L.A. Woman

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Artista: Doors, The
Etichetta: Atlantic Records
Uscita: 1971
Voto: 4.5/5

L.A. Woman è uscito nel 1971 e racchiude la profondità musicale e la forza lirica della band come nessun altro disco prima. Dopo l’esordio, è stato l’album che ha avuto più successo e popolarità. Contiene due classici di Morrison, “Riders on the Storm” e “L.A. Woman”. Certo, è lontano dalla perfezione: la maggior parte dei pezzi è stata registrata nella loro sala prove, in autoproduzione e con l’aiuto dell’ingegnere del suono Bruce Botnick. La voce roca e profonda di Morrison e la chitarra di Krieger danno al disco una struttura blues ardita, e tutti e dieci i brani si fondono alla grande in un insieme compatto.

L’album si apre con “The Changeling”, con un basso martellante e la voce autoritaria di Morrison, così potente che fai fatica a credere che il cantante sia alla fine e non all’inizio della sua carriera. “Love Her Madly” è un capolavoro di Krieger dedicato alla sua ragazza, che continuava a minacciare di lasciarlo. La voce malinconica di Morrison, il drumming ritmico di Densmore, il plettro di Robbie e le tastiere di Manzarek creano nel pezzo un’atmosfera che chiunque saprebbe riconoscere al volo. Il titolo “Been Down So Long” viene dall’omonimo romanzo di Richard Fariña. È un blues lento, segnato dalle urla tipiche di Morrison e dallo slide di Robbie. Da lodare, ovviamente, è anche la famigerata “L.A. Woman”. Il brano ci dipinge il ritratto di una città cupa, pericolosa e inquietante, ma allo stesso tempo così splendida e bella sotto certi aspetti che è impossibile lasciarla. Qui escono fuori i sentimenti contrastanti di Morrison verso la “città della luce”, Los Angeles. Dal punto di vista musicale, con l’ottimo riff di chitarra di Krieger e le tastiere elettriche di Manzarek, il pezzo dimostra che i ragazzi sono ancora capaci di creare canzoni di lunga durata, in grado di tenere testa a opere come “The End” e “The Music’s Over”, visto che quest’ultima si allunga per quasi otto minuti. Da citare anche il passaggio “Mr Mojo Rising”, che ovviamente è un anagramma dello stesso Jim Morrison. Una linea di chitarra sinistra apre “L’America”, in cui la voce di Morrison trasmette minaccia e brividi. Seguono la triste canzone d’amore “Hyacinth House” e la cover di John Lee Hooker “Crowling King Snake”, scelta evidente di Jim Morrison che riflette la sua fantasia di essere lui stesso il Lizard King in persona. Speciale anche “The WASP (Texas Radio and the Big Beat)”, dove la recitazione di Morrison funziona come un incantesimo irresistibile su una base jazz-blues, in cui spicca soprattutto il drumming di Densmore. Per il gran finale hanno scelto “Riders On The Storm”, che è anche l’ultimo brano e l’unico registrato come quartetto, e in cui possiamo sentire per l’ultima volta la voce mistica di Jim Morrison. Il pezzo, epico e drammatico, si apre con il suono lieve della pioggia, tuoni lontani e fulmini, seguiti dalle prime note del piano di Manzarek. Cattura esattamente ciò che li rendeva così grandi. È così diverso da tutto quello che avevano fatto prima, e forse proprio per questo manda l’ascoltatore in trance e lo lascia senza fiato. Jim Morrison ha sentito in qualche modo che era la sua ultima canzone con i Doors, o è solo un caso? Questo lo lascio al tuo giudizio.

Formazione

Jim Morrison: voce
Robbie Krieger: chitarra
Rai Manzarek: tastiere
John Densmore: batteria
Jerry Scheff: basso
Marc Benno: chitarra ritmica

Produzione

Bruce Botnick e The Doors

Tracklist

1. The Changeling
2. Love Her Madely
3. Been Down So Long
4. Cars Hiss By My Window
5. L.A. Woman
6. L’America
7. Hyacinth House
8. Crowling King Snake
9. The WASP (Texas Radio and the Big Beat)
10. Riders On The Storm

Trajanje albuma: 48.25

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