, che ora si dà da fare anche con i Savage Circus (con la malignetta precisazione: “tribute to Blind Guardian bend”), se mi permettete di fare un po’ lo spiritoso, il Noè della generazione di band tedesche come Helloween, Gamma Ray, Blind Guardian, l’inarrestabile uomo d’acciaio, stavolta ha puntato tutto sul rosso, visto che proprio mentre nasceva l’album Kai Hansen (ex-Helloween, Gamma Ray) ha lasciato gli Iron Savior! Ma a quanto pare la cosa ha pure fatto bene, perché i riff suonano di nuovo freschi e il nuovo album ha più varietà e dinamica rispetto al predecessore “Dark Assault”. La band ha evidentemente ripreso fiato a pieni polmoni.
Certo, però, ehm, ehm. Gli Iron Savior restano comunque un incrocio interessante tra Gamma Ray e Blind Guardian (tra il periodo di “Tales From The Twilight World” e quello di “Imaginations From The Other Side”). Come potrebbe essere altrimenti. Piet è stato il produttore dei dischi dei “guardiani ciechi”, ha prestato la voce nei cori, e con Kai Hansen già nel 1977 aveva posato con la band Gentry la prima pietra da cui sarebbero nati gli Helloween. Perché Piet non è rimasto negli Helloween? Pare che per via degli studi negli USA abbia appeso la chitarra al chiodo per un po’. Guarda un po’ il caso, proprio nel frattempo gli Helloween sono esplosi. Mi dilungo su questa storia perché gli Iron Savior sono una band piuttosto giovane e c’è chi, senza volerlo, può battezzarli ladri di quello che fanno le band elencate sopra, a cui proprio Piet ha dato l’anima e che ha aiutato a superare con successo i dolori del parto di quelle che oggi sono carriere musicali di successo (penso soprattutto ai Blind Guardian). I cori ricordano perciò un po’ i Blind Guardian, un po’ i Gamma Ray, e lo stesso vale per i terzetti di chitarre.
Torniamo a “Condition Red”. È un concept album che ci riporta al tempo che precede la nascita, e al momento stesso della creazione, di un robot controllato da un cervello umano chiamato “Iron Savior”. A costruirlo è stato il popolo del pianeta Atlantis, perché li proteggesse da catastrofi incombenti. Insomma, fantascienza. La title track “Condition Red” è senza dubbio, insieme a “Ironbound” o “Thunderbird”, uno dei pezzi meglio costruiti del nuovo disco. Non troverete nemmeno una ballad. I ritornelli sono tutti quanti malinconici, e la produzione dal vivo di chitarre ruggenti che sanno sganciare il riff (“Warrior” o “Mindfeeder”, che nel ritornello, rispetto alle strofe, tira dalle parti di un schiacciasassi alla Primal Fear) alza ulteriormente l’atmosfera. E poi ci sono i trucchetti del vecchio volpone Piet, quando il riff si ferma e lui canta coprendo la linea ritmica (“Walls Of Fire”). Oltre al fatto che il tutto è suonato con i attributi, Piet ha messo in campo le voci più incazzate che abbia mai fatto. “Condition Red” è senza dubbio il disco degli Iron Savior cantato meglio finora. Una voce tagliente, particolare, che mantiene tutta la sua forza a prescindere dal passaggio in cui Piet si trova. Qui non c’è spazio per i “piagnistei” alla Hammerfall o Stratovarious (mi scuso in anticipo con i fan per aver rubato il paragone con le band citate).
Questo è power metal che già dal primo ascolto in cuffia ti fa venire i brividi lungo tutto il corpo! Un must per chiunque scommetta sul classico heavy metal tedesco della confraternita di Amburgo. Continuate così, ragazzi!
autore: Aleš Podbrežnik
voto: 9.0 / 10
Tracklist:
1. Titans Of Our Time
2. Protector
3. Ironbound
4. Condition Red
5. Warrior
6. Mindfeeder
7. Walls Of Fire
8. Tales Of The Bold
9. No Heroes
10. Paradies
11. Thunderbird
Formazione:
Piet Sielck – chitarra, voce
Joachim “Piesel” Küstner – chitarra
Andreas Kück – tastiere, cori
Jan-S. Eckert – basso, cori
Thomas Nack – batteria, percussioni