Karma Obscura
Autore: Primož Novak
Artista: Trauma
Etichetta: Witching Hour Productions
Uscita: year_month
Durata: 43:52
Voto: 4/5
Per la scena metal polacca probabilmente non serve nemmeno dirlo: con le sue band estreme ha lasciato un segno profondo. Eppure qui va ribadito che non esistono solo gruppi death e black metal. Si sono fatti notare anche con band post-rock/metal e con qualche formazione progressive rock. Ma stavolta si parla semplicemente di death metal, più precisamente dei Trauma, che quest’anno hanno pubblicato il loro settimo album in studio, Karma Obscura. Finora l’attenzione maggiore se la sono guadagnata con Imperfect Like a God, il disco con cui hanno messo in chiaro il loro potenziale. Quell’album non l’hanno ancora superato, ma la band si è dimostrata costante e, allo stesso tempo, non dà l’impressione di ripetersi.
Dopo l’intro The Prelude To Annihilation, che grazie alle tastiere ricorda un po’ Behemoth o Vader, il disco passa a Renewal Through Collapse, che mostra subito di che pasta sono fatti i Trauma. Non è una riscoperta dell’America, ma una logica conclusione che attraversa l’intera discografia della band. I Trauma si fanno valere con approcci death metal veloci, nello stile delle vecchie scuole del genere, come i Morbid Angel. D’altra parte c’è anche un tocco moderno, che non riguarda solo il suono ma anche l’innesto di altre virtù metal. Va sottolineato soprattutto il senso del groove alla Fear Factory e Machine Head nelle parti più lente, che si sposano alla grande con qualche riff più veloce e anche tecnico. Però i Trauma non esagerano. Un buon esempio è il brano Renegade, che con le chitarre veloci e i pedali della batteria ricorda Vader e Morbid Angel, e ancora di più con gli assoli non melodici. Un esempio lampante di groove veloce, invece, è Veil of Obliteration, dove la band sembra fare un po’ l’occhiolino anche ai Gojira, ma senza grandi complessità, il che è l’ideale per scuotere la testa.
Senza dubbio, dei Trauma va elogiata la varietà dell’intero lavoro. Per fortuna non ci sono blast a raffica, non è tutto sparato sullo stesso tempo veloce, anche se il disco non offre granché di più calmo, tranne nel brano più lungo, The Edge of Depravity, dove la band propone una parte un po’ più rilassata e atmosferica con il pianoforte. Il punto debole è la voce, che non ha una vera profondità quanto a growl, e anche gli screaming occasionali possono tagliare parecchio le orecchie. Anche gli assoli sembrano un po’ forzati e, per giunta, sono costruiti sullo stesso stampo non melodico alla Vader e Morbid Angel.
I Trauma, alla settima prova, dimostrano di non aver perso un grammo di forza. Sono rimasti fedeli al proprio sound e ai principi del death metal. Magari la prossima volta un pizzico di sperimentazione non guasterebbe, per non diventare troppo ripetitivi e prevedibili.
Formazione
Arkadiusz “Mały” Sinica – batteria
Artur “Chudy” Chudewniak – voce
Jarosław “Mister” Misterkiewicz – chitarre
Produzione
Jarosław Misterkiewicz
Tracklist