Life
Izvajalec: Thin Lizzy
Založba: Vertigo Records
Izid: 1983
I Thin Lizzy, nonostante tutti i loro trionfi in studio, sono sempre stati considerati soprattutto una band da live coi fiocchi. I ragazzi avevano semplicemente tutto: musica eccellente, condita con una dose abbondante di dialoghi di chitarra velenosi. Ma l’asso nella manica più grande i Thin Lizzy lo nascondevano nell’irripetibile personalità di Phil Lynott, che con la sua seducente semplicità da liriche operaie riusciva sempre ad arrivare dritto al cuore di chi ascolta. In quest’ultimo documento “dal vivo” dei Lizzy forse manca proprio quella, ma “Life” resta comunque un sensazionale documento di pura energia grezza di una delle più grandi band rock di tutti i tempi.
Life è una specie di best of dei Thin Lizzy, rivisto con un approccio più duro e più heavy, quello che i signori avevano affrontato con tanto coraggio all’inizio degli anni Ottanta. Oltre agli standard ormai tradizionali, stavolta ci servono una bella manciata di brani “nuovi”, registrati nel periodo di lento spegnimento degli ultimi tre album. Ma non è tutto: visto che per i Lizzy il 1983 è stato l’anno degli addii, su Life sudano per noi tutti i guerrieri più importanti di Lynott, quelli che in passato hanno avuto l’onore di dividere il palco con lui. Ci sono il fedele compagno Scott Gorham, il buon vecchio Eric Bell, l’onnipresente Brian Downey, l’umorale Gary Moore, il giovane senza compromessi John Sykes e perfino il figliol prodigo del rock & roll Brian ” Robbo” Robertson. Una compagnia assassina, che però fa fatica a tenere in equilibrio i rapporti di forza sul disco. Dall’apertura a suon di tuono di Thunder And Lightning in avanti, è soprattutto lo show di John Sykes. A quanto pare, nonostante la formazione “all star”, dalle parti dei Thin Lizzy stavolta hanno preferito puntare sull’opzione più sicura, che se non altro si sposa bene con l’immagine del Thunder And Lightning appena uscito.
Questo approccio più duro fa bene soprattutto a brani come Waiting For And Alibi, Cold Sweat, Killer On The Loose e compagnia. Soprattutto quest’ultimo viene fuori sorprendentemente bene, o se preferite molto meglio dell’originale di Chinatown, un po’ scolorito. Poi ci sono la splendida Hollywood (Down On Your Luck), la apocalittica Angel Of Death, in cui la voce di Lynott fa davvero paura, e una versione fenomenale di Renegade. Il pezzo trabocca dell’interpretazione emotiva di Phil. Comprensibile, visto che è una delle ultime testimonianze autobiografiche di Lynott che, come tutta una serie delle sue creazioni, ti taglia in profondità fino al cuore.
Oltre all’emozionante heavy metal di Are You Ready, tra i brani più recenti incontriamo ancora Baby Please Don’t Go, un’altra confessione personale sotto forma di Got To Give It Up e la convincentissima Sun Goes Down, che come tutte le creazioni di Thunder And Lightning dal vivo suona molto più fresca e interessante. Viene anche da chiedersi cos’altro avrebbero potuto realizzare in futuro Lynott e Sykes nei Thin Lizzy, una volta che si fossero abituati davvero l’uno all’altro.
Se gli approcci più duri mostrano i brani citati nella loro forma più potente fino a quel momento, il materiale più vecchio non viene certo coccolato con chissà quali favori. Per tutti gli amanti dei suoni classici dei Lizzy, il primo momento di sbornia che passa arriva molto presto, con la leggendaria Jaibreak, che nella sua forma fin troppo diretta si annacqua ben presto del tutto. Lo stesso vale per altri due inni irrinunciabili dei Thin Lizzy, Boys Are Back In Town ed Emerald. Quella che risulta più impressionante è Don’t Believe A Word, eseguita in modo più lento e quindi più intimo, la più vicina all’originale. Non rimane molto indietro nemmeno l’elogio della mitologia irlandese Black Rose, il che, vista l’asprezza pensata all’inizio per tutto l’album, è un po’ sorprendente. Se solo si potesse dire qualcosa di simile anche per la conclusiva The Rocker, e invece proprio non si può! Questo pezzo infuocato, che in passato chiudeva in grande stile i concerti dei Thin Lizzy, stavolta, soprattutto a causa di Phil Lynott, come previsto soffre di una mancanza di vera energia. Meno male che c’è Still In Love With You, la cui splendida versione di John Sykes si avvicina moltissimo alle celebri interpretazioni di Robbo di questo indimenticabile capolavoro.
Life, come la sua più celebre predecessora Live And Dangerous, chiude un’epoca dei Thin Lizzy. Con una differenza importante. Mentre quest’ultima segna soprattutto uno spostamento radicale nel modo di esprimersi musicalmente, Life chiude purtroppo per sempre la storia dei Thin Lizzy. Eppure in questo ultimo episodio della saga di Phil Lynott si trova una marea di magia musicale da restare a bocca aperta, che legherà per sempre i Thin Lizzy ai più grandi eroi del mondo hard rock.
Formazione
Philip Lynott: voce/basso
Brian Downey: batteria
Scott Gorham: chitarra
John Sykes: chitarra
Darren Wharton: tastiere
Snowy White: chitarra *
Brian Robertson: chitarra +
Gary Moore: chitarra^
Eric Bell: chitarra ”
Produzione
Philip Lynott & Thin Lizzy
Tracklist
Disk 1.
1.Thunder & Lightning
2.Waiting For An Alibi
3.Jailbreak
4.Baby Please Don’t Go
5.Holy War
6.Renegade*
7.Hollywood*
8.Got To Give It Up
9.Angel Of Death
10.Are You Ready
Disk 2.
1.Boys Are Back In Town
2.Cold Sweat
3.Don’t Believe A Word
4.Killer On The Loose*
5.Sun Goes Down
6.Emerald+
7.Black Rose^
8.Still In Love With You
9.The Rocker+^”