La convention blues di Mike Sponza in versione caffè (2014)

0 7

Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Slamič / Slovenia
Data del concerto: 08.01.2014
Presenze: 150
Prezzo del biglietto: 10,00€

Mike Sponza è l’uomo che con la sua tenacia ha messo il blues italiano sulla mappa mondiale. Visionario del blues molto stimato e rispettato, in 30 anni di carriera è stato legato in un modo o nell’altro alla Slovenia e ai nostri musicisti. Nemmeno le sue esibizioni da noi sono una sorpresa: l’ultima volta Mike è salito sul palco del festival Jazz Ravne ad aprile dell’anno scorso, insieme al veterano del blues di Chicago Bob Margolin.

Il triestino Sponza è venuto in pratica a dare una svegliata alla capitale slovena, assopita dopo le feste di Capodanno. Alla Kavarna Slamič, all’angolo tra Kersnikova e Gosposvetska, il giorno prima aveva organizzato una prova generale a porte chiuse, riservata alla cerchia più stretta degli amici della band. Lì si era esibita anche Lara Baruca, oltre agli ospiti speciali Vid Jamnik e lo strepitoso chitarrista jazz Primož Grašič. Il giorno dopo, quello del vero concerto ufficiale, pubblicizzato (speriamo davvero) un po’ ovunque sui mezzi d’informazione, Lara Baruca ha dovuto rinunciare alla serata per improrogabili impegni familiari.  Quel giorno lo Slamič era tutto esaurito! La sala rossa del locale è un ambiente piacevole, dall’acustica eccellente, prontissimo ad abbandonarsi completamente a un’intima comunione tra il pubblico e suoni di raffinatezza organica. Ci sta una pletora di possibili artisti legati all’acustica: dalle sfere dello chanson da cabaret, dell’etno, del folk, della musica cantautorale, fino a mille formazioni jazz e blues.

Mie Sponza si è presentato con la sua band di accompagnamento, rappresentata da anni dal batterista Moreno Buttinar, dal bassista Mauro Tolon e dal sassofonista Matej Kuželj. Sul palco con loro anche Vid Jamnik, eccezionale vibrafonista della nuova generazione di musicisti sloveni, e naturalmente l’uomo che un tempo, invece del cuscino, si metteva sotto la testa la chitarra: l’inimitabile Primož Grašič. Entrambi i musicisti sloveni avevano già collaborato con Sponza in passato, in un modo o nell’altro. Sponza e Grašič sono poi amici e collaboratori da una vita. Grašič, da ultimo, ha impugnato la bacchetta del direttore per l’orchestra che accompagnava, nell’esibizione dell’anno scorso in pieno centro a Trieste, il concerto di Mike Sponza e Cetral Euorpean Orhcestra nell’ambito del Barcolana Music festival, il 10.10.2013. Il pubblico di quella sera era composto dalla vera crème della vecchia guardia musicale slovena, quella che soprattutto negli anni Settanta ha messo in piedi il rock e la musica leggera sloveni. Uno di questi ospiti eminenti era Benč, che ha collaborato con Sponza al disco del 2007 »Mike Sponza & The Central Europe Blues Convention«.

Il concerto, diviso in due parti con una pausa di 20 minuti in mezzo,  ha proposto un repertorio di brani originali, con qualche standard blues mescolato qua e là. In origine si pensava che coi musicisti sarebbe salito sul palco anche un quartetto d’archi, il che sarebbe stato di fatto una versione ridotta di quanto accaduto lo scorso ottobre nella piazza principale di Trieste, da cui nasce anche il nuovo CD/DVD di Sponza, in uscita ufficiale questo mese, ma Jamnik e Grašič, come ospiti speciali, sono bastati e avanzati.

Vid Jamnik al vibrafono ha infittito con audacia il quadro sonoro del concerto e ha avuto due o tre momenti per aprirsi nelle improvvisazioni, mentre Primož Grašič, chitarrista jazz purosangue, ha dovuto letteralmente tenere a freno le dita per non »scatenarsi« in tutte le direzioni dentro la Kavarna Slamič. Primož è un musicista che se la cava così bene in qualsiasi situazione che già solo per questo il suo modo di suonare ti toglie il fiato ogni volta che lo guardi! Stavolta non è stato diverso. Con variazioni jazz adattate alle forme blues di Mike Sponza, ha portato la musica di Sponza in dimensioni che non aveva ancora mai sperimentato. Nonostante il padrone di casa della serata fosse Mike Sponza, a conti fatti è stato Primož Grašič, ospite speciale che nemmeno era sempre presente sul palco durante il concerto, a »rubare« piano piano la scena a Sponza, volente o nolente. Semplice. Grašič è talmente dannatamente bravo che in Slovenia, in ambito jazz, pochi chitarristi riescono a tenergli testa degnamente. Morbidezza, controllo, un contrasto pazzesco tra escursioni soliste e raffinatezza sensuale! In ogni caso Sponza è un chitarrista fatto di un’altra pasta e i paragoni sono fuori luogo. I due, infatti, si completavano in modo pittoresco nelle rispettive caratteristiche espressive alla chitarra. Insomma, esperienza di blues e jazz in una collisione di altissimo livello!

Con le sue chitarre semiacustiche dal suono retrò, la RIckenbacker 330/12 e la Gibson ES 335, e con i compagni di palco, Mike Sponza ha dato vita a una sospensione musicale straordinariamente organica e succosa, dal contenuto contagioso, un nobile intreccio di elementi blues-soul-jazz. Dato che Sponza collabora di continuo con un’intera guardia di musicisti diversi e sale sul palco in formazioni diverse, sia come duo acustico, sia come trio blues rock tutto botte, sia come Blues Convenction (quella sera allo Slamič), sia circondato da orchestre intere e solisti vocali, la sua musica originale acquista ogni volta un prolungamento di carattere diverso. In senso di genere, s’intende. Stavolta, naturalmente, il materiale originale è stato arricchito radicalmente dal jazz.

Il repertorio, tenuto coi piedi per terra dalla voce virile di Sponza, ha portato al concerto i brani originali Is This Love, Fire, Running On Empty, It’s Hard To Be On The Road, Beauty Queen, You, Kakanic Blues, I Don’t Know, Innocent Criminal, Anxiety,… Mancava giusto qualche cover di Elvis Presley, grande idolo di Sponza, che proprio il giorno del concerto allo Slamič avrebbe festeggiato i 79 anni. Un altro idolo, a giudicare dagli occhiali scuri che Mike porta sul palco, è forse Roy Orbison.

Una splendida serata di grande musica suonata è dunque volata via in un attimo. Il cosmopolita del blues italiano Mike Sponza resta un panino caldo e croccante che sul palco serve esattamente ciò per cui l’ascoltatore si è messo in strada. Un impasto musicale organico unico, che coccola anche le orecchie più esigenti e attente dei buongustai della musica.

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie