Live In America
Izvajalec: Jorn
Založba: Frontiers Records
Izid: 2007
Jorn Lande, come dico sempre volentieri, è uno dei cantanti più eccezionali dell’ondata della nuova generazione del melodic hard rock, membro di un sacco di band che se lo contendono a suon di cazzotti ogni volta che il tipo si candida per il posto di vocalist, a quanto pare si è finalmente dedicato anima e corpo alla carriera solista.
Il suo ultimo lavoro in studio “The Duke” (2006), che ancora una volta non nasconde le sue grandi qualità, Jorn l’ha ora completato con il suo primo album dal vivo in carriera. Si tratta di un doppio disco che fissa su nastro l’esibizione di Jorn al Prog Power Festival di Atlanta (USA), dell’anno scorso. Dato che Jorn non era l’headliner del festival, il suo set era limitato a una buona ora, così il tipo ha riempito il secondo disco aggiungendo qualche bonus track in studio come Sacrificial Feelings, la nuova versione di Out To Every Nation e, ovviamente, un nuovo arrangiamento che unisce i classici Lonely Is The World/Letters From Earth, a conferma dell’amore del nostro per gli album dei Black Sabbath con Ronnie James Dio al microfono.
Qui non serve certo un gran visionario per avere la conferma di un’esecuzione sul palco di altissimo livello, delle acrobazie vocali brillanti di questo cantante unico e dell’ottima comunicazione continua fra tutti i membri della squadra sul palco. Jorn sta decisamente vivendo il suo momento d’oro come artista e non c’è proprio nulla da dubitare, se ci mettiamo in cuffia anche il suo album dal vivo “Live In America”. Il “jukebox di casa” attraverso il medley di classici dei Whitesnake ti strappa le orecchie, come se passassero attraverso un fascio del laser più sottile, tanto che non te ne accorgi nemmeno. Jorn ammazza con il suo calore e la sua carica sensuale, ma anche con esplosioni devastanti ed eruttive: il tipo resta una potenza energetica in quello che fa. È più forte e più espressivo nei registri vocali medi, dove brilla soprattutto con la tecnica dell’erotismo alla Coverdale, cantando i versi sull’espirazione, che risaltano in particolare nei passaggi più calmi.
Sarebbe tutto fantastico, se non ci fossimo scontrati con un elemento che di fatto manda a rotoli l’interesse dell’album su tutta la linea. Jorn e compagni si sono infatti concessi fin troppi sfoghi solistici durante il concerto. I suoi compagni non sono altro che bravi imitatori degli standard fissati negli anni Settanta. Nessuno di loro possiede un’identità stilistica per cui, dopo pochi suoni o sequenze di battiti ritmici, si riconoscerebbe la sua particolarità unica e la sua irraggiungibilità artistica, come mattone di un carisma inconfondibile. Come Jorn Lande non è David Coverdale, così il suo batterista non è Cozy Powell, né il chitarrista Ritchie Blackmore. Evidentemente i ragazzi se ne sono scordati e ci hanno tolto lo spazio per infilare tre o quattro pezzi in più di Jorn, che al posto dei momenti di assolo il ragazzo avrebbe potuto cantare dal vivo. A un concerto di Jorn Lande ci vai con l’intento di base di ascoltare Jorn! Gli assoli sono semplicemente privi di espressività e suonati in modo noioso. L’assolo tirato per le lunghe delle due chitarre e della batteria, nella sua mancanza di spirito, ammazza in un attimo tutta l’atmosfera del concerto e la fluidità di questa registrazione. Questa mossa soffoca la presenza di Jorn come vocalist e figura centrale del concerto, che qui perde il suo dominio e soprattutto quell’impatto compatto che la band non riesce in alcun modo a sviluppare durante l’esibizione e che quindi nemmeno il doppio disco dal vivo è riuscito a catturare.
Ucciderei per la voce di Jorn, ma stavolta dobbiamo farcene una ragione: accanto a lui hanno preso il sopravvento anche i suoi fedeli operai, e questo non è il 100% Jorn Lande. Peccato. Un gran peccato, perché sappiamo quanto sia fantastico questo cantante quando può sprigionare tutto il suo voltaggio vocale, che oggi pochissimi cantanti della sua generazione riescono a seguire, nel suo mestiere. Speriamo che il tipo impari in fretta qualcosa di utile da questo errore. Semplicemente, questa è una registrazione live troppo breve per potersi permettere una cosa del genere. Gli assoli non darebbero fastidio alle orecchie se la durata del concerto di questo prodotto arrivasse alle due ore. In ogni caso “Live In America” nella sua integrità è la personificazione del voltaggio travolgente e, nonostante tutto, della tipica energia di Jorn, che i fan del cantante accoglieranno senza riserve, nonostante le sue imitazioni delle escursioni soliste dei live ufficiali di band della storia recente come Whitesnake, Deep Purple, Rainbow, Dio, che a Jorn sono senza dubbio scolpite nel cuore.
Zasedba
Jorn Lande – vokal
Tore Moren – kitara
Lasse Finbraten – klaviature
Jorn Viggo Lofstad – kitara
Stian Kristoffersen – bas kitara
Willy Bendiksen – bobni
Produkcija
Jorn Lande & Jorn Viggo Lofstad
Seznam skladb
CD 1.:
1. We Brought The Angels Down
2. Blacksong
3. Duke Of Love
4. Are You Ready
5. Cold Sweat
6. Drum Solo
7. Out To Every Nation
8. Guitar Solo
9. Straight Through The Heart
CD 2.:
1. Godless And Wicked
2. Soulburn
3. Devilbird
4. Perfect Strangers
5. Gonna Find The Sun
6. Whitesnake Medley
7. Out To Every Nation
8. Lonely Is The Word/Letters From Earth
9. Sacrificial Feelings