Katatonia: City Burials

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Data di uscita: 24 aprile 2020
Etichetta: Peaceville Records
Produzione: Jonas Renkse, Anders Nyström,
Durata: 48:33

Dopo l’album The Fall of Hearts, uscito nel 2016 e accolto molto bene, i rocker malinconici svedesi Katatonia avevano annunciato uno stop temporaneo all’attività della band. Il futuro sembrava incerto. Ma non ci è voluto molto perché tornassero in pista. Nel 2019 hanno festeggiato i 10 anni di Night Is The New Day e un anno dopo sono tornati con un nuovo album, City Burials, per i fan una sorpresa più che gradita.

La popolarità della band ha iniziato a salire alle stelle con l’album The Great Cold Distance, nel 2006. Non era certo il primo disco con cui si erano buttati su acque più rock, ma grazie a una produzione solida e a brani contagiosi i Katatonia sono usciti nettamente dalla media. Con i dischi successivi hanno continuato a confermare la qualità. Il bello è che si sono tenuti stretti anche tanti vecchi fan, quelli che giuravano sui primi lavori, quando la band suonava ancora doom/death metal.

City Burials farà senza dubbio centro. I Katatonia restano fedeli al proprio stile: ci sono elementi di rock progressivo, alternative e anche gothic metal. L’opener Hearts Set to Divide zittisce gli scettici senza fatica. Il brano parte calmo, con la voce di Jonas Renkse accompagnata dalle tastiere, poi entrano gli altri strumenti e portano la malinconia al culmine. Già dall’inizio i Katatonia mostrano, senza ombra di dubbio, di essere dei maestri del mestiere.

Ma perché l’album non sia prevedibile, i Katatonia hanno preparato anche qualche sorpresa. Con Behind The Blood passano a una marcia più alta: più distorsione e un pezzo più incisivo anche a livello ritmico. Poi, già con Lacquer, dal tocco elettronico, offrono una pausa di respiro fatta di tastiere, beat elettronici e la voce inconfondibile di Renkse. Renkse dimostra ancora una volta un ottimo senso per le melodie vocali e per l’emotività. E ovviamente c’è anche qualche brano con cui i Katatonia puntano sulla semplicità e sfornano un potenziale hit radiofonico, come il contagioso The Winter of Our Passing.

Qualche scostamento dallo stile tipico si avverte. La sperimentazione c’è, in dosi sane, ma i Katatonia non esagerano. Quando sembra che abbiano già detto tutto, sorprendono di nuovo. Vale la pena sottolineare Vanishers, dove compare anche la voce femminile di Anni Bernhard. La malinconia prende così un’altra sfumatura e raggiunge un altro picco.

Si sentono anche elementi di rock progressivo, che rendono il tutto più vario. Un buon esempio è la title track, ricca di dinamiche ritmiche in stile Opeth. Con Flicker i Katatonia mostrano che sulla produzione non hanno risparmiato. Con l’aggiunta di elettronica e tastiere l’insieme diventa ancora più epico. Fino alla fine non ci sono sorprese eccessive, ma la qualità regge proprio perché mantengono il proprio stile inconfondibile. Non si ha la sensazione che ci siano dei filler.

L’esecuzione è più che lodevole. Spicca ovviamente la voce emotiva di Jonas Renkse, che ha ancora un ottimo senso per le melodie. Le chitarre sono dinamiche, non mancano le parti distorte, mentre le linee più calme si sposano alla perfezione con la voce. Alla varietà ritmica ha pensato il batterista  Daniel Moilanen, che alla seconda prova si è dimostrato il batterista giusto per la band.

City Burials è senza dubbio un album che i fan adoreranno al primo ascolto. Ma vista la qualità, si può prevedere che porterà alla band anche nuovi fan. Di sicuro Katatonia si confermano ancora una volta coerenti con il loro stile e in qualche modo non riescono proprio a deludere.

9/10

Tracklist:

  1. Heart Set to Divide
  2. Behind the Blood
  3. Lacquer
  4. Rein
  5. The Winter of Our Passing
  6. Vanishers
  7. City Glaciers
  8. Flicker
  9. Lachesis
  10. Neon Epitaph
  11. Untrodden

Formazione:
Jonas Renkse – voce
Anders Nyström – chitarra
Roger Öjersson – chitarra
Niklas Sandin – basso
Daniel Moilanen – batteria

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