Live
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Uriah Heep
Etichetta: Bronze Records
Uscita: 1973
Voto: 5/5
Questo è l’album celestiale che ancora oggi la maggior parte dei critici musicali mette tra i più grandi album “live rock” di tutti i tempi. Ultimo giorno di tour, ultima occasione: sono saliti sul palco quel venerdì sera di un lontano gennaio del 1973 e hanno dato fuoco al Birmingham Town Hall. Anche se su tutte le edizioni possibili di questo monumento musicale c’è scritto “registrato durante il tour in Gran Bretagna”, l’intera registrazione arriva in un unico blocco da Birmingham. Non ci crederai, ma il remaster offre una separazione ancora più precisa di tastiere e chitarra tra monitor destro e sinistro, e linee di “cori” ancora più belle e distinte rispetto al remaster del 1996. I “cori”, senza i quali non ci si può immaginare i cosmici Uriah Heep dei Settanta, spiccano sempre in July Morning, Sunrise e Tears In My Eyes.
Dopo un breve pezzo iniziale di accordatura, che per la band di allora era un marchio di fabbrica dei concerti dal vivo, gli Uriah Heep con Sunrise portano l’ascoltatore dritto tra le stelle. Tre minuti di pura magia fantastica che ti danno una visione diretta di quanto fossero determinati, sicuri di sé, dediti alla causa e terribilmente grandiosi gli Uriah Heep nella loro formazione classica, ehi, quasi 31 anni fa. La chimica che funzionava alla grande in studio ha funzionato con la stessa intensità anche sul palco. Il quintetto respirava alla perfezione come un’unica entità. Questo album non offre soltanto un sacco di momenti rock dal contenuto incandescente, che ti faranno girare su te stesso fin dalle prime battute, ma ha dentro una magia speciale. Una magia irripetibile e unica, parte della personalità degli Uriah Heep di allora. Soprattutto fa bene la loro dualità. Da una parte si abbandonavano a un’arroganza rock dura, lineare, senza compromessi e di impatto; dall’altra aggiungevano a quella sfera un tocco raffinato, pieno di sofisticata sensibilità, che come artisti erano in grado di irradiare e mettere in pratica in modo così sincero.
I ragazzi quella sera erano di ottimo umore, per questo l’intero album trasuda un’incredibile scioltezza e spontaneità. Le massicce tastiere di Ken, come contrappeso al riffing tagliente e wah-wah di Mick, creano insieme un muro sonoro imponente; la batteria di Lee, un’esplosione di colpi pieni in ottima conversazione con la linea di basso sempre melodica e frizzante del “kiwi neozelandese” Gary Thain, è invece un fantastico contrappeso al primo fronte. E naturalmente ci sono sempre l’insostituibile voce di David Byron e la sua selvaggia presenza scenica piena di sentimento, che metteva il cantante sempre al centro della scena, sotto i riflettori della band. Il carismatico cantante era senza dubbio la figura centrale degli Uriah Heep sul palco.
L’album è carico come il diavolo in persona! Gli Uriah Heep sparano una bomba dopo l’altra. Una bomba a prescindere dal fatto che il suo baricentro penda verso un atteggiamento più lineare e rock (Easy Livin’, Traveller In Time, la più tosta di tutte Love Machine e Tears In My Eyes con la fantastica slide di Ken), oppure verso quello cosmico, etereo e sognante (Sunrise, la grandiosa suite July Morning e Circle Of Hands). Anche la chiusura del concerto è “pepata” fino in fondo. Con il Rock’n’Roll Medley, dedicato a E. Presley, C. Berry e compagnia…, dove spicca Mick con la sua scelta spontanea di inserti solisti improvvisati. Tra i punti di forza di “Live ’73” bisogna assolutamente citare, oltre a July Morning, anche la versione di Gypsy, che in pratica riunisce tutto ciò che gli Uriah Heep sono stati nella loro età dell’oro. Unisce l’anima progressiva della band, che esplorava di continuo a modo suo. Dentro c’è il riffing heavy rock d’impatto, una parte centrale strumentale psichedelica e avventurosa, e prima dell’uscita dal brano gli Heep, come puntino sulla “i”, hanno aggiunto anche un assolo di batteria di Lee Kerslake di poco più di due minuti. Gli Uriah Heep sono senza dubbio la band che dal vivo, nel modo più convincente, porta l’ascoltatore nel mondo delle fiabe e di altre storie mistiche di una fantasia rigogliosa. Basta chiudere gli occhi e di sicuro ti ritroverai in un paese delle meraviglie.
Ah, quasi dimenticavo il succo del remaster! Contiene infatti un bonus CD con un medley di 20 minuti che in quei lontani anni era nato per la messa in onda promozionale in radio, con versioni live dei brani Something Or Nothing, I Won’t Mind, Look At Yourself e Gypsy. Sempre sul bonus CD c’è un medley simile, pensato per essere trasmesso dalle emittenti TV. Quest’ultima raccolta di brani venne poi pubblicata come “Live At Shepperton ’74”, con esattamente la stessa scaletta del vinile originale (senza il bonus Sweet Freedom, presente invece nel remaster di “Live At Shepperton ’74” uscito nel 1997). Anche se il bonus CD non offre nulla di speciale né di mai sentito, pure questo nel suo nuovo vestito sonoro suona diverso dall’originale, il che dovrebbe attirare l’attenzione di tutti i veri fedelissimi degli Uriah Heep.
Formazione
David Byron – voce
Ken Hensley – tastiere, cori
Mick Box – chitarra, cori
Gary Thain – basso, cori
Lee Kerslake – batteria, cori
Produzione
Gerry Bron
Tracklist
1. Sunrise (3:50)
2. Sweet Lorraine (4:27)
3. Traveller In Time (3:20)
4. Easy Livin’ (2:43)
5. July Morning (11:23)
6. Tears In My Eyes (4:34)
7. Gypsy (13:32)
8. Circle Of Hands (8:47)
9. Look At Yourself (5:57)
10. The Magician’s Birthday (1:15)
11. Love Mchine (3:07)
12. Rock ‘N’ Roll Medley (8:17)
Durata dell’album: 71:12
BONUS TRACK NELL’EDIZIONE REMASTER DEL 2003:
The Radio Show:
1. Something Or Nothing
2. I Won’t Mind
3. Look At Yourself
4. Gypsy
The Film Mixes:
5. Easy Livin’
6. So Tired
7. I Won’t Mind
8. Something Or Nothing
9. The Easy Road
10. Stealin’
11. Love Machine
12. Rock and Roll Medley