Live at the Orpheum

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: King Crimson
Etichetta: Discipline Global Mobile
Uscita: 04.01.2015
Durata: 40:56
Voto: 4/5

Nell’autunno del 2014 i titani del rock progressivo King Crimson sono partiti per il tour ‘The Elements’ che, per motivi noti solo a ‘Sua Maestà’ – il sommo capo, il chitarrista Robert Fripp – si è svolto esclusivamente negli USA. Il che significa che gli ‘yankee’ tra settembre e ottobre 2014 hanno potuto vedere la leggendaria band parecchie volte, una band di cui, per via dei capricci di Fripp, non sai mai quando suonerà l’ultimo concerto: una volta a farla sciogliere è ‘l’apocalisse imminente’, un’altra ‘la corruzione nell’industria musicale’ e una terza ‘il furto della proprietà intellettuale del chitarrista’. I fan californiani hanno potuto vedere l’ultima incarnazione dei King Crimson ben quattro volte, di cui due di fila a Los Angeles.

Entrambe le serate all’Orpheum di Los Angeles, tra il 30 settembre e il 1° ottobre 2014, sono state registrate per l’album dal vivo »Live at Orpheum«, ma stavolta i King Crimson hanno commesso un errore incomprensibile, lasciando fuori un bel po’ di pezzi eccellenti che quelle sere venivano suonati dal settetto ambiziosissimo formato da Fripp, dal mitico bassista Tony Levin, dall’ambizioso Jakko Jakszyk a voce/chitarra, dal vecchio volpone Mel Collins a sax/flauto e dai batteristi Pat Mastelotto, Gavin Harrison e Bill Rieflin. Jakszyk, che da membro dei 21st Century Schizoid Band, dove suonava insieme a Collins, ha un bel po’ di esperienza nel cantare e nel ‘rielaborare’ strumentalmente il vecchio materiale dei King Crimson, non ha nessun problema a cantare i classici dei ‘tempi andati’.

L’apertura con il tritasassi da »Red« (1974), »One More Red Nightmare«, che arriva dopo il soundscape di Fripp »Walk On: Monk Morph Chamber Music«, funziona benissimo anche grazie alla sua interpretazione vocale, mentre il trio di batteristi dimostra che l’ultimo, folle esperimento in formazione ha pagato. In generale la scaletta dei concerti dei King Crimson, dopo la decisione quasi scioccante di Fripp di tornare finalmente a suonare, accanto ai pezzi più recenti, gli evergreen del periodo tra il 1969 e il 1974, è tornata ad essere molto interessante e contiene anche qualche brano che non veniva eseguito da un’eternità. Così, dopo tanto tempo, ascoltando »Live at the Orpheum« i fan dei King Crimson possono di nuovo godersi dal vivo gli standard di »Islands« (1971) come la fantasmagorica »Letters«, in cui il talento vocale di Jakko brilla in modo particolare, e il selvaggio strumentale »Sailor’s Tale« con l’indimenticabile, quasi iconico assolo di chitarra di Fripp.

Dopo »Banshee Legs Bell Hassle«, una breve improvvisazione di batteria firmata Gavin Harrison, i ‘re cremisi’ si lanciano nell’ambizioso strumentale »The ConstruKction of Light« dall’omonimo album, che con il sax di Collins brilla di una luce completamente nuova, mentre anche gli altri membri della band, con i tre nuovi arrivati (Jakszyk, Harrison e Rieflin), dimostrano di saperci fare con il materiale più recente (nel caso dei King Crimson quello creato, a intervalli più o meno lunghi, negli anni Novanta e dopo il 2000). Una brutta notizia per tutti quelli che adorano il materiale dei King Crimson degli anni Ottanta è invece che, dopo la ‘tessera da socio congelata’ di Adrian Belew, almeno per ora hanno smesso del tutto di suonare brani di quel periodo, l’unico che in questo tour purtroppo è rimasto trascurato.

Per il finale di questa registrazione i King Crimson hanno scelto l’epica »Starless«, anche se in entrambe le serate all’Orpheum come bis c’era pure il loro classico definitivo, cioè »21st Century Schizoid Man«. Quest’ultimo, in questo tour, è stato suonato per la prima volta dopo l’esibizione in Messico (26.8.1996), quando era stato eseguito per la prima volta (e per un sacco di tempo anche l’ultima) dopo il 1974. Su »Live at the Orpheum«, tra i brani suonati in entrambe le serate, mancano »Pictures of a City«, »A Scarcity of Miracles«, »Hell Hounds of Crim«, »Red« , »VROOOM«, »Coda: Marine 475«, »Level Five«, »The Light of Day«, »The Talking Drum« e la prima e la seconda parte di »Larks’ Tongues in Aspic«, il che significa che, invece di pubblicare »Live at Orpheum« come doppio album, su questo documento dal vivo hanno lasciato fuori troppe goduria.

»Live at the Orpheum« contiene troppi pochi brani delle due serate perché chi non ha (ancora) visto dal vivo l’ultima versione dei King Crimson possa godersi l’esperienza concertistica al completo, ma di belle cose ce ne sono comunque abbastanza per farsi almeno un’idea di come suoni ‘dal vivo’ l’attuale incarnazione a sette dei campioni del prog rock. A giudicare da quel che si sente, si può solo sperare che l’attuale formazione resti insieme ancora a lungo, perché i King Crimson non avevano delle linee ritmiche così spaventose, soprattutto grazie al signor Levin, dai tempi del ‘double duo’, mentre la falange di batteristi a tre teste, che in questa registrazione ha ancora un sacco di ‘riserva’, ‘macinerà’ sicuramente ‘tutto quello che trova davanti’. Quasi certamente l’etichetta indipendente di Fripp pubblicherà in un futuro prossimo un documento dal vivo più obiettivo, capace di abbracciare l’intera esibizione del più importante, se non del migliore gruppo progressive rock di tutti i tempi.

Formazione

Robert Fripp – chitarra, sintetizzatore per chitarra, tastiere, soundscape
Jakko Jakszyk – chitarra, voce
Tony Levin – basso, Chapman stick, cori
Pat Mastelotto – batteria, percussioni
Bill Rieflin – batteria, percussioni, sintetizzatore, cori
Gavin Harrison – batteria, percussioni
Mel Collins – sassofono, flauto

Produzione

King Crimson

Tracklist

1. Walk On : Monk Morph Chamber Music (2:34)
2. One More Red Nightmare (6:07)
3. Banshee Legs Bell Hassle (1:40)
4. The Construcktion Of Light (6:31)
5. The Letters (4:57)
6. Sailor’s Tale (6:51)
7. Starless (12:15)

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